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Stan Lee RIP

di Sergej - martedì 13 novembre 2018 - 1991 letture

È morto all’età di 95 anni Stan Lee, fumettista diventato leggenda, nonché editore, produttore cinematografico e televisivo. Storico autore e mente della Marvel Comics, Lee ha creato tra l’altro l’Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, l’Incredibile Hulk. Secondo i media Usa, Lee è morto nella mattinata del 12 novembre 2018 in un ospedale di Los Angeles. Secondo quanto riferisce il sito Tmz, Lee soffriva di diverse malattie e aveva una polmonite oltre a problemi di vista. Celebri le sue apparizioni cameo nei film Marvel. La moglie Joan era morta nel 2017, mentre la figlia J.C. ha dichiarato a Tmz: "Mio padre amava tutti i suoi fan, era l’uomo più grande e più rispettabile" [1].

Certamente senza l’universo Marvel tutto il mondo dei fumetti, e tutto il nostro mondo contemporaneo sarebbe ben povero. Ciò che Stan Lee e i suoi collaboratori hanno portato nell’immaginario collettivo è stata una ventata di irreverenza e di leggerezza. Di fronte alla ricostruzione dell’immaginario della società industriale e fordista, attraverso il recupero del mondo degli dèi e dei semidei di origine greca e arcaica - il mondo del possibile contro il mondo della progressiva serializzazione, il dominio della macchina e della tecnica -, il fumetto statunitense attraverso Stan Leee trova gli anticorpi per un’autocritica effervescente e auto-ironica. Spider Man, l’Umo Ragno - forse il più iconico dei suoi eroi / anti-eroi non è più un extraterrestre proveniente dal mondo degli dèi (come può essere SuperMan) ma un ragazzetto brufoloso che si solleva dalla quotidianità mediocre e ripetitiva, per acquistare una leggerezza aerea, linee di fuga geometriche che lo fanno dondolare a velocità di fuga fendendo i grattacieli della Città. Stan Lee è stato l’immaginario che dona al fumetto, e all’immaginazione dei suoi lettori, la leggerezza del muscolo che guizza, del movimento che è una festa per l’occhio, un guizzo della mente. I suoi sono "eroi" problematici, insicuri e con una vita privata problematica. L’evasione del momento eccezionale non cancella i problemi. Lo stesso Hulk enorme e possente ha una leggerezza e una ironia che lo fanno eroe reale e non facile. In tutti i suoi personaggi Stan Lee ha inserito questo doppio aspetto, ironico e problematico: proprio di un mondo che si domanda, giunto al culmine della potenza e dell’era atomica: e ora, di tutta questa potenza che ce ne facciamo? Nella consapevolezza che la tecnologia, la potenza, non risolve il problema dei rapporti umani, la fragilità che è dentro di noi.

La "lezione" di Stan Lee è quella di una democrazia che sa leggere dentro se stessa e trova dentro di sé la forza di non strafare.

“Let’s lay it right on the line. Bigotry and racism are among the deadliest social ills plaguing the world today. But, unlike a team of costumed super-villains, they can’t be halted with a punch in the snoot, or a zap from a ray gun. The only way to destroy them is to expose them—to reveal them for the insidious evils they really are. The bigot is an unreasoning hater—one who hates blindly, fanatically, indiscriminately. If his hang-up is black men, he hates ALL black men. If a redhead once offended him, he hates ALL redheads. If some foreigner beat him to a job, he’s down on ALL foreigners. He hates people he’s never seen—people he’s never known—with equal intensity—with equal venom.

Now, we’re not trying to say it’s unreasonable for one human being to bug another. But, although anyone has the right to dislike another individual, it’s totally irrational, patently insane to condemn an entire race—to despise an entire nation—to vilify an entire religion. Sooner or later, we must learn to judge each other on our own merits. Sooner or later, if man is ever to be worthy of his destiny, we must fill out hearts with tolerance… ” [2]

“La metto giù chiaramente. Fanatismo e razzismo sono tra le malattie mortali che flagellano il mondo. Ma, a differenza di un team di supervillain in costume, queste malattie non possono certo essere fermate con un pugno sul naso, o con lo zap di una pistola laser. L’unico modo per distruggerli è esporli, svelarli per l’insidiosa malvagità che rappresentano. Il fanatico è un odiatore (hater) irragionevole – uno che odia con cecità, indiscriminatamente. Se ha un problema con un nero, odierà TUTTI i neri. Se una volta è stato offeso da un tizio coi capelli rossi, odierà TUTTI i tizi coi capelli rossi. Se uno straniero gli ruba il lavoro, ce l’avrà con TUTTI gli stranieri – gente che non ha neppure mai visto – con la stessa intensità – con lo stesso veleno.

Ora, non stiamo cercando di dire che è irragionevole per un essere umano insidiarne un altro. Ma, anche se qualcuno ha il diritto di detestare un altro individuo, è totalmente irrazionale, per così dire folle condannare un’intera razza - a disprezzare un’intera nazione - a denigrare un’intera religione. Prima o poi, dobbiamo imparare a giudicarci l’un l’altro per i nostri meriti. Prima o poi, se l’uomo sarà mai degno del suo destino, dobbiamo riempire i cuori di tolleranza ... "


“Grazie al cielo non si può comprare la felicità. Non potremmo sopportarne gli annunci pubblicitari.” (Stan Lee)


[1] Fonte: RaiNews

[2] Stan Lee, from “Stan’s Soapbox” in Marvel Comics, 1968


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