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Trivelle: il governo Conte non vuol uscire dalla gabbia del fossile

Il M5S è incapace di imporre una linea ecologista. La polvere è tale da non poter essere più nascosta sotto i tappeti.
di Redazione - domenica 6 gennaio 2019 - 704 letture

DAL MISE TRE NUOVI PERMESSI DI RICERCA NELLO JONIO, IL CONFERIMENTO DELLA CONCESSIONE DI COLTIVAZIONE “BAGNACAVALLO” E LA PROROGA DELLA CONCESSIONE DI COLTIVAZIONE “SAN POTITO” IN EMILIA-ROMAGNA

Lo abbiamo detto in tutte le salse possibili e più volte: dopo l’Accordo sull’Ilva ed il SI’ al Tap ed al Tav Terzo Valico; dopo il tour elettorale di Ottobre del Ministro Di Maio in Basilicata, dopo il suo annuncio facebook del 12 Dicembre 2018 sul presunto stop all’istanza di permesso di ricerca Masseria La Rocca e dopo la deliberazione del 21 Dicembre 2018 con cui il Consiglio dei Ministri ha deciso di costituirsi dinanzi alla Corte Costituzionale contro No Triv, Regione Basilicata e Comune di Brindisi di Montagna, sempre in relazione al progetto di Eni, Total e Rockhopper Exploration, denominato “Masseria La Rocca”.

Lo abbiamo ribadito anche dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Manovra 2019, in cui il M5S non è riuscito a far passare sotto forma di emendamento due punti a noi molto cari e dirimenti: moratoria delle nuove attività “petrolifere” per la durata di 2 anni e reintroduzione del Piano delle Aree.

Alla prova dei fatti, NESSUNA DISCONTINUITA’ TRA L’ATTUALE GOVERNO E QUELLI CHE LO HANNO PRECEDUTO. ANCHE QUELLO IN CARICA, IN TUTTE LE SUE COMPONENTI, E’ UN GOVERNO “FOSSILE”

Avevamo non a caso lanciato un suggerimento ed un monito: “Non veniteci poi a dire che il rilascio di nuovi permessi è colpa dei tecnici o di quelli di prima”.

Non provateci! Il percorso e le soluzioni normative vi erano state indicate con larghissimo anticipo, ma nessuna di esse si è tradotta in atti e fatti concreti perché, evidentemente, la situazione politica ed i rapporti di forza tra i due azionisti del Governo Conte non consentono di uscire dalla gabbia del “fossile”.

Ed ecco che puntualmente oggi arrivano in pubblicazione, sul BUIG del 31 Dicembre 2018, ben tre decreti con cui il MISE accorda tre permessi di ricerca nel Mar Jonio alla compagnia Global Med, per un totale di oltre 2.220 kmq (F.R43.GM, F.R44.GM e F.R45.GM).

Sempre sul BUIG del 31 Dicembre troviamo i decreti di conferimento della concessione di coltivazione “Bagnacavallo” e di proroga della concessione di coltivazione “San Potito”, entrambi in Emilia-Romagna.

Delle tre “vecchie” istanze di permesso di ricerca in mare ci eravamo occupati in diverse occasioni, evidenziando tutta una serie di criticità, sia sotto il profilo autorizzativo (elusione del divieto di ricerca di idrocarburi in aree con superficie superiore a 750 kmq.), sia ambientale.

Piccolo particolare non trascurabile: in tutti e cinque i casi, i relativi decreti ministeriali recano la data del 7 Dicembre 2018, mentre era già in atto una dura frizione pubblica tra Coordinamento Nazionale No Triv e Governo.

Eravamo quindi a molti giorni prima che un paio di Ministri e qualche parlamentare M5S si affannassero a smentire un qualsivoglia voltafaccia governativo e a tacciare No Triv di non si sa cosa, arrivando, qualche giorno dopo, addirittura ad accusarlo di essere complici della lobby del petrolio!!!

Chi sono i produttori seriali di Fake News, dunque?

Stiamo valutando ovviamente quali passi compiere per fermare questo nuovo ennesimo scempio, compiuto a danno del Clima e della Terra, che disattende totalmente le conclusioni dell’ultimo Special Report dell’ICPP: se vogliamo salvare il Pianeta gli idrocarburi devono essere lasciati sotto terra.

Certo è che, a questo punto, la Moratoria e la reintroduzione del Piano delle Aree diventano questioni ancor più dirimenti, mentre diventa del tutto evidente che il tempo della politica degli annunci è tramontato definitivamente.

La polvere è tale da non poter essere più nascosta sotto i tappeti.

4 gennaio 2019

Coordinamento Nazionale No Triv (*)

(*) redazione del comunicato a cura di Francesco Masi ed Enrico Gagliano


Fonte: Pressenza



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