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Sinalo: “Abbiate fame di cambiamento e il coraggio di perseguirlo”

Il viaggio di 3 artisti in un’Africa senza stereotipi.

di Redazione - mercoledì 30 giugno 2021 - 765 letture

“Ogni giorno, in Africa, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone, per arrivare in biblioteca e studiare gli oltre tre milioni di anni di storia del suo continente (...).

Il leone e la gazzella del famoso proverbio africano hanno cambiato la narrazione e sono stati i protagonisti di cinque storie illustrate che raccontano un viaggio nell’Africa di Amref, quella che riesce a superare stereotipi e pregiudizi.

Uno di questi riguarda proprio la sua storia, perché l’Africa ha una storia millenaria che non ha inizio con il colonialismo. Per conoscere l’Africa oltre gli stereotipi è importante sapere che è stata la culla di grandissime civiltà. Conoscere la storia nella sua diversità e ampiezza temporale è un primo passo per migliorare il racconto del continente.

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Nancy

I racconti della campagna creativa, realizzata dall’agenzia SuperHumans, sono stati illustrati da tre artisti emergenti africani: Musa Omusi, Nancy “Chela” Chelagat Cherwon e Sinalo Ngcaba. La voce è dell’artista Metuchela Fumumba Bala, mentre la colonna sonora è di DJ Khalab, musicista italiano che sperimenta nuovi incroci tra musica elettronica, tradizione africana e jazz.

Disinformazione, mancanza di conoscenza e falsi miti producono un’immagine distorta del continente africano. “Il modo migliore per combattere gli stereotipi è l’educazione”, ha suggerito Sinalo Ngcaba, illustratrice autodidatta e graphic designer sudafricana. “Bisogna iniziare dall’inserire la storia africana nei programmi scolastici. Molti ragazzi occidentali non conoscono la storia del nostro continente, ma lo stesso vale per i ragazzi africani, che spesso non sono a conoscenza della propria storia o della storia dei Paesi limitrofi…”.

“Sono modi distorti di vedere la realtà, con cui ci dobbiamo confrontare ogni giorno” ha dichiarato Musa Omusi, illustratore, grafico e stilista di moda di Nairobi. “Per questo dobbiamo focalizzare le nostre energie non tanto sul singolo pregiudizio, quanto sulla prospettiva generale da cui parte. Il modo migliore per contrastare gli stereotipi è dare voce al nostro continente. L’Africa deve far sentire la sua voce, offrire la sua narrazione e la sua prospettiva e per farlo deve acquisire consapevolezza dei propri punti di forza e delle sue debolezze”. Musa è il fondatore e il direttore creativo di Made with love, uno studio di design, arte e artigianato. Artista eclettico, uno dei suoi progetti più noti è Bongosawa, una linea di abbigliamento realizzata attraverso prodotti riciclati.

Nei cinque episodi illustrati, i due protagonisti ribaltano gli stereotipi che descrivono l’Africa come una terra inerme e priva di prospettive raccontando, invece, la sua storia millenaria, la sua diversità culturale, la rapida crescita delle sue città e la diffusione sempre più presente di nuove tecnologie. “Nel mio lavoro sono fortemente influenzato da ciò che mi circonda” ha continuato Musa. “Il contesto in cui vivo è sempre presente in quello che faccio, la natura, ma anche le strade, le case, le persone che incontro. Nairobi è la mia fonte di ispirazione più grande. Di questa città mi affascina il suo grande passato, che si riflette nella maestosità del paesaggio, ma anche il suo grande slancio verso il futuro, la sua capacità di essere sempre in movimento”.

Alla fine del “viaggio”, Amref esorta le persone a scoprire di più su questo continente, il quale non deve essere rappresentato attraverso gli occhi di bambini tristi e affamati, bensì attraverso quelli di bambini felici, gli stessi a cui Amref sta garantendo il diritto alla salute e all’istruzione.

“Non ci rendiamo conto dell’effetto che gli stereotipi hanno, per esempio, sui nostri bambini” ha dichiarato Sinalo. “La discriminazione di cui i bambini neri sono vittime e con cui si confrontano quotidianamente, li porta a sviluppare un senso di inferiorità e inconscio rigetto della propria immagine. Iniziamo da piccoli, in questo modo, a perderci, a perdere la nostra identità e a sminuire la nostra storia, come esseri umani e come popolazione, perché non la reputiamo all’altezza di altre storie”. A Johannesburg, Sinalo è famosa per le sue illustrazioni sociali e la sua arte di protesta. Il suo stile grafico presenta linee audaci, motivi e colori vivaci. Attualmente sta collaborando con Creative Nestlings per una campagna contro la violenza di genere.

“Mi sono sempre espressa attraverso l’arte” ha aggiunto, “che è sempre stata anche la mia valvola di sfogo. Ma solo con l’inizio della pandemia, a causa soprattutto della grave influenza che quest’ultima ha avuto sulla disuguaglianza e sulla violenza di genere, sulla xenofobia e sul razzismo, ho deciso di utilizzare la mia arte per far sentire la mia voce, per denunciare ciò che è sbagliato, senza paura. Abusi fisici, sessuali, verbali, emotivi e psicologici, omicidi e femminicidi, ma anche privazioni economiche o educative; fenomeni preesistenti che, tuttavia, hanno subito un grave aumento. È questo che mi ha dato la spinta che mi serviva per dare uno scopo alla mia arte, nel mio piccolo”.


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