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Storie di vaccini

Anche un’emergenza sanitaria può trasformarsi in una mera questione di priorità. L’esperienza della Meter & Miles di Messina.
di Piero Buscemi - mercoledì 17 marzo 2021 - 711 letture

C’è molta confusione, incertezza, diffidenza e una voglia incontenibile di aggrapparsi a qualcosa di certo, qualcosa che spazzi via mezze verità, notizie da verificare, dati contrastanti e una liberazione, come si preferisce in questi tempi definire, che sembra sia dilazionata senza alcun traguardo visibile all’orizzonte che possa, prima o poi, illudere di poter valicare.

Gli utlimi eventi non hanno aiutato a tranquillizzare l’opinione pubblica e altra paura ha assalito i componenti di quella fantomatica lista di attesa all’accesso dei vaccini, giudicati da un sentore collettivo come unica strada per uscire da questo che definirlo incubo, forse è anche riduttivo.

In Sicilia certe morti sospette sono diventate oggetto di attenzione e discussione che hanno contribuito a indirizzare la comunità scientifica a un atteggiamento di prudenza, manifestata con la recente decisione di sospendere l’utilizzo del vaccino AstraZeneca, dopo le sospette complicanze di coagulo e di trombosi, sfociati in alcuni casi in decessi imprevisti.

Non è facile dare risposte a qualsiasi supposizione possa essere sollevata sull’argomento, di certo la preoccupazione e i dubbi sono diventati di dominio pubblico che non riusciamo a ipotizzare possano essere sfatati in breve tempo.

Il discorso vaccini poi merita un discorso a parte. Tra le incerterzze accennate, si collocano anche quelle inevitabili situazioni che l’Italia, sicuramente più di altre realtà internazionali, su questioni di sanità e a tutto ciò che ci ricollega ad un servizio essenziale e tutelato dalla stessa Costituzione, finisce sempre inspiegabilmente per complicarsi.

Occorre ammettere che l’accesso al vaccino segue regole che sindacare diventa ancora più arduo perché umanamente chi, tra l’opinione pubblica, potrebbe ardire di trovare le giuste giustificazioni sulla scelta di una priorità rispetto ad un’altra quando l’argomento è la salute pubblica. Qualcuno però si è preso questa incombenza e subirla adesso è davvero complicato riconoscerne un’equità decisionale e una logica inattaccabile.

Perché basta collocare il proprio nome, o quello di una persona a noi vicina, a quella casistica che ci ritroviamo davanti leggendo le disposizioni impartite dal Ministero della Sanità, per ritrovarsi in una situazione emotiva dalla quale difficile uscirne indenni.

Un’esperienza simile l’ha vissuta Saro Visicaro, presidente della Meter & Miles di Messina, che da anni si occupa delle problematiche dei ragazzi down e del loro inserimento in una società che, oggi più di ieri, appare un eufemismo definire normale. E’ stata inoltrata nelle settimane scorse una richiesta ufficiale all’Azienda sanitaria provinciale per la prenotazione del vaccino anti-Covid riservata ai suoi "ragazzi". Dopo una prima risposta positiva che confermava la possibilità di somministrare il vaccino AstraZeneca, una seconda comunicazione smentiva la precedente, specificando che il gruppo della Meter & Miles rientrava nell’elenco interessato per la fase 2 e che la decisione finale era delegata all’assessorato competente.

Riportiamo di seguito uno stralcio del comunicato ufficiale diramato dalla regione Sicilia e stilato in base alle disposizioni del Ministero, inerente al Piano vaccinazione, nello specifico ai soggetti inclusi nella fase 2.

Gruppi di comorbidità (patologie cronico-degenerative) dei soggetti che verranno inclusi in fase 2:

01 – BPCO / asma / fibrosi polmonari / insufficienza respiratoria

02 – Malattie cardiocircolatorie

03 – Condizioni neurologiche

04 – Diabete / altre endocrinopatie severe

05 – Fibrosi cistica

06 – HIV

07 – Insufficienza renale / patologia renale

08 – Ipertensione arteriosa

09 – Malattie autoimmuni / immunodeficienze primitive

10 – Malattia epatica

11 – Malattie cerebrovascolari

12 – Patologie oncologiche e talassemiche

13 – Sindrome di Down

14 – Trapianto

15 – Grave obesità

Ribadiamo, non abbiamo l’ardire di poter trovare una relazione incontestabile tra le varie casistiche, né la competenza per giungere a giudizi equi sulle scelte adottate dalle autorità competenti per stilare la lista. Auspichiamo soltanto che i nostri lettori possano trovare maggiori spunti di riflessione, pur sapendo che qualsiasi alternativa non ci darebbe mai la certezza di non aver fatto un torto ad un determinata categoria di cittadini. Un augurio finale lo rivolgiamo a Saro Visicaro e al suo gruppo, quello di non rimanere arenati in qualche bega burocratica che possa ulteriormente spostare nel tempo la sua richiesta di vaccinazione.


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