Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Città invisibili |

Torre Maura, A.S.I.A USB: le periferie non esistono una tantum

La storia insegna che i fascisti, i potenti, quelli che decidono per le nostre vite le catene le fabbricano
di Redazione Lavoro - mercoledì 10 aprile 2019 - 1506 letture

Ogni volta che accade un fatto come quello di Torre Maura, le periferie tornano al centro dell’attenzione. Gli episodi di violenza accaduti in seguito allo spostamento di circa 50 rom, tra i quali 33 bambini, da un centro di Torre Angela a quello di Torre Maura, richiama la politica alle sue responsabilità.

Le periferie di Roma sono tante, ognuna con gli stessi problemi. Ma tra questi, il VI municipio dove si trova Torre Maura, è il più povero, quello con la percentuale più alta di dispersione scolastica, con il maggior numero di case popolari presenti, con il più alto tasso di disoccupati. Rappresenta la sperimentazione di un potere che mira a farne dei luoghi dove allocare la rabbia e il disagio sociale, purché lontano dagli occhi del mondo “di sopra”.

Perché, purtroppo nonostante tutto, continuiamo ad essere il mondo che Buzzi definiva “di sotto”. E’ stato inumano vedere le immagini di donne, che sono anche madri, accanirsi contro il cibo destinato ad adulti ma anche a bambini rom. Ma questo deve farci riflettere su quanta responsabilità c’è da parte di chi ha governato prima e di chi governa ora.

JPEG - 57.5 Kb
Torre Maura

La commissione di indagine sulle periferie ci ha raccontato di 15 milioni di persone a rischio disagio sociale. Nonostante un’analisi chiara sui bisogni delle periferie, il governo di Salvini e di Di Maio hanno tagliato i fondi per gli investimenti e con il bisogno sociale si innesca anche l’arretramento culturale.

Noi siamo convinti che sia una scelta studiata. E per raggiungere l’obiettivo, si usano gli accoliti di chi fa politica sulla rabbia e gli slogan e magari organizza i congressi sulla famiglia. Noi però non arriviamo come i parassiti al momento del problema.

Noi viviamo nelle periferie, condividiamo il dolore di chi perde il lavoro, di chi ha un figlio che cade nell’illegalità, di chi ci chiede aiuto per farsi aggiustare la caldaia dal comune, di chi lotta con noi per avere la sanatoria di una casa occupata per bisogno. Noi ci riconosciamo nei nostri simili.

Non ci riconosciamo nelle urla sterili di chi vede il nemico nei più deboli. Noi non grideremo mai, come fanno i fascisti, “Casa e lavoro non l’abbiamo noi e non lo avrete voi”. Noi gridiamo casa e lavoro per tutti. Perché soltanto così un essere umano è libero dal bisogno.

La storia insegna che i fascisti, i potenti, quelli che decidono per le nostre vite le catene le fabbricano. Noi le catene le vogliamo spezzare!


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -