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Studenti nella vita Siracusana

A Siracusa vi è la Facoltà di Architettura, il Corso di laurea in Tecnologie applicate alla conservazione e al restauro dei beni culturali e il corso di laurea in Scienze dei beni culturali...

di Salvatore Mica - mercoledì 30 marzo 2005 - 3828 letture

Siracusa è una città piccola, alcuni dicono, non senza una punta di disprezzo, che in effetti non si tratta di altro che di un "paisazzo", eppure questa cittadina sta diventando sempre più velocemente un polo di attrazione per studenti.

Si parla già da tempo di un "Polo Universitario Aretuseo" separato dall’amministrazione universitaria Catanese, quest’ idea dapprima soltanto vagheggiata, adesso viene sempre più insistentemente presentata come reale possibilità di sviluppo per la città intera.

Con queste premesse non potevamo non occuparci della questione.

A Siracusa vi è la Facoltà di Architettura, il Corso di laurea in Tecnologie applicate alla conservazione e al restauro dei beni culturali (Facoltà di Scienze MM. FF. NN. di Catania) e il corso di laurea in Scienze dei beni culturali (Facoltà di Lettere e Filosofia).

La presenza di questi corsi di laurea ha causato un netto cambiamento nel tessuto sociale e culturale di Siracusa che è nostro interesse capire ed approfondire al meglio. La lenta - ma continua - invasione studentesca sta cambiando idee, luoghi, abitudini,stili di vita e non da ultima la situazione economica della cittadina stanca di essere la "città babba" del panorama siciliano.

Ho intervistato soggetti che data la loro occupazione, avrebbero potuto darmi il "polso" della città, rendermi conto dei cambiamenti che gli studenti hanno messo in atto, volontariamente o involontariamente, a Siracusa.

La padrona di "Obiettivo casa", un importante agenzia immobiliare in Corso Gelone, ci riferisce che nel suo settore tutto è cambiato: i prezzi si sono nettamente alzati, i padroni di casa in affitto cercano studenti anzichè famiglie ed anche le zone "morte" di Siracusa, mi riferisco ovviamente alla parte alta della città, adesso sono molto più richieste rispetto a prima.

Una studentessa di Architettura nata e vissuta a Siracusa che lavora part time in uno dei più frequentati pub di Siracusa ha fornito per me una duplice occasione di approfondimento: in quanto siracusana nativa mi avrebbe potuto ragguagliare del suo personale vissuto in merito a questo cambiamento, d’altro canto mi avrebbe fornito anche il punto di vista degli studenti stessi sulla Siracusa "Prima&dopo" la loro pacifica invasione.

La studentessa interpellata dipinge un quadro fortemente positivo. Secondo lei è cambiato praticamente tutto, sono aumentati i pub, c’è stato un evidente incremento di investimenti nel settore edilizio che sta lentamente portando ad una ristrutturazione degli edifici più antichi di Siracusa ormai dati per abbandonati, la delinquenza, spesso legata ad un tessuto sociale immobile, degradato e deficitario, grazie alla presenza della dinamicità delle iniziative studentesche, è in netto calo. Tentenna un po quando si parla di cultura. - C’è relativamente più cultura - mi dice, ma solo perché ancora non tutti gli operatori culturali e sociali hanno manifestato spirito di collaborazione verso la presenza studentesca. Per quanto riguarda la vita sociale...?
- Nel pub vengono molti più ragazzi! -

Ho pensato fosse opportuno parlare anche con il padrone di uno dei pub più affollati di Siracusa per documentare come la pensava in merito. Il pub era stracolmo, i camerieri indaffaratissimi ed il padrone pure, alla mia domanda - Com’era cambiata la vita a Siracusa, a causa degli agli studenti - mi risponde facendo cenno al sovraffollamento del suo locale

"Solo positivamente!" dice.

Un fondamentale centro di aggregazione per gli studenti è sicuramente rappresentato dalle mense dell’università, gli studenti siracusani ne hanno due a disposizione, la testimonianza del gestore di uno di questi locali: "Le terrazze", rappresenta materiale prezioso per quest’inchiesta, dato il suo lavoro egli è quotidianamente presente allo strutturarsi della vita sociale degli studenti "in" città e "con" la città.

Egli si mostra sin da subito molto sensibile alla questione, sente personalmente il legame con questi ragazzi che definisce - intelligenti e molto disponibili - loda in varie occasioni durante il nostro dialogo la loro capacità di organizzare feste e serate particolari, la loro creatività, mi dice, è stupefacente. Elenca numerosi esempi in merito citando anche altri locali, questa sua attenzione alla tematica mi conforta, è evidente che ho trovato la persona giusta con cui interloquire.

In seguito pone l’accento sulla forte valorizzazione che questi ragazzi apportano alla nostra storia e alla nostra cultura, molto più di quanto potrebbe fare da sola la generazione dei giovani siracusani, egli si riferisce ai loro lavori di ricerca e le loro tesi che molto spesso sono contestualizzate nel territorio, data la peculiarità e il forte legame che vige fra il territorio siracusano e i Cdl attivati in questa zona.

Non sa molto dell’autonomia che Siracusa sta tentando di ottenere da Catania in ambito universitario, ma neanche gli interessa, a suo parere non vi potrebbe essere una gran differenza dal suo punto di vista, che è, tende a sottolinearlo spesso durante l’intervista, quello di un commerciante e di un imprenditore "fortemente legato al territorio".

Concludo la mia mini-inchiesta prendendo atto del fatto che non ho incontrato alcuna voce che si levasse fortemente, ne velatamente, contro l’irruzione degli studenti universitari nella vita siracusana e questo a mio parere non potrà che far bene allo sviluppo della cultura locale e dell’autocoscienza del territorio.

Salvatore Mica nitudio@hotmail.com 27/12/2004


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