Stalking e recupero crediti

di Ferdinando Gattuccio - giovedì 26 novembre 2009 - 2506 letture

Esattamente quattro anni fa, con provvedimento del 30 novembre 2005, il Garante per la protezione dei dati personali interveniva su alcune discutibili abitudini delle agenzie di recupero crediti, imponendo un piccolo codice comportamentale mirato alla tutela della dignità del presunto debitore. Ma se è vero che oggi le attività di recupero si concentrano sul solo debitore (non essendo dunque più consentita la pubblica gogna con tecniche subdole, mirate a far conoscere la morosità a colleghi, vicini e familiari), gli operatori osservano però quotidianamente una sempre maggiore aggressività (nel caso di chi scrive, sulla base dei racconti dei propri clienti): il presunto debitore viene assillato - soprattutto negli orari del riposo e più volte al giorno - a mezzo telefonate ed sms dal contenuto molto duro, quando non riceve addirittura continue visite di agenti (pur in forma ormai riservata, per fortuna) a casa o sul posto di lavoro. Ritengo che detti comportamenti - ovviamente non riferibili a tutte le società che operano nel settore - non siano compatibili con la recente disciplina del c.d. stalking, che sanziona le molestie assillanti. Sarebbe opportuno un nuovo intervento regolatore. cav. avv. Ferdinando Gattuccio


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