Strage di Cutro: niente riprese
L’Ansa toppa – Petrecca si dimette e si rifugia nel Vangelo – Ranucci bacchettato dai Cdr Rai – Tanti soldi per Sanremo – TG2: Cdr contro “striscia” di Cerno – Vigilanza Rai: la destra non ci sta
L’ANSA TOPPA – Tutto cambia, signora mia, anche l’ANSA. Una volta c’era un detto nelle redazioni giornalistiche. Prima di mettere in pagina una notizia, il capo redattore domandava: «Ma l’Ansa l’ha data?». Se così era, si poteva stare sicuri che quella notizia era vera. Pochi giorni orsono, l’Ansa ha dato la notizia che Matteo Piantadosi avrebbe votato NO. Il ministro dell’interno, sempre secondo l’Ansa, avrebbe espresso quel voto «in ottemperanza a quella che riteniamo la Costituzione più bella del mondo». E i controlli della notizia? Semplicemente non sono stati fatti.
PETRECCA SI DIMETTE E SI RIFUGIA NEL VANGELO – No. Non si chiude in convento. Paolo Petrecca si è dimesso dopo il pasticcio creato alla Rai e lo sciopero delle firme dei giornalisti. Prima di andarsene, però, ha citato un passo del Vangelo di Matteo, quello in cui Gesù si rivolge agli apostoli durante l’Ultima cena: «In verità vi dico: uno di voi mi tradirà». Chi sia il “traditore” non è dato sapere. Sarà all’interno della Rai oppure fuori dalla Rai? Boh!
VIGILANZA RAI: LA DESTRA NON CI STA A CONVOCARE ROSSI – L’11 marzo, alle 20, la presidente della bicamerale, Barbara Floridia, ha programmato l’audizione dell’amministratore delegato di Viale Mazzini, Giampaolo Rossi. Ma la destra non ci sta e subito Maurizio Gasparri ricorda alla presidente che quella convocazione e una convocazione unilaterale «inaccettabile» e non discussa dall’Ufficio di Presidenza. Tutti d’accordo, ovviamente, gli altri gruppi della destra (Roberto Rosso di Forza Italia, Giorgio Bergesio della Lega, Francesco Filini di Fratelli d’Italia, Maurizio Lupi di Noi Moderati). «Le ricordiamo – hanno affermato – che a termini di regolamento, come le è noto e come le ha ricordato anche il presidente del Senato, le proposte di convocazione e audizione vanno condivise nella sede preposta, ovvero in Ufficio di Presidenza».
CDR TG2. NO A “STRISCIA” DI CERNO – Il Cdr del Tg2 ha avuto un incontro con l’azienda in merito alla “striscia” affidata a Tommaso Cerno, direttore responsabile del quotidiano il Giornale. Al termine dell’incontro il Cdr ha confermato lo stato d’agitazione. I componenti del Cdr hanno «ribadito il no del Tg2 alla collocazione della striscia di Cerno prima dell’edizione delle 13. Ci hanno informato che questa striscia durerebbe al massimo 4 minuti, partirebbe alle 12,50 e sarebbe un editoriale, con la pubblicità tra la sua sigla di chiusura e l’inizio del Tg2. La messa in onda del nuovo programma è slittata al 9 marzo. Il direttore del Coordinamento generi ha compreso la contrarietà della redazione a tale collocazione in palinsesto, aggiungendo però che potrebbero esserci difficoltà a inserire in un altro spazio una striscia nuova e così breve”». Ricordiamo che Cerno è stato senatore per il Pd, dal 2018 al 2022. Nel 1995 si era candidato al consiglio comunale di Udine, tra le liste di Alleanza Nazionale ma non era stato eletto. La “striscia” dovrebbe partire il 9 marzo e sino al 12 giugno. Il costo complessivo indicato per il progetto è di 848mila euro, pari a circa 11mila euro a episodio.
