Sulle parole comunista e socialista

In America tra le nuove generazioni la parola socialista non fa scandalo e nel partito democratico una nuova leva di giovani avanza...

di Luigi Boggio - sabato 4 luglio 2026 - 905 letture

In America tra le nuove generazioni la parola socialista non fa scandalo e nel partito democratico una nuova leva di giovani avanza anche nelle primarie di metà termine. Nelle Università con tutte le minacce del Bullo si parla di Marx e di Gramsci.

A Graz in Austria, seconda città per popolazione, trionfa la sindaca comunista Elke Kahr con successo, per aver affrontato con pragmatismo la questione dell’edilizia popolare, l’istruzione, tema molto sentito dalla popolazione e altri servizi di natura collettiva.

In Italia della parola socialista e comunista per alcuni ci si dovrebbe vergognare. Siamo un Paese perso anche per responsabilità dei presunti eredi di quei partiti. Anche se sostengo, confortato da storici seri, che i partiti della prima Repubblica non hanno avuto eredi all’altezza della sfida dei tempi. Non crollava solo un muro, in corso c’era già una rivoluzione nel campo dell’economia e della finanza, degli assetti geopolitici e, soprattutto, nel modo di pensare e di relazionarsi.


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