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The Dark Side Of The Earth

Per fortuna, qualcuno comprese finalmente che l’unica alternativa alle spaventose desolazioni della Terra era la Pace...

di Evaristo Lodi - mercoledì 11 gennaio 2023 - 2664 letture

Nei libri di storia si narra del periodo in cui era lecito sostenere tutto e il contrario di tutto; era nato con la convinzione che fosse un’epoca sorretta dalla fede nella ragione, si definì addirittura sotto l’egida dei lumi. Non c’era più distinzione tra la propaganda autocratica e quella democratica; il mondo si divise in sfere d’influenza e nemmeno queste avevano dei confini precisi; il pianeta cadde in preda a fenomeni atmosferici estremi e la politica faticò a tenere il passo della globalizzazione che avanzava ormai incontrastata. Fu il passaggio da un’epoca oscura a quella prospera e sana che contraddistingue i nostri giorni.

Per decenni la scuola mostrò le sue lacune democratiche nel preparare le nuove classi dirigenti ma anche le lacune autocratiche non furono da meno: le storture, non finanziate, del “moloch” mostravano crepe preoccupanti ogniqualvolta le giovani generazioni si insinuarono fra le pieghe del sistema, per scardinarlo al loro interno, facendo leva sulla modernità che non poteva essere taciuta e che era fondata sulle solide maglie della rete.

Ecco alcuni esempi, tratti dai documenti dell’epoca: “La scuola riaprirà in sicurezza”; “I maggiori finanziamenti saranno destinati alla scuola e alla sanità”; “Compito della scuola è quello di educare alla cittadinanza attiva”; “La scuola deve essere inclusiva e accessibile a tutti”; “Questa riforma della scuola è un evento epocale”; “La buona scuola”; “Il diritto all’istruzione per tutti”…

Quella pandemia, all’inizio del XXI° secolo, mostrò a tutti che lo sviluppo industriale, quello iniziato con la prima rivoluzione, era arrivato al capolinea anche se, dopo pochi anni, si cercò, con la solita retorica propagandistica, di convincere le persone che fosse stata una pandemia davvero pericolosa. Niente a che vedere con le devastanti pandemie che hanno flagellato l’umanità nei decenni seguenti o nei millenni della preistoria. Per non parlare dell’inquinamento prodotto dall’utilizzo indiscriminato delle risorse energetiche “sporche” che generò catastrofi ambientali intollerabili per la salute dell’umanità ma in perfetta osmosi con gli interessi mastodontici degli oligarchi di ogni paese sovrano. Pur avendo a disposizione la tecnologia e le risorse economiche per fare ricorso all’energia pulita in tempi rapidissimi, si preferì mungere la vacca dal latte nero fino all’esaurirsi delle riserve di combustibili fossili, sparse per il mondo, che ingrassavano a dismisura le tette dei neri signori della terra.

Andrà tutto bene”; “Uniti si vince”; “I nostri vaccini sono i migliori e i più sicuri”; “I gretini sono dei fanatici”; “Dobbiamo favorire la transizione ecologica con massicci investimenti”; “Dobbiamo stabilire le responsabilità del disastro idrogeologico”; “Siamo il paese che meglio ha reagito alle vaccinazioni di massa, grazie a un generale”; “Faremo in modo che la crisi energetica non ricada sulle tasche dei cittadini”; “Tutti devono contribuire al risparmio energetico”; “Più aiuti alle famiglie”; “Il riscaldamento globale è una bufala, qui si muore dal freddo”; “Tutti hanno sottoscritto l’Agenda 2030”.

La terza guerra mondiale a pezzi generò genocidi insensati che si ergevano sulla malvagità ossessiva dei potenti della terra che, a turno, veneravano i loro dei, fossero il denaro, lo strapotere o la semplice sete di sangue che sconvolgevano i piani dei benpensanti.

Gli ucraini perseguitano le minoranze russe”; “I russi non permetto l’autodeterminazione del popolo ucraino”; “Putin e la Russia devono essere processati per crimini contro l’umanità”; “Solo le donne si oppongono al regime oscurantista dell’Afghanistan”; “La Russia deve essere bandita dal Consiglio di Sicurezza dell’O.N.U.”; “La Russia non ha più armi”; “Il battaglione Azov non esiste”; “Gli eroi della resistenza nell’impianto Azovstal’ a Mariupol”; “Putin ha fallito nei suoi piani di invasione”; “Gli ucraini al potere sono dei nazisti e noi vogliamo sradicare il nazismo dall’occidente”; “Solo le donne si oppongono al regime teocratico dell’Iran”; “Solo la forza degli U.S.A. può difendere la democrazia”; “In Ucraina si svolge una operazione militare straordinaria e non una guerra”; “I russi si stanno ritirando, hanno perso la guerra”.

A leggere queste frasi sembra proprio che l’Italia e il mondo intero fossero stati trascinati in un abisso apocalittico per l’affermazione della libertà, dell’educazione e, in generale, dei diritti dei popoli che, come si è visto alcuni decenni dopo, non aveva assolutamente nulla a che fare con quelle nostalgiche aspirazioni che riportavano l’umanità al secolo più tragico e buio della sua storia: il XX°. Da ciò si può capire il tono della solita retorica propagandistica che si diffuse, come un folle virus, fra le menti dell’umanità impotente: non si possono imporre i diritti umani con una guerra mondiale a pezzi.

Come conseguenza, si assistette impotenti a ondate di freddo e di caldo fuori da qualsiasi scala e/o statistica; al crollo del sistema educativo di molti paesi, immolato sull’altare della democrazia; si udirono proclami insensati dei mezzi d’informazione che, disinvoltamente, si ergevano a paladini dei diritti umani, senza rendersi conto che, le stesse esternazioni, erano fonte di lutti e sofferenze inenarrabili per le popolazioni coinvolte direttamente o anche solo sfiorate dalle conseguenze generate da queste prese di posizione.

Eppure qualcuno scosse l’opinione pubblica occidentale.

Eppure qualcuno ostacolò la cieca follia delle autocrazie con pallide opposizioni per le strade, pagate a caro prezzo dal popolo dei manifestanti: con arresti, torture e, a volte, con la morte immediata o comminata da un efferato tribunale, omologo al sistema.

Eppure qualcuno si ribellò a qualsiasi giustificazione della guerra e della soppressione dei diritti umani, in qualsiasi zona del pianeta fosse perpetrata. Ma si sa che i pacifisti sono degli illusi che vogliono porgere l’altra guancia ai criminali che, al contrario, sono determinati a distruggere e annientare l’umanità.

Eppure qualcuno si ribellò alla nefasta retorica dell’esportazione della democrazia con le armi.

Eppure qualcuno protestò per l’indifferenza dei signori del petrolio e della guerra alle devastazioni ambientali.

Purtroppo un’enorme campagna di retorica pubblicitaria fece ritardare lo sviluppo dell’umanità di almeno un secolo: l’uomo fu costretto a pensare di dover consumare a qualsiasi costo anche se le crisi economiche, sanitarie e climatiche imperversarono per un lungo periodo di tempo. L’uomo si convinse che se votava, se mangiava, se beveva, se si spostava, se possedeva degli strumenti tecnologici, se volava, contribuiva sempre e comunque al benessere del pianeta perché tutte le aziende rispettavano i migliori criteri di sostenibilità. Il crollo di un impero, per quanto democratico possa essere, è sempre foriero di tragedie inenarrabili.

La sua urbanizzazione, con un incremento costante, aveva a un certo punto raggiunto il limite massimo. L’intera superficie del pianeta, 75 milioni di miglia quadrate, era un’unica città. La popolazione della terra aveva raggiunto i quaranta miliardi di abitanti”.

L’uomo riuscì a convincersi, suo malgrado, che era stato vittima di una propaganda retorica e populista, solo dopo aver subito una guerra nucleare che, pur se limitata, distrusse buona parte dell’ecosistema terrestre permettendo la vita a poco più di un miliardo di persone sparse e isolate su tutti i continenti. Solo molto tempo dopo gli esseri umani compresero che la guerra, combattuta o no, è l’unica via per togliere di mezzo l’umanità da questo pianeta e che, per salvaguardare il nostro geoide, non restava all’uomo altro che la colonizzazione dell’universo. “Dopo sei mesi di quell’immobilismo che voi tanto aborrite, le persone scopriranno che il forno non riscalderà più. La lavatrice non sciacquerà più la biancheria. L’aria condizionata scomparirà dalle abitazioni in un caldo giorno d’estate. «Che cosa succederà? Niente. In tempo di guerra la gente sopporta ben altri inconvenienti. Si rifugiano nei sotterranei durante i bombardamenti e vivono a pane duro e acqua per mesi, in caverne profonde un chilometro. Ma quando la guerra non è alimentata da un forte spirito patriottico e non incombe la minaccia di un’imminente pericolo a unire gli animi allora anche i piccoli disagi diventano insopportabili».

«La caduta di un impero, signori, è un avvenimento di enormi proporzioni, non facile certamente da combattere. L’impero è sempre stato una fonte di colossali risorse. I loro generatori sono giganteschi perché hanno sempre organizzato ogni cosa in proporzioni colossali. Ma noi piccola Fondazione, composta da un singolo pianeta quasi privo di metalli, abbiamo sempre dovuto fare i conti con precauzione.»” (queste citazioni sono tratte da Isaac Asimov “Prima Fondazione”, 1951, prima edizione italiana 1963. Ho cambiato solo “donne” con persone)

Per fortuna qualcuno comprese che il sistema dell’Istruzione è espressione della società. Come un intellettuale francese che, all’alba dei suoi 101 anni, scrisse un pamphlet dal titolo “Svegliamoci!”.

Per fortuna qualcuno comprese che il nostro pianeta è la nostra casa comune e dobbiamo averne cura.

Per fortuna qualcuno comprese che il patriottismo era un concetto devastante e deviante.

Per fortuna, qualcuno comprese finalmente che l’unica alternativa alle spaventose desolazioni della Terra era la Pace.

[Sulla guerra in Cecenia] È una guerra terribile; medievale, letteralmente, anche se la si combatte mentre il Ventesimo secolo scivola nel Ventunesimo, per giunta in Europa.” “A volte la gente paga con la propria vita per dire ad alta voce quello che pensa”. (Anna Politkovskaja)

Per fortuna qualcuno comprese The Dark Side Of The Earth, il lato oscuro della Terra.


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