Sinistra, basta con le divisioni!

Quando finirà la vocazione suicida al dividersi nella sinistra italiana?
di Emanuele G. - domenica 20 marzo 2011 - 1557 letture

E’ dal 1921 che il nostro schieramento politico soffre di continue divisioni e scissioni. Vi ricordate del congresso di Livorno che sancì la fuoriuscita dei comunisti dal Partito Socialista? Orbene, dopo ben novant’anni tale vocazione suicida continua e peggiora sempre di più.

Possibile che non si possa porre rimedio a un andazzo che ha impedito alla sinistra di assumere maggiori responsabilità di governo dell’Italia? Qui risiede la ragione vera della sua cronica debolezza. La sinistra è maestra nell’agit-prop, ma rivela criticità enormi allorquando è forza di governo. Ciò risale, a mio parere, al fatto che le varie famiglie ideologiche della sinistra sono più tecnica rivoluzionaria che “governance”. In fin dei conti l’unico scritto serio sull’arte del governare che la sinistra abbia mai prodotto è “L’Abc del Comunismo” di Bucharin-Preobrazenskij pubblicato nel 1919. Prima e dopo non ci sono scritti di orientamento in riferimento alla sinistra in quanto forza responsabile del governo di una nazione.

Un esempio recente di questa follia separatrice che regna nella sinistra italiana? La decisione dell’europarlamentare dell’Italia dei Valori De Magistris di correre per conto suo per la carica di sindaco di Napoli. Mentre il Pd appoggia il prefetto Cantone. E si aspettano i passi delle altre forze appartenenti al composito mondo della sinistra. Insomma, la sinistra si presenterà – nella migliore delle ipotesi – con almeno quattro candidati! Un’idiozia frustrante e totale. Si vede che le lezioni della storia non sono servite proprio a nulla e si marcia imperterriti verso il raggiungimento del nulla.

Come credete che si recuperino i milioni di voti che la sinistra ha perso in tutti questi anni? Con nuove divisioni e manifesti esempi di irresponsabilità generalizzata? La gente che vota reagisce in due modi: o non va a votare oppure, per paradosso, da il voto al fronte avverso. Il presentarsi sempre e comunque divisi non costituisce un fattore determinante per spingere la gente indifferente a votarti. Gli italiani preferiscono votare il meno peggio turandosi il naso. La sinistra ha capito tutto questo? Mi sorge il sospetto che il nostro schieramento non sappia più leggere la società italiana avendone un’immagine del tutto astratta e fuori dal tempo. La gente vuole stabilità per meglio affrontare una devastante crisi globale. Il presentarsi in ordine sparso non mi pare la migliore offerta possibile.

L’unità è possibile. Ma il suo collante non può essere l’anti-berlusconismo. L’unità è da costruire in positivo e non contro qualcuno. Non avrebbe senso. In fin dei conti, l’anti-berlusconismo ha rappresentato un handicap devastante per la sinistra italiana. Ha messo in luce tutte le sue debolezze e immaturità. L’anti-berlusconismo è semplicemente un deresponsabilizzarsi addossando a altri colpe anche proprie. Tale forma mentis è diventato un modo con cui alcuni di noi hanno fatto carriera politica e si sono ritagliati una funzione di vate. E’ necessario uscire in fretta da questo cul de sac. L’elettorato non ne può più di questo anti-berlusconismo di maniera. E’ d’uopo passare dal facilonismo dell’essere contro al momento della proposta. Proposta che deve essere leggibile. Proposta – in vero - accompagnata da un elevato grado di diffuso rispetto dei principi etici e morali. Visto che anche la sinistra ha offerto in questo campo spettacoli non proprio edificanti.

Il mio sogno è che si costituisca in Italia un partito di sinistra secondo il modello del Labour Party inglese. E’ un partito dove varie anime convivono. Dagli ultimi epigoni del trozkismo fino alle più avanzate frontiere del liberal-socialismo. E in Inghilterra mica hanno la tentazione al dividersi. Non ci pensano minimamente. Sanno che separarsi varrebbe a una cocente sconfitta. Inoltre, il sistema elettorale inglese non premia chi arriva terzo. Devi essere il primo o il secondo per rappresentare in modo degno i tuoi elettori. Quando avverrà anche in Italia tale lieto evento? E’ una prospettiva da perseguire con forza e determinazione. Dimostrerebbe un rinato senso di responsabilità. Sarebbe una prova che la sinistra ha compreso, at last, gli sbagli commessi. Il nostro schieramento potrebbe presentarsi come reale forza di governo.

Pertanto, basta con i cori dodecafonici. Diamo il via a una faconda stagione riformatrice nella sinistra italiana per dare una concreta speranza a milioni di nostri connazionali che stanno vivendo un periodo drammatico a causa della crisi morale ed economica che sta investendo l’Italia. Un’azione politica scissa dalla responsabilità non può essere minimamente ipotizzata. Fare politica è soprattutto responsabilità. Che significa rispetto nei confronti della gente che ti vota e ti da la forza per applicare il programma politico. Vi prego donne e uomini della sinistra, fate un passo avanti. Il campo di visione non è determinato dalla lunghezza del nostro naso, ma dal fatto di dover rendere conto a milioni d’italiani.

La persistente divisione della sinistra in Italia costituisce di fatto un corroborante salvacondotto per il Presidente del Consiglio. Vogliamo continuare a fargli questo inesperato regalo?


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