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Tre ghinee per Rita Borsellino

Le parole di Virginia Woolf per il nuovo volto della Sicilia: "Che sia affrescato di bel nuovo dalle nuove generazioni, con le loro stesse mani; con poca spesa"
di Pina La Villa - giovedì 4 maggio 2006 - 3549 letture

A più di sessant’anni di distanza sembra che si stia realizzando in Sicilia il sogno di cui aveva parlato Virginia Woolf, il sogno di molte donne, il mio sogno: "trovare nuove parole, inventare nuovi metodi".

Con la candidatura di Rita Borsellino finalmente queste parole e questi metodi escono dai margini del dibattito politico, si impongono, spiazzano chi non li ha mai cercati e hanno reso già possibili alcuni fatti straordinari: la ripresa della partecipazione e della militanza politica; l’entusiasmo dei giovani (vedi la nascita del sito Ritaexpress, fatto da ragazzi siciliani residenti per motivi di studio o di lavoro fuori dalla Sicilia). Chi se lo sarebbe aspettato nella Sicilia rassegnata, fatalista e conservatrice che conosciamo?

Occorre fare un passo ulteriore, perché non possiamo permetterci di perdere, non possiamo non cogliere questa occasione per cambiare sul serio.

Virginia Woolf, nel saggio "Le tre ghinee" pubblicato nel 1938, immagina di rispondere a una lettera di un avvocato londinese, pacifista, che chiede aiuti per la sua associazione, aiuti diretti a prevenire la guerra.

La sua risposta sarà che prima di combattere assieme agli uomini la battaglia per la pace - che pure condivideva - era necessario, vista la diversità della condizione femminile come portato di secoli di storia, che il suo aiuto andasse alle donne che avevano bisogno di essere sostenute nel campo della istruzione e delle professioni. Virginia Woolf cioé trae le conseguenze politiche di secoli di storia che hanno creato la "differenza" fra uomini e donne, individua quindi quello che poi sarà il nodo politico del femminismo, parlando di una "Società delle estranee", cioé di una maniera tutta diversa e "femminile", "separata" di affrontare le battaglie dell’epoca, in primo luogo quella contro la guerra.

Delle tre ghinee quindi una andrà a finanziare la nascita e la diffusione dei college femminili, l’altra ad un’associazione che aiuta le donne a superare gli ostacoli per accedere al mondo delle professioni e solo l’ultima a finanziare la battaglia per la pace, nella quale però le donne, oltre ad affiancare gli uomini, dovranno cercare un modo specifico di combattere che nasce dalla loro condizione e dalla loro storia, dalla loro differenza, dovranno cioé "trovare nuove parole e inventare nuovi metodi".

Sono passati più di sessant’anni dal saggio di Virginia Woolf, molte cose sono cambiate e la Società delle estranee ha forgiato quelle parole e quei metodi che oggi sono la vera risorsa per cambiare e non solo in Sicilia. Oggi le ghinee di cui le donne dispongono sono molte di più e devono andare tutte a sostenere la candidatura di Rita Borsellino.Senza dimenticare, come non lo ha dimenticato Rita, la scuola da cui le donne provengono, una scuola che ci ha indicato e ci indica gli strumenti da usare. Vale la pena ricordarli.

“Dato che la Storia e le biografie - le uniche prove accessibili al profano - sembrano dimostrare che la vecchia istruzione impartita nei vecchi college non genera né particolare rispetto per la libertà, né particolare odio per la guerra, è chiaro che il Suo college [quello femminile] va ricostruito su basi diverse. E’ un college giovane e povero: che tragga dunque vantaggio da queste qualità e sia fondato sulla povertà e sulla gioventù. Di conseguenza dovrà essere un college sperimentale, un college avventuroso. Diverso da tutti. Dovrà essere costruito non di pietra scolpita e di vetri istoriati, bensì di un materiale economico, infiammabile, che non sia ricettacolo di polvere e culla di tradizioni. Non metteteci cappelle. Non metteteci musei e biblioteche con libri alla catena e prime edizioni in bacheche di vetro. Che libri e quadri siano nuovi e sempre diversi. Che sia affrescato di bel nuovo dalle nuove generazioni, con le loro stesse mani; con poca spesa. Il lavoro dei vivi costa poco; spesso essi non chiedono altro in cambio di poterlo fare. E poi, cosa si dovrà insegnare nel college nuovo, nel college povero? Certo non l’arte di dominare sugli altri; non l’arte di governare, di uccidere, di accumulare terra e capitale. Queste arti richiedono spese generali troppo elevate: stipendi, uniformi, cerimonie. Nel college povero si dovranno insegnare solo le arti che si possono insegnare con poca spesa e che possono essere esercitate da gente povera: la medicina, la matematica, la musica, la pittura, la letteratura. E l’arte dei rapporti umani; l’arte di comprendere la vita e la mente degli altri, insieme alle arti minori che le completano: l’arte di conversare, di vestire, di cucinare. Lo scopo del nuovo college, del college povero, dovrebbe essere non di segregare e di specializzare, ma di integrare. Dovrà inventare dei modi per far lavorare insieme la mente e il corpo; scoprire da quali nuove combinazioni possono nascere unità che rendono buona la vita umana. E gli insegnanti saranno scelti fra coloro che sono bravi a vivere oltre che a pensare.”


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UTOPIA
12 maggio 2006, di : ir RITA ta dalla demagogia

PRETENDERE DI SCONFIGGERE LA MAFIA IN SICILIA EQUIVALE A PRETENDERE DI TRASFORMARLA IN UN CONTINENTE.

QUESTA BORSELLINO SEMBRA SOLO UN’OPPORTUNISTA, CHE APPROFITTA DI QUANTO ACCADUTO AL FRATELLO PER FARE CARRIERA.

PROVARE PER CREDERE. PURTROPPO LA GENTE NON CAPISCE, E HA BISOGNO DI PROVARE A PROPRIE SPESE.

    UTOPIA
    23 giugno 2006, di : jeannot

    già ...è per questo che tanta gente in Sililia ha voluto RI-provare Cuffaro? Ma và là PISQUANO!