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Taormina invasa dai... catanesi

2 giugno celebrativo in Fase 2. Quale migliore località se non la Perla dello Jonio
di Piero Buscemi - mercoledì 3 giugno 2020 - 1380 letture

Le notizie e le immagini diffuse negli ultimi giorni non sono state certamente incoraggianti per valutare la situazione che si prospetta in vista della stagione estiva 2020, post quarantena Covid-19. Sentire che ben dieci alberghi, di diversa dimensione ed importanza, abbiano messo il cartello "Vendesi" per le difficoltà di una lentissima ripresa che non sembra sia in grado di rilanciare l’economia turistica isolana, per la quale Taormina rappresenta da sempre la punta di diamante, appare alquanto sconfortante. La possibilità, poi, pubblicizzata in vari siti, della riapertura del sito archeologico, in modo particolare il sempre suadente Teatro Antico greco-romano, non poteva lasciarci indifferenti a questo periodo di crisi in presenze della capitale del turismo italiano.

Avevamo fatto una passeggiata perlustrativa una settimana fa, mantenendoci sulla litoranea marina che va da Letojanni a Giardini Naxos. Davvero deprimente osservare l’Isola Bella e la sua spiaggia vuota. Lo stesso percorso, eseguito in auto, ha mostrato un insolito traffico "verde", riscontrabile in questi tempi soltanto nelle ore notturne.

Stavolta, approfittando di una giornata infrasettimanale ma festiva, abbiamo voluto sondare di persona le notizie scoraggianti che avevamo catturato da più fonti. Raggiungere Taormina non ha comportato particolari problemi, considerando che abbiamo percorso la S.S. 114, preferendola all’autostrada, tanto per rinunciare alle emozioni della deviazione all’altezza di Letojanni che da cinque anni accompagna il viaggiatore nel suo cammino.

Lasciata l’auto in uno dei tornanti appena sotto il centro abitato, abbiamo percorso la stradina che costeggia il parco comunale, chiuso per motivi tecnici, così almeno recitava il cartello apposto sul cancello di ingresso. giunti sul corso, siamo stati investivi dal vociare di migliaia di persone, disposte alla distanza di sicurezza di cinquanta centimetri, a volte anche meno. Non chiedeteci testimonianze particolari sull’uso della mascherina, lasciamo ai lettori la libertà di immaginare quale fosse la situazione.

Abbiamo percorso l’intero corso Umberto della classica passeggiata turistica taorminese. A parte la folla, già menzionata, in effetti abbiamo constatato la chiusura di tutti i ristoranti e della gran parte delle attività commerciali. Qualche bar aperto, qualche tipica gelateria e una timida rosticceria ad attendere inutilmente che qualche cliente in vena di stuzzicare il palato si fermasse.

Giunti a Porta Catania, abbiamo affrontato il percorso inverso scegliendo la strada sottostante, meno trafficata, che passa davanti al mitico Hotel San Domenico (l’albergo del Piccolo Diavolo di Benigni, per intenderci) che mostrava il suo storico portone ovviamente chiuso. Superato il San Domenico, abbiamo sceso le scale che portano sulla panoramica che si affaccia ad un altro famoso hotel, il Capo Taormina, che rappresenta anche la svolta per salire alla cittadina. Chiuso anche questo.

Avevamo prenotato su internet la visita al Teatro Antico e, nell’approssimarsi dell’orario, ci siamo avvicinati all’ingresso. Per dovere di cronaca, anche l’Hotel Timeo, posto proprio accanto all’ingresso al teatro, era desolatamente chiuso. Un’improvvisata, purtroppo è proprio il caso di dirlo, doppia fila di entrata/uscita era la via di accesso al sito archeologico. Delle frecce verdi poste a sinistra indicavano il lato da seguire per entrare, un’altra fila di frecce di color rosso suggerivano l’uscita. Un accorgimento poco rispettato dai visitatori, continuamente rimproverati dagli addetti al controllo, muniti di mascherina ma ben disposti a non rinunciare alla sigaretta rilassante, i cui fumi i visitatori erano obbligati ad inalare attraverso la propria mascherina.

Entrati in teatro, peccato una serata votata a un cielo nuvoloso con l’Etna completamente coperta dalle nubi, lo spettacolo che si è presentato alla vista è stata la manifestazione più accattivante che questo sito archeologico ha la capacità di rinnovare ogni qualvolta si ha l’occasione di entrarne in contatto. Rispetto poi alle classiche serate estive, quando il teatro è utilizzato per i concerti e tutte le manifestazioni che fanno di Taormina una delle località più ricercate in Sicilia, la visita da turisti ci ha consentito di documentare gli angoli meno battuti e distrattamente bistrattati in molte occasioni.

Nell’auspicio che nelle prossime settimane, oltre ai fonemi tipicamente caratteristici dell’area metropolitana etnea che hanno monopolizzato i dialoghi ascoltati durante la visita, si possa ritornare ad essere invasi da turisti delle più svariate località del mondo, nonostante un certo imbarazzo e latente pessimismo manifestato da molti lavoratori del settore intervistati, vogliamo regalare qualche immagine di Taormina che possa invogliare a rompere qualsiasi indugio per tornare ad ammirarla nel suo storico splendore.

Le foto allegate all’articolo sono di esclusiva proprietà di Piero Buscemi e di Girodivite e sono tutelate dalle norme sul copyright. Qualsiasi utilizzo, anche se parziale, senza regolare autorizzazione è soggetto alle conseguenze civili e penali.

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Volontari addetti alla sicurezza
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Via Teatro Greco
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Veduta sulla baia di Giardini Naxos
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Veduta sul Capo Taormina
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Veduta dalla strada panoramica
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Tricolore per la Festa del 2 giugno
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Tipico viottolo
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Teatro Antico
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Taormina vista dal teatro
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Spalti
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Sfondo del teatro utilizzato negli spettacoli
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Salita al Teatro Antico
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Resti di colonne
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Particolare del teatro
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Panoramica sugli spalti
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Palazzo Duca di Santo Stefano
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Municipio
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Luna
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Finestra panoramica
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Entrata e uscita dal teatro
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Entrata della Villa Comunale
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Corso Umberto
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Capo Sant\’Alessio sullo sfondo


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