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“Tipi ideali” per una Milano città di musica e cultura attraverso alcuni suoi candidati

I temi di sicurezza, incolumità del cittadino e libertà, spiccano nell’attuale dibattito urbano...

di Silvia Zambrini - domenica 26 settembre 2021 - 984 letture

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Margherita Bolchini, architetto, urbanista, candidata col gruppo di «Azione», confluito nella lista «Riformisti lavoriamo per Milano» a sostegno del Sindaco uscente Giuseppe Sala col Municipio 4.

Pierluigi Riccitelli, tecnico acustico dell’ARPA (Agenzia regionale per l’ambiente), candidato con «Movimento 5 stelle» a sostegno di Layla Pavone Sindaco.

Alberto Veronesi, direttore d’orchestra, candidato col partito di «Italia Viva» confluito nella lista «Riformisti lavoriamo per Milano» a sostegno del Sindaco uscente Giuseppe Sala col Municipio 6.

Giovanni Esposito, attualmente Assessore all’Ambiente, Mobilità e Commercio presso il Municipio 5, candidato col partito di «Forza Italia» a sostegno di Luca Bernardo Sindaco.


Mentre il grande confronto si avvicina, la città ridonda di iniziative e miglioramenti in atto tra cui i nuovi percorsi ciclabili. Ma c’è anche chi, come nel caso dei nostri candidati impegnati per una Milano capitale di musica e cultura dal vivo, progetta e si impegna in cose che ancora non si vedono o che già sono state realizzate, ognuno con la propria esperienza e personalità: di cittadino che ama gli animali come Giovanni Esposito (FI) che è riuscito a far ottenere l’area cani agli abitanti di Porta Romana; di ambientalista come Pierluigi Riccitelli (M5S) che in questi giorni di campagna elettorale intensa non ha tralasciato il suo impegno a sostegno delle forme di energia alternative al nucleare. Di architetto, urbanista come Margherita Bolchini (Azione) che aspira a una Milano sempre più cosmopolita in un momento in cui altri politici ci tengono a sottolineare la priorità degli italiani; di artista come Alberto Veronesi (IV) che sta offrendo concerti di musica classica in vari punti della città come messaggio di cultura fruibile alla cittadinanza.

In una metropoli che sta cercando di tornare alla normalità, con di nuovo persone che vanno al lavoro, turisti in giro tra monumenti ed esposizioni temporanee come di recente il “Salone del mobile”, i cittadini riprendono a fare progetti: quale momento più costruttivo quello di uscita, seppure cauta, da uno stato di pandemia in concomitanza con le elezioni amministrative? I temi di sicurezza, incolumità del cittadino e libertà, spiccano nell’attuale dibattito urbano: sono le cose che alla gente stanno più a cuore ma cui si tende a dare interpretazioni limitate, che non ricoprono gli aspetti legati a comportamenti non imputabili a categorie o nazionalità specifiche. Sicurezza è anche camminare sulle strisce pedonali certi che l’automobilista si fermerà per tempo. Libertà è poter dormire di notte senza il disturbo della movida, entrare e uscire di casa senza il suo intralcio; non essere sottoposti ad ascolto musicale non richiesto nei luoghi di lavoro, ristoro e altri. Ma per raggiungere questi obbiettivi non è sufficiente fermarsi al soddisfacimento nell’immediato come nel caso di opere realizzate affrettatamente o di proposte da attuarsi sulla scia di un malessere diffuso e pregiudizi mai superati. Occorre pensare a nuove mentalità da condividersi attraverso nuovi modi di veicolare la cultura (..più eventi dal vivo cui scegliere di assistere, meno intrattenimento coatto attraverso musica e parole amplificate); a nuove leggi da applicare e limiti da stabilire come quello sonoro attraverso monitoraggio fonometrico delle emissioni nelle aree più esposte ad assembramento notturno.

Non è facile scegliere tra tanti concorrenti che sostengono obbiettivi unici, seppure con proposte e modalità diverse, ma un parametro può essere valutare il politico che segue determinate linee indipendentemente dalle circostanze. I nostri candidati sono accomunati da una spiccata sensibilità verso la vivibilità dei luoghi riguardo agli aspetti meno scontati come il diritto alla quiete notturna attraverso provvedimenti che premiano e incentivano le attività che rispettano il riposo e la mobilità dei residenti (non soltanto restrittivi) o la possibilità di scegliere un Bar, un ristorante o un Hotel in base al comfort acustico, alla presenza o meno di colonne sonore assordanti (vedi www.fana.one/mappa); analizzando i pericoli del transito e il rumore del traffico a partire dai disagi quotidiani cui sono sottoposte le fasce più deboli (… meno inquinanti) e altresì proponendo che siano condannabili anche i comportamenti da guida aggressiva, esibizionista: per il rischio che impongono attraverso l’imprevedibilità delle manovre e il disagio acustico mediante un impatto ansiogeno, allertante.

Proprio sui temi in cui il pensiero tende a essere più trasversale come trattandosi di ambiente, cultura e senso civico, è bene concentrarsi sulla persona oltre che il politico: secondo ciò che intende fare ma anche ciò che è nella vita e che ambisce come modello di benessere, non soltanto per la sua città.


Questo articolo è pubblicato anche su Fana.one



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