RANUCCI BACCHETTATO DAI CDR RAI – Sigfrido Ranucci, conduttore di Report aveva definito “deportati” i giornalisti provenienti da Report e assunti dalla Rai nelle redazioni regionali delle TGR. Il tutto parte da un post di Ranucci in polemica con Il Giornale. Ranucci nel post sosteneva che «gli assunti provenienti dalla redazione di Report sono 8 e non 2. E se accetteranno saranno “deportati” nelle sedi regionali». Sia Usigrai che Unirai hanno criticato Ranucci. L’Usigrai ha dichiarato che «Abbiamo sempre difeso ‘Report’ e Sigfrido Ranucci dagli attacchi della politica, di chi vorrebbe silenziare il programma e le sue inchieste, dalle intimidazioni e dagli ignobili attentati. E continueremo a farlo, perché pensiamo che ‘Report’ e la sua redazione siano un patrimonio del Servizio Pubblico. Un patrimonio esattamente come lo sono le tante giornaliste e giornalisti delle redazioni regionali della Rai, che oggi Ranucci, ancora una volta, denigra. Per questo crediamo che le parole del conduttore di ‘Report’ siano inaccettabili…». Il nuovo sindacato, l’Unirai comunica che, «127 giornalisti finalmente liberi. Altro che “deportati”. Il contratto garantisce piena autonomia e un percorso professionale. Unirai Liberi Giornalisti Rai -Figec esprime la propria indignazione per le parole del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci che definisce “deportazione” l’assunzione di 127 giornalisti precari destinati alla Tgr! Tutti finalmente avranno un contratto, un tesserino, regole certe ed un percorso professionale dopo anni di incertezze...». Nella sua controreplica sui social, Ranucci spiega: «La bella notizia per la Rai è che sono riuscito a ricongiungere i due sindacati dei giornalisti Rai». E così prosegue: «Gli attacchi da parte di sindacati avversi tra loro, li rispetto, ma sono il riconoscimento della mia coerenza. La difesa di trasmissioni come Report e Presa Diretta, non è una maglietta che indossi la mattina e te la sfili la sera quando magari coincide con i propri interessi… i giudizi critici sul termine ‘deportazione’ sono legittimi. L’ho inserito tra virgolette grazie ai consigli di un grande esperto di comunicazione».
TANTI SOLDI PER SANREMO – Terminate le Olimpiadi nevose, ecco il tormentone Sanremo. Il Centro studi Unimpresa ha prodotto un report dove la voce principale dello spettacolo canoro è rappresentata dalla raccolta pubblicitaria Rai, che vale 103,5 milioni di euro, di cui 75 milioni diretti e 28,5 milioni di filiera. Le tariffe hanno raggiunto fino a 4.900 euro al secondo nel prime time, con telepromozioni da 60 secondi che possono superare i 2 milioni di euro. A fronte di costi organizzativi stimati tra 20 e 25 milioni, il margine lordo per la televisione pubblica si colloca attorno ai 50 milioni. Le sponsorizzazioni sono a 52 milioni di euro (38 milioni diretti e 14 milioni di filiera). Tra i partner di maggiore visibilità figura la nave Costa Toscana, utilizzata come hub musicale e piattaforma promozionale galleggiante. E poi c’è l’industria discografica, che vale 58,8 milioni di euro complessivi, di cui 42 milioni diretti e 16,8 milioni di filiera. Il comparto turismo, ospitalità e commercio locale contribuisce per 40,5 milioni di euro (31 milioni diretti e 9,5 milioni di filiera). Si stimano circa 7.250 arrivi e quasi 40.000 pernottamenti, con una permanenza media di 5,5 giorni e una spesa giornaliera attorno ai 500 euro. L’80% dei pernottamenti si concentra nel comune di Sanremo. Infine, il comparto moda, cosmetica e lifestyle, con 20,3 milioni di euro (14,5 milioni diretti e 5,8 milioni di filiera).
STRAGE DI CUTRO: NIENTE RIPRESE – Il 26 febbraio 2023 un barcone partito dalla Turchia era finito in una secca a un chilometro dalla costa calabrese. Risultato: 94 migranti morti di cui 35 bambini. Ora c’è il processo che riguarda i mancati soccorsi a Cutro e vede imputati quattro finanzieri e due militari della Guardia costiera, rinviati a giudizio per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. il giudice Alfonso Scibona, che presiede il collegio penale, ha firmato un’ordinanza che colpisce, in particolare, la stampa. Le riprese possono essere fatte ma mute e solo per 10 minuti. Le registrazioni audio potranno essere pubblicate non prima delle motivazioni della sentenza. Niente audio quindi e niente telecamere: le televisioni e i giornali potranno accedere solo dieci minuti della prima mezz’ora di ogni udienza. La «registrazione – ha chiarito il Tribunale – avverrà mediante postazione fissa, collocata in fondo all’aula, priva di inquadrature con effetto zoom e sempre previa interlocuzione con le parti interessate».
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