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Tra circo e dance street parigina: la prima siciliana dei Diavolo Dance Theater

Quando si incontrano danza, coreografia, recitazione, sound percussivo e poesia in un unico contenitore spettacolare, il risultato è una nuova forma di “teatro di movimento”...
di Liliana Rosano - mercoledì 7 marzo 2007 - 2733 letture

Quando si incontrano danza, coreografia, recitazione, sound percussivo e poesia in un unico contenitore spettacolare, il risultato è una nuova forma di “teatro di movimento”, che la compagnia californiana Diavolo Dance Theater ha ben rappresentato, offrendo all’interno della rassegna EtnaFest il 24 Febbraio al Teatro Ambasciatori di Catania suggestioni forti tra la realtà e l’immaginario.

Undici atleti tra acrobati, ginnasti, danzatori, con un repertorio ricchissimo e attraverso l’uso coreografico di peculiari materiali di scena, si spingono in un atletismo dalla precisione meccanica fluida ed elegante, senza trascurare qualche umoristica gag teatrale. La formazione americana, diretta da Jacques Heim, già coreografo del Cirque du Soleil, si potrebbe definire un ensemble esattamente a metà tra una compagnia di danza e una di circo contemporaneo, anche se di quest’ultimo manca talvolta la passione adrenalinica e la spettacolarità del gesto. La cifra stilistica è però alta e il linguaggio che esplora la compagnia è del tutto innovativo ed attinge pienamente a quelle che oggi vengono definite “performing arts”, cioè arti che si basano su una vera e propria interdisciplinarietà. Lo spettacolo, anche se apparentemente privo di intento narrativo, nasconde una sofisticata e complessa rete di metafore ed allusioni, lasciando al pubblico però la piena libertà di usare la propria immaginazione e creare la propria storia.


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