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Stato e Provvidenza

La Provvidenza (divina e non) col suo intervento ha contribuito negli ultimi anni ad alleviare parte di quelle sofferenze, ormai divenute congenite, di cui sono vittime le aeree più disagiate del paese, in special modo nel sud Italia.

di Antonio Cavallaro - mercoledì 7 marzo 2007 - 3390 letture

C’era una volta, non molti anni fa a dire il vero, una politica statale votata alla solidarietà. Lo Stato aiutava quelle parti del territorio colpite da avvenimenti catastrofici e con interventi mirati cercava di correggere le sperequazioni tra le due grandi aeree del paese, il sud e il nord: esisteva una cassa del mezzogiorno, esisteva persino un ministero ad hoc. Poi le cose sono cominciate a cambiare.

Negli anni settanta la fase di sviluppo economico post-bellico raggiunge il suo limite, spuntano i primi segnali di un’inversione di tendenza, il debito pubblico inizia la galoppata verso il baratro, con difficoltà e imbarazzo si comincia ad appurare la sempre più manifesta collusione tra gli ambienti politici e quelli della criminalità organizzata, malgrado ciò l’Italia resta sempre nella classifica dei paesi più industrializzati al mondo e anzi, riesce persino ad agguantare il quinto posto; all’inizio degli anni novanta arriva Tangentopoli, che spazza via il vecchio sistema partitico e una nuova, profonda, crisi economica. Il paese dichiara il fallimento politico e economico, ma lo spirito nazionale è forte e orgoglioso e dopo una breve fase interlocutoria, riapre col sottotitolo “seconda repubblica”. E’ imperativo cambiare, lo chiedono a gran voce i nuovi movimenti separatistici resi potenti dal generale scontento, lo impone il pantano in cui si trova l’economia nazionale. Se per i protagonisti della politica è sufficiente una operazione di trucco&parrucco e spirito di sacrificio adatto per la circostanza, per l’economia non può essere altrettanto. Occorre intervenire qua e là, si tagliano i rami secchi: il sud perde cassa e ministero.

Se la prerogativa fondamentale ed etica di uno Stato che aiuti quelle parti del suo territorio colpite da calamità naturali rimane immutata (e ci mancherebbe altro!!), a dare una mano alle politiche sociali e di sviluppo ci pensa la Provvidenza. La Provvidenza (divina e non) col suo intervento ha contribuito negli ultimi anni ad alleviare parte di quelle sofferenze, ormai divenute congenite, di cui sono vittime le aeree più disagiate del paese, in special modo nel sud Italia.

Ripercorrendo alcune delle tappe più significative d’intervento da parte della Provvidenza, l’ultimo caso, ad esempio, si può ascrivere alla regione Campania e al suo capoluogo Napoli, teatro di storie di degrado e di una cruentissima e feroce guerra di criminalità. Proprio nella città partenopea è stato venduto il biglietto che ha vinto il primo premio dell’ultima lotteria di capodanno, evento che in città ha fatto gridare a “o miracolo”.

Altro caso interessante è quello della regione Puglia, che beneficiò negli anni novanta delle prime plurimiliardarie vincite dell’allora appena riformato gioco del lotto, proprio in quel periodo quando nella regione era più diffuso il malcontento per i continui e incessanti sbarchi da parte di uomini e donne provenienti dall’Albania. Sempre la Puglia ha beneficiato della lunga mano della Provvidenza (in questo caso divina), per aver ospitato in un suo convento le gesta di Padre Pio da Pietralcina, frate santificato a tempo record dalla chiesa, i cui exploit hanno portato i suoi concittadini adottivi di San Giovanni Rotondo (provincia FG) a edificare attorno all’immensa chiesa voluta fortemente dalla Regione, una piccola Las Vegas della fede, con negozi, bazar, alberghi, radio e televisione privata locale, tutto in nome e onore del frate delle stimmate.

Sulla stessa riga, si profila all’orizzonte un caso quasi analogo di Provvidenza divina, che riguarda la regione Calabria e la conterranea Natuzza Evolo. Natuzza Evolo (classe 1924) di Paravati, frazione di Mileto, (provincia VV) è una donna che dall’età di vent’anni, dopo essersi sposata, asserisce di vedere la Madonna e di essere in comunicazione col mondo dei defunti, col suo angelo custode e di poter vedere e parlare con l’angelo custode di chiunque altro. Inoltre durante la settimana santa, appaiono sul suo corpo delle stimmate che sanguinano copiosamente. Attorno alla sua figura si sono radunati nel corso dei decenni un sempre più nutrito gruppo di fedeli, a lei sono stati attribuite guarigioni, il dono della illuminazione diagnostica, premonizioni, apparizioni, conversazioni sovrannaturali, ubiquità.

Nel 1986 Natuzza ha svelato un segreto al suo parroco: la Madonna nel lontano 1944 le aveva confidato che a Paravati sarebbero sorte opere di contenuto religioso e sociale, rivolte agli anziani, handicappati e giovani. Il Parroco informa il Vescovo. L’anno successivo si costituisce l’associazione "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime", e nel 92 viene inaugurato il primo Centro Anziani. Nel 98 l’associazione si trasforma in fondazione di religione e culto, ottenendo il conferimento degli effetti civili con decreto del ministero dell’Interno.

In quello stesso periodo Natuzza parla del grande desiderio della Madonna: “La Villa della Gioia”, comprendente un centro ospiti della speranza, un villaggio del conforto, un viale della misericordia che conduce al centro recupero della speranza e da lì, attraverso il viale della salvezza, porterà alla grande chiesa del "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime", attualmente in costruzione su precise indicazioni di Natuzza, con un progetto dell’architetto Francesco Bruno e dell’ingegner Domenico Bruno; una mastodontica opera a forma di cuore, con tremila posti a sedere e un piazzale che potrà contenere diecimila fedeli, su cui è arrivata anche la benedizione di Giovanni Paolo II. Dove però, siano stati reperiti i finanziamenti per la costruzione di queste opere resta il mistero più grande e inscrutabile, più della stessa figura della signora Natuzza Evolo.

In conclusione quindi, in attesa di altre manifestazioni della Provvidenza, attraverso riffe, lotterie, soggetti miracolosi e miracolati capaci di far girare l’economie locali, resta la speranza che la Provvidenza impari a mirare più in alto, magari colpendo i ministeri giusti, permettendo un sano e concreto risanamento dell’economia nazionale, quello si, che sarebbe un autentico miracolo.


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Stato e Provvidenza
22 marzo 2007, di : Daniele

Evviva la provvidenza..che essendo, come la dea fortuna, bendata bacia i soliti noti..quelli che hanno la virtù di rischiare ma con i mezzi degli altri. Uno a caso il tronchetto della felicità, che dopo aver comprato a spese nostre Telecom adesso lo rivende a prezzi stracciati, tanto la provvidenza aiuterà quei poveracci che verranno licenziati...forse il termine giusto non è provvidenza ma manna?