Spiagge di Trabia, un esempio di miopia amministrativa in Sicilia
Come viene ignorata la principale fonte di sviluppo di un territorio con grandi potenzialità.
La messa in opera di una barriera di massi sul fronte della costa Pilieri-San Nicola, in Comune di Trabia, con la conseguente cancellazione di un tratto di spiaggia tra le più belle e ambite, costituisce, a mio avviso, un esempio di miopia amministrativa in materia di valorizzazione e di sviluppo turistico di un territorio con grandi potenzialità. Al problema dell’erosione si poteva ovviare diversamente.
Il molo est del porto turistico di San Nicola L’Arena andava piegato verso ovest, e non prolungato perpendicolarmente, per non intercettare le correnti marine dirette verso la spiaggia; inoltre la Regione Sicilia, opportunamente sollecitata dal Comune e dalla Provincia, doveva farsi carico dell’opera di una draga e di un sabbiodotto per il ripascimento della spiaggia. Questa esperienza è stata fatta in Versilia, negli anni Settanta e Ottanta, con risultati risolutivi. S’impone la rimozione di questi massi: potrebbero essere utilizzati per l’ampliamento del porto di San Nicola. Anche le spiagge ad est della Vetrana vanno valorizzate. Ogni metro di spiaggia porta benessere. Tutte le spiagge di Trabia (non esistono spiagge non attraenti) sono usufruibili se gestite, su concessione demaniale, in modo adeguato, con servizi soddisfacenti (ombrelloni, sedie a sdraio, docce, piccole cabine, posti di ristoro, servizi igienici, pulizia).
Il Comune dovrebbe incoraggiare iniziative di questo genere, magari ottenendo una concessione per tutte le spiagge libere e subaffittando a imprenditori locali, cooperative, singoli tratti di spiaggia. Le spiagge sono beni preziosi: non vanno lasciate all’arrembaggio disordinato e antigienico; devono essere difese dall’inquinamento: Trabia non dispone di un depuratore: una cittadina che aspira a divenire una stazione turistico-balneare manda i liquami delle fognature nere in mare. Incredibile!
Il mare, le spiagge sono formidabili motori di sviluppo turistico, e, in generale, economico, per le ricadute su tanti settori, alberghiero, della ristorazione, artigianale, commerciale. Masse di turisti sono disposte a fare centinaia di chilometri, in molti casi migliaia, per un confortevole soggiorno al mare; invece Trabia, che ha avuto dalla natura il dono del mare e di chilometri di bella spiaggia, snobba questi beni, non ne comprende l’importanza e l’efficacia per il miglioramento del suo avvenire, anzi se ne priva, come abbiamo visto.
Mantenere le spiagge in ordine significa attirare, attraverso i moderni mezzi della promozione e del marketing turistico, gli investitori. A Trabia mancano alberghi e ristoranti.
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