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Testi: Abuso di potere, di Nicola Torre

Questo testo è apparso come editoriale di apertura su L’Isola Possibile, il periodico della sinistra catanese promosso da Nicola Torre. Era il giugno 2002.
di Redazione - mercoledì 19 dicembre 2007 - 5865 letture

Abuso di potere, di NICOLA TORRE

I fatti di Napoli dello scorso anno hanno rappresentato la prova generale della repressione del movimento contro la globalizzazione neoliberista, che a Genova ha avuto un tragico epilogo.

I fatti di Napoli di questi giorni rappresentano la prova generale di un altro tentativo: il potere esecutivo vuole sancire l’impunità per la repressione violenta e l’abuso di potere e delegittimare il potere giudiziario. Questo è lo scenario che i G8 vogliono farci accettare: a livello internazionale la “guerra infinita” per chi si oppone a prepotenze e abusi; a livello locale più poteri, più autonomia d’intervento alle strutture di polizia. Non si tratta di “errori”, ma di scelte politiche operate per difendere i progetti della globalizzazione neoliberista. Per questo oggi è importante che l’insieme dei movimenti alzi il livello di guardia.

In Italia in un solo anno l’esecutivo ha mirato a smantellare l’assetto costituzionale. Un anno di governo. un anno di scalata progressiva contro i diritti fondamentali e le loro garanzie: dai diritti del lavoro, al diritto all’istruzione, al diritto alla salute, al pluralismo dell’informazione, all’indipendenza e autonomia della magistratura. L’esecutivo sta trasformando tutta la politica in una problematica di ordine pubblico: immigrazione, prostituzione, droga, solo per citare alcuni esempi, vanno letti in quest’ottica, non sono problemi da affrontare dal punto di vista sociale per arrivare a soluzioni. Secondo lo stesso criterio si cerca ad ogni costo di far diventare materia di ordine pubblico le lotte operaie e sindacali, i lavoratori precari e i disoccupati che scendono in lotta e soprattutto il movimento contro la guerra e contro la globalizzazione neoliberista, che indica strade differenti per la soluzione dei problemi che riguardano l’intero pianeta.

Il progetto di repressione crescente nei confronti di questo movimento ha rappresentato, anche a livello internazionale, una forma di sperimentazione della possibilità degli apparati di sicurezza di agire autonomamente dalla politica. La stessa dinamica degli scontri di piazza è tutta da chiarire perché presenta molti lati oscuri. Così come è ancora da chiarire se vi sia stato un unico centro di direzione nell’azione repressiva. L’economia neoliberista ha esasperato le differenze sociali, ha smantellato migliaia di posti di lavoro, ha creato ricchezza per pochi e impoverito la maggior parte degli abitanti del pianeta. La politica neoliberista sostiene che a tutto ciò si può rispondere solo con l’azione repressiva violenta. Esiste un’alternativa?

Tutte le coalizioni della sinistra europea hanno impostato le campagne elettorali degli ultimi anni inseguendo la destra sul tema della sicurezza e dell’ordine pubblico, anche per questo sono state sconfitte. Seattle, Napoli, Goteborg e Genova sono state occasioni in cui nuovi grandi movimenti di opposizione hanno proposto una diversa concezione della politica, del modo di produzione, della convivenza tra popoli. La risposta è stata un’azione repressiva violenta.


Fonte: L’Isola Possibile


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