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Tra fiction e realtà

“È chiaro che chi sostituirà Berlusconi – qualora dovesse accadere – indebolirà questo collegamento tossico tra politica, media e discriminazione di genere. (Brani dell’articolo di Barbie Nadeau)
di Pina La Villa - mercoledì 17 novembre 2010 - 2080 letture

Sesso e potere

Da almeno due anni, da quando scoppiò il primo scandalo legato alle veline candidate e apparve la lettera di Veronica Lario su Repubblica, risultava chiaro che le vicende di donne di Silvio Berlusconi non erano gossip né occasioni per un giudizio di tipo moralistico sulla sua persona.

Si trattava semplicemente di constatare antichi e collaudati nessi, quello tra sessismo e razzismo per esempio, e quello tra sessismo e uso aggressivo e dittatoriale del potere, o tra sessismo e potere, semplicemente. Il sessismo altro non è che una delle facce del potere, forse quella più rivelatrice.

Ormai è chiaro che Berlusconi ha trattato e tratta come prostitute, anzi come escort, non solo le donne che vanno a letto con lui, ma in primo luogo tutta la classe dirigente che ha creato, dai suoi avvocati ai finiani (che però, sembra, si stanno ribellando al loro utilizzatore finale).

Opinione pubblica

Nessun giornale italiano, nessuna trasmissione TV, né l’opposizione (cioè nessuno di coloro che hanno mantenuto in questi anni la possibilità di far sentire la propria voce, di mantenere viva un’opinione pubblica opposta al regime berlusconiano) ha posto questi nessi all’ordine del giorno, nessuno ne ha fatto oggetto di un’analisi politica.

Non è stato fatto perché il ritardo politico e culturale su questo terreno è enorme.

Giornali stranieri

Diverso il caso dei giornali stranieri. Da tempo per esempio il quotidiano spagnolo El Paìs nel dar conto delle vicende italiane focalizza l’attenzione sulla dimensione sessista del regime creato da Berlusconi. E oggi arriva il Newsweek, antico e popolare giornale americano, con un articolo dalla corrispondente dall’Italia Barbie Nadeau, dedicato al maschilismo della società e della politica italiane. L’articolo colpisce e fa parlare perché se la prende nientemeno che con “Striscia la notizia”.

Striscia la notizia

“Sono le 8.30 di sera e tutti gli occhi sono puntati verso il programma più popolare della tv italiana, Striscia la Notizia. Due uomini di mezza età sono illuminati da una luce stroboscopica, uno di loro ha in mano una cintura da cui pende una treccia d’aglio dalla forma vagamente fallica. Una donna gli striscia sotto scivolando sul pavimento con la pancia a terra, con addosso un abito ornato di lustrini fornito di tanga e profondo scollo a V che arriva oltre l’ombelico. Quando si alza, uno dei due uomini lascia dondolare la treccia di aglio di fronte alla sua bocca aperta. Lei la prende in mano e se la strofina su un lato della faccia. «Vai, girati, fatti dare un’occhiata», dice l’altro uomo, e le tocca il didietro. «Grazie, bambola».

Ed ecco il commento.

“È chiaro che chi sostituirà Berlusconi – qualora dovesse accadere – indebolirà questo collegamento tossico tra politica, media e discriminazione di genere. Ma richiederà a tutti gli italiani, di entrambi i sessi, di riprogrammare il loro modo di pensare se davvero si vuole sperare che ci siano dei progressi. E non basterà soltanto cambiare canale.”

Cambiare canale

Già, non basterà cambiare canale, anche perché, su Rai tre c’è l’ultima, seguitissima, trasmissione di Fabio Fazio, talmente bella e talmente di “sinistra” che, come ha detto Antonio Albanese nel corso della stessa trasmissione, sembra una fiction.

Se per la destra - di Berlusconi e, temo, anche di chi lo sostituirà al governo - le donne sono veline, la sinistra semplicemente le rimuove, non sa dove e come collocarle: se non sono veline, cosa saranno mai? Come rappresentarle? E’ un incubo, per la sinistra, un problema irrisolto.

Un medico in famiglia

Qualche anno fa una fiction di grande successo, Un medico in famiglia, semplicemente abolì la figura della compagna, la moglie. La storia ha inizio infatti con la morte della moglie del medico, il quale, in assenza, è “costretto” a mettersi in casa nonno Libero e la colf (trattata democraticamente, è ovvio). Nonno Libero e la colf denunciano la grande nostalgia dell’angelo del focolare e l’impossibilità del politically correct di dirlo. La sinistra, più gli uomini che le donne, è ancora a casa di nonno Libero, trincerata dietro il valore della famiglia (ma non sarà qui il nodo?), e pazienza se la moglie è scappata, morta, o è diventata deputata o ministro di Berlusconi.

La fiction di Fazio.

Avete notato? Sembra che non ci siano donne tra le figure di culto della “sinistra”, artisti, scrittori, comici, musicisti (aspettiamo con ansia Luciana Littizzetto!). Ma non è un problema di Fazio o di Saviano, o almeno non solo il loro.

Elenchi

L’autrice dell’articolo su Newsweek si sforza di ricordare alcune donne italiane del passato e del presente che contrastano lo stereotipo attuale delle donne in Italia, da Anna Magnani a Rita Levi Montalcini, da Oriana Fallaci a Miuccia Prada, da Anna Maria Mozzoni a Rosaria Capacchione.

Suggerirei a Fabio Fazio di aiutarci con un elenco un po’ più lungo, dove potrebbero trovare posto alcune "icone" della sinistra.

Chi si ricorda per esempio di Lina Merlin, protagonista di una battaglia difficilissima, nell’Italia cattolica e democristiana degli anni cinquanta? La battaglia si concluse con una legge, la legge Merlin appunto, che aboliva lo sfruttamento della prostituzione nelle case chiuse. Fu una lunga battaglia, perché molti allora in Italia la pensavano sulle donne e sul potere esattamente come la pensano oggi Silvio Berlusconi, Lele Mora ed Emilio Fede.

Brani dell’articolo di Barbie Nadeau sono su

http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_16/newsweek-grandi-donne-italiane-francesco-tortora_81487600-f18d-11df-8c4b-00144f02aabc.shtml

e su

http://www.ilpost.it/2010/11/16/newsweek-italia-berlusconi/


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