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Studenti occupano l’ex Hotel Costa

Oggi, giovedì 1 febbraio, giovani studenti e studentesse hanno occupato l’ex Hotel Costa, storica residenza universitaria catanese, sita in via Etnea 551, chiusa da quasi dieci anni.
di Redazione - giovedì 1 febbraio 2018 - 1497 letture

L’ex Hotel Costa, è stato dal 1976 al 2009 una residenza universitaria, affidata all’ERSU e che conteneva circa 300 alloggi per studenti e studentesse dell’Università di Catania.

Dal 2009 in poi è sempre rimasto chiuso, in un’infinita attesa di essere ristrutturato, e di essere reso nuovamente fruibile agli studenti.

Nonostante l’ERSU abbia avanzato più proposte di acquisto e pacificazione del contenzioso in corso con la proprietà per lo svolgimento dei lavori di ristrutturazione,tutte questo proposte sono state glissate dalla proprietà, che preferisce tenere lo stabile chiuso da ormai 9 lungi anni, durante i quali non è stato svolto nessun lavoro per migliorare l’edificio e renderlo quindi in futuro utilizzabile nuovamente come alloggio per giovani e studenti.

"Abbiamo scelto di occupare l’Hotel Costa perchè è un simbolo: è simbolo di come l’indisponibilità e la mancata volontà di grandi proprietari e di grandi enti possa incidere sulle vite di chi tutti i giorni deve affrontare la precarietà e il sacrificio" - dichiara Giulia, una delle occupanti.

"Siamo nel 2018 e noi giovani siciliani siamo costretti a vivere in una terra definanziata e sfruttata. Il problema degli alloggi è un problema di tutta una generazione: non solo di chi studia e, non potendo lavorare, deve vivere fino a 30 anni con i genitori, ma anche di chi è obbligato a fare il pendolare dalla provincia perchè non può permettersi un affitto, o magari chi lavora ma viene pagato così poco che deve comunque fare gravi sacrifici per potere avere un tetto sopra la testa".

"I dati Eurostat dichiarano che nel 2016 in Sicilia il tasso di disoccupazione raggiunge il 22,1%, di cui il 57,2% è disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni). A Catania a lavorare sono solo 4 giovani su 10" continua Alberto, un altro degli occupanti "Questo solo su un piano lavorativo.

Per quanto riguarda chi sceglie di fare l’Università, e non rientra nella fascia di reddito più bassa, i costi delle tasse su tutto il territorio nazionale sono sempre in aumento: si arriva a Catania a € 1.729 annui per le fasce più alte, e sempre più rigidi sono i requisiti per accedere alle graduatorie delle borse di studio, con i nuovi calcoli ISEE, per non parlare dei libri, la cui spesa ammonta almeno a 500 euro annui se si riescono a reperire le dispense, altrimenti circa 1200 euro, se vengono richiesti i testi originali".

"Ci tenevamo a spiegare la nostra situazione perchè è quella di molti giovani siciliani, di chi sceglie di rimanere e non emigrare, ed è costretto ad affrontare tutto questo. Gli affitti, soprattutto nelle zone universitarie, sono in continuo aumento, e la qualità dell’Università qui a Catania è molto più bassa che nelle altre parti d’Italia. " conclude Ruggero, studente fuori sede "Siamo sempre più giù nelle graduatorie nazionali per i servizi, la qualità dello studio e della ricerca, i finanziamenti che riceviamo. Ci viene chiesto di fare dei sacrifici ma non veniamo per nulla aiutati.

Un posto come questo potrebbe contenere tra 250 e 300 studenti e giovani lavoratori, eppure viene tenuto chiuso, da 10 anni, è assurdo. Quest’esperienza è per noi importantissima, ci da un opportunità di riscatto e di riprenderci il nostro diritto a restare in questa terra. Per questo chiameremo lo Studentato Occupato "95 100", perchè crediamo che si debba resistere in questa città, riconquistandocela nel nostro diritto di viverla.

La riappropriazione di questo spazio è un esempio di come l’abbandono di posti che potrebbero essere messi al servizio della comunità si possa sovvertire e impedire: noi non ce ne andremo fino a quando l’ex Hotel Costa non tornerà ad essere di tutti i giovani studenti e studentesse che ne hanno bisogno!"

Per tutta la giornata di oggi è previsto un presidio permanente allo Studentato Occupato 95100, con lavori di pulizia e sistemazione nel pomeriggio.

Da domani pomeriggio invece una delle due mense verrà adibita ad aula studio, e verrà istituito due volte a settimana uno sportello di supporto per giovani studenti colpiti da problemi abitativi, per aprire al più presto tutte le stanze e gli appartamenti a studenti e studentesse che ne hanno bisogno.


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