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Tutti gli amici a cui non si può dire mica di no...

Dagli amici ci salvi iddio...

di Sergej - lunedì 27 settembre 2021 - 1500 letture

La puerile propaganda in atto in Italia (e in Europa) ha sfornato l’ennesima scemenza, su cui ci sarebbe solo da piangere - tanto sciatta e miserevole è come propaganda di regime culturale. Il poveri inglesi (la perfida Albione, mai dimenticata dalla memoria della propaganda e ora riesumata per l’occasione) sarebbero afflitti dalla penuria di benzina per la carenza di camionisti “a causa della brexit”. E giù immagini di: automobilisti disperati in file chilometriche a causa della mancanza di benzina; in prospettiva: disordini sociali, fame e disperazione, l’Europa che brinda e il “te l’avevo detto” della superiorità continentale sull’isola ribelle e superbissima.

La realtà è naturalmente ben diversa e viene coperta oculatamente dal polverone sollevato apposta per distrarre i gonzi, mentre in Europa non esiste un governo unico ma l’associazione di Stati che sono l’UE vanno alla rinfusa e in ordine sparso indecisi su tutto e in contrasto l’uno con l’altro; la Gran Bretagna riconquista libertà d’azione e la tendenza a considerare i rapporti internazionali come rapina (dove è possibile) e prevaricazione (quando si può) o alleanza con il più forte (gli Stati Uniti). Begli “amici” che sono gli Stati...

E mentre qui in Italia nessuna anima candida ricorda i discorsi passati sulla non proliferazione nucleare e sulla necessità di ridurre gli armamenti nucleari, nessuno si stupisce che una Francia qualsiasi avesse tentato la vendita di sottomarini nucleari - che pacifici stuzzicadenti non sono - all’Australia in funzione anti-cinese; affaire soffiato dai perfidi americani, ciò per cui la Francia di Macron ha strepitato (come sempre ha fatto la Francia, che dell’Europa ha sempre fatto a meno quando ha voluto fare i propri comodi, ovvero sempre), rendendosi ancora più ridicola. Gran Bretagna e Stati Uniti, ancora una volta, concordi e a braccetto - e gli europei ognuno sparso a fare i propri interessi diversi e contrastanti. L’Australia spiega che i sottomarini americani sono meglio dei francesi - e in effetti… E i cinesi subito hanno fatto volare i propri aerei militari nella regione aerea di Taiwan - hanno “rivelato” alcuni giornali italiani -, giusto per dire quanto poco hanno gradito l’ennesima mossa angloamericana nello scacchiere del Mar cinese.

Naturalmente ogniqualvolta in noi e nei nostri giornali spunta uno spirito antifrancese, è perché anche l’intelligence inglese non sta mica con le mani in mano, in Italia - che è Paese bengodi per le attività e i servizi di buona parte del mondo. Tutti “amici”, tutti debitamente impegnati a farsi lo sgambetto gli uni con gli altri.

Ciò che qui preme sottolineare in ogni caso è il ruolo svolto, all’unisono - qualcuno ingenuo potrebbe persino sospettare la presenza di un’unica regia, ma basta dire che l’unica fonte esteri per gran parte dei giornali è unica ed è l’Ansa - dei media italiani, nella diffusione di certe notizie e non di altre, rispetto a quanto avviene nel mondo. I lettori sono così costretti a migrare su fonti più lontane dal regime culturale italico - a leggere Avvenire, o l’Osservatore Romano come ai tempi bui del ventennio.

Il mélange informativo che è possibile così assemblare come lettori compete oggi con il mélange che è possibile arrangiare attraverso i social network - con l’avvertenza che qui si è sottoposti agli algoritmi (chiamiamoli così), che riducono tutti noi all’interno di “cerchie”, per cui prestabiliscono per noi cosa ci interessa e cosa vorremmo consumare - in gran parte e sempre di più anche: cosa vorremmo sapere, su cosa essere informati. In base al gruppo in cui siamo stati venduti, veniamo a sapere alcune cose (e non altre). Cliccando e condividendo, diamo informazioni su quanto siamo felici nell’influenzare anche altri sugli argomenti e le “cose” che ci interessano; e denunciamo nello stesso istante anche l’altro a cui indirizziamo la nostra comunicazione, il nostro “inoltro”, o a cui comunque ci linkiamo, attirandolo nella nostra stessa trappola. Begli amici questi, che ti spingono assieme a te nelle stesse sabbie mobili. Ma puoi dire di no a un “amico”?


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