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Trump: folle o stratega?

In questo clima di ignavia generalizzata il potere può mostrarsi senza veli nella sua brutale verità, anzi tale svelamento potrebbe incontrare il consenso di molti...

di Salvatore A. Bravo - mercoledì 15 aprile 2026 - 239 letture

Le analisi sullo stile “scorretto” di Trump si sprecano e con esse le ipotesi sulla sua vacillante salute mentale. Probabilmente Trump e le oligarchie che lo sostengono sanno quello che fanno e le categorie psichiatriche non spiegano nulla, ma anzi indirettamente lo sostengono in quanto appare “folle” e come tale innocente e irrazionale.

Mussolini e ancor più Hitler lungamente sono stati liquidati come pazzi e dunque “innocenti le cui colpe sono da addebitare al cattivo stato della loro salute mentale”. I

l primo dato inaggirabile è che l’interminabile questione di Hormuz sta favorendo gli Stati Uniti e la Russia. Affluisce meno petrolio a causa del blocco, per cui il prezzo sale e gli stati esportatori di petrolio, tra cui Stati Uniti e Russia, non possono che ringraziare. Non è un caso che la guerra in Ucraina è scomparsa come il caso Epstein dalle cronache.

Il “presunto folle” pare un astuto stratega capace di deviare l’attenzione pubblica da taluni temi per creare ad arte casi internazionali e guadagnarci con il consenso degli oligarchi del petrolio a cui ha riaperto il mercato venezuelano. Nel contempo la Cina importatrice dell’80% di petrolio iraniano deve confrontarsi con l’instabilità in oriente, per quanto dal 2012 in poi ha puntato ad accumulare scorte di petrolio.

In questo clima di inganni e dubbi lo stile Trump non suscita grandi azioni e reazioni nei popoli e negli americani prima di tutto. Decenni di “Quarta guerra mondiale”, ovvero di egemonia culturale anglofona e capitalistica hanno deformato i popoli ormai resi indifferenti all’impegno politico e funzionali al mercato. Come non ricordare la campagna di Renzi contro i professori barbuti e noiosi o il berlusconismo amorale.

Il cittadino medio europeo è un relativista che ha quale unico obiettivo l’accumulo seriale di merci e godimenti, sogna una vita in vacanza, in tal modo è stato reso indifferente e distante dalla vita politica e sociale. Gli interessa solo il suo privato e il resto non lo riguarda. In questo clima di ignavia generalizzata il potere può mostrarsi senza veli nella sua brutale verità, anzi tale svelamento potrebbe incontrare il consenso di molti, in quanto si ammirano i personaggi volgari e senza il senso del limite divenuti “modelli di successo”.

Non pochi vorrebbero essere come “il padrone”, perché la realtà, in assenza di alternative visibili e credibili, è fatta solo di padroni e di servi. Un tale paradigma regressivo, la barbarie seconda di Vico è tra di noi, ormai è divenuto prevalente, pertanto il “potere” può mostrarsi nella sua “nuda verità” senta temere giudizi o reali opposizioni, poiché la mutazione antropologica è avvenuta. Questo è il problema e il dramma con cui confrontarsi per costruire l’alternativa.


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