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Smantellamento per il Cara di Mineo?

S’intensificano gli allontanamenti di donne, uomini e bambini dal Cara di Mineo. Un comunicato della Rete Antirazzista Catanese.
di Redazione - venerdì 7 dicembre 2018 - 2366 letture

La vicenda del Cara cosiddetto della vergogna volge al termine. Iniziata male nel marzo 2011, proseguita peggio in quasi 8 anni, nei prossimi mesi dovrebbe concludersi con un crescendo di disumanità verso coloro che avrebbero dovuto trovare una degna accoglienza, ma hanno ricevuto all’interno solo pessime condizioni di vivibilità ed all’esterno ostilità, sfruttamento dai caporali nelle campagne del calatino e per le donne abusi sessuali, prostituzione e violenze.

Noi sin dalla sua apertura abbiamo denunciato che sarebbe diventato un mega laboratorio di politiche segregazioniste, che tanta sofferenza avrebbe prodotto ai/alle richiedenti asilo.

A quasi 8 anni dalla sua apertura, cessata, per ovvie ragioni, la campagna mediatica dell’albergo a cinque stelle per richiedenti asilo, il Cara di Mineo rimbalza sulla cronaca nazionale solamente per fatti di cronaca nera. Per ricordare soltanto l’ultimo tragico avvenimento, la notte di Capodanno una donna nigeriana di 26 anni, Francis Miracle, è stata uccisa dal marito, residente al Nord ma presente, nonostante fosse sprovvisto di badge, dentro la struttura nelle ore in cui è stato commesso il delitto. Inutile aspettarsi, da parte delle autorità preposte alla sua gestione, una chiara ammissione del loro fallimento .

Il dibattito politico e mediatico si arena sempre sulle misure di sicurezza (ma solo per le popolazioni locali “minacciate”, non per i migranti), sulla trasparenza della gestione dopo lo scandalo di mafia capitale. Non una parola sulla condizione dei migranti e delle migranti, sui lunghi anni di attesa necessari per ottenere lo status di rifugiato, nei casi rari in cui lo si ottiene, sui percorsi di integrazione negati a migliaia di richiedenti asilo parcheggiati a tempo indeterminato nel Cara di Mineo al solo scopo di mantenere in vita la struttura ed il megabusiness della pseudo-accoglienza.

Dal primo ottobre è subentrato un nuovo RTI, che gestirà 4 lotti: il primo lotto (assistenza generica e sanitaria) ha come capofila la Cooperativa Badia Grande (Tp) e la fondazione S. Demetrio, i Consorzi Agri.Ca e Aretè e Chiron(Ct), il secondo lotto (fornitura pasti) la vecchia conoscenza della Cascina Global Service (Roma), il terzo lotto (servizio di pulizia ed igiene ambientale) il Consorzio Progetto Multiservizi (Roma) , il quarto lotto (fornitura indumenti ed igiene personale) Hospital Service (Chieti); temiamo,visto che la gara d’appalto si è fatta sforbiciando di oltre il 30% il contributo giornaliero,un ulteriore peggioramento delle condizioni di vivibilità ed un moltiplicarsi delle giuste proteste .

Il ministro Salvini (su motivazioni diametralmente opposte alle nostre) sulla chiusura del Cara e lo smantellamento della già precaria accoglienza, ne ha fatto la sua ragione di vita; il suo vergognoso decreto, ora tramutato in legge, investe solo sulla gestione emergenziale e securitaria . Ed è proprio esasperando fratricide guerre fra poveri ed ai poveri che l’attuale ministro dell’Interno ha costruito e visto crescere il proprio consenso.

Dopo avere massacrato le parti migliori del sistema d’accoglienza a livello nazionale (si parla di 15000 posti di lavoro a rischio per gli operatori e 100.000 migranti fuori da qualsiasi forma d’accoglienza) da settimane s’intensificano gli allontanamenti dei migranti dal Cara. Nei prossimi giorni verranno allontanati interi nuclei familiari che ingrosseranno le fila dei senza fissa dimora in Sicilia.

A Catania le comunità migranti hanno lottato per anni contro la sanatoria-truffa e l’estate scorsa in migliaia abbiamo manifestato contro la micidiale agenzia europea Frontex e per la liberazione dei 177 migranti sequestrati nella Diciotti. In una città saccheggiata da un’imprenditoria vorace, clientele, potere mafioso, privatizzazioni dei beni comuni, sta per arrivare l’inverno ed aumenteranno sempre più i senza fissa dimora, sia migranti che catanesi, abbandonati e perseguitati da un’amministrazione oramai in dissesto (che però rinnova il comodato d’uso gratuito per 3 anni dell’ex monastero S. Chiara a Frontex). Facciamo appello a tutte le soggettività rimaste umane ad attivarsi per organizzare una raccolta d’indumenti e coperte, a far aprire le sedi di associazioni, enti religiosi e sindacati all’accoglienza di donne, uomini e bambini che arriveranno nelle prossime settimane in città.

Catania città aperta all’accoglienza – No al razzismo

La storia siciliana ce l’ha insegnato: Emigrare non è reato

Rete Antirazzista Catanese


Fonte: Osservatorio repressione.



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