Sinallagmatici

Dalla responsabile Eni a Pino Maniaci
di Adriano Todaro - mercoledì 11 maggio 2016 - 2292 letture

Voi sapete, cari lettori, il significato della parola sinallagmatico? No? Beh perché siete tardi e lasagnoni, non avete voglia di acculturarvi, di studiare, siete, insomma, de coccio. Io, invece, cerco sempre di informarmi e quando leggo un termine strano, ostico, schizzo subito a consultare il dizionario della lingua italiana.

In questo caso ero intento a leggere la cronaca del povero Stefano inteso Graziano, il presidente del PD campano, consigliere regionale, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Graziano, si legge nel decreto eseguito dai carabinieri di Caserta, avrebbe “chiesto e ottenuto appoggi elettorali in rapporto sinallagmatico con l’impegno di porsi come stabile punto di riferimento politico e amministrativo del clan dei Casalesi”.

Sinallagmatico”, ohibò, che vorrà mai dire? E così mi sono preparato. In pratica quando – facciamo il caso di una convenzione – le parti s’impegnano reciprocamente le une verso le altre. Nel fatto specifico, Graziano e i Casalesi.

Inoltre, conoscere il significato delle parole aiuta a mantenere la mente allenata. Ad esempio, con chi è (o potrebbe essere) sinallagmatica la signora Santa Che? Con Za La Mort Sallusti. E il signor sardo Soru? Con i telefoni. E il sindaco di Lodi? Con le piscine. E Cicchitto? Con l’Unità. E così via. Poi, certo, arrivate a Giovanardi, Salvini e Gasparri e diventa un dilemma, uno sforzo sovraumano nel cercare un sinallagmatico per i tre dell’Ave Maria. Se ci pensate bene, questi tre sono sinallagmatici con il vuoto pneumatico dei loro cervelli (sic!).

Considerato e constatato che sinallagmatico non è una brutta parola, ho voluto esercitarmi per vedere se quella parola, sinallagmatico, la potevo usare anche in altri casi. Eccone, a caso, due.

Sinallagmatico 1 – Cinque funzionari Eni sono finiti ai domiciliari perché truccavano i codici dei rifiuti per smaltirli più liberamente. La responsabile dei controlli di Viggiano (PT), Roberta Angelini, era stata intercettata che se la rideva allegramente sui superamenti delle soglie. Il problema è sempre lo stesso: chi controlla i controllori? Infatti 12 anni fa questa gentile e preparata signora, secondo l’accusa, per ammorbidire il comandante dei vigili del fuoco di Potenza, aveva messo a sua disposizione una vacanza da 2 mila euro a Ischia. Il 13 agosto 2003 viene intercettata mentre rassicura il comandante di avergli trovato la sistemazione con “trattamento che chiamano pausa di benessere già incluso”. I due vengono rinviati a giudizio. Il processo inizia nel 2011 e sono salvati, ambedue, dalla prescrizione.

La giustizia, come si vede ha trionfato. Ma i funzionari fedeli vanno giustamente premiati e così la signora Roberta Angelini, nel 2012, diventa “Responsabile sicurezza, salute, ambiente e permitting” proprio del centro oli di Viggiano. La donna giusta al posto giusto verrebbe a dire, anche perché questa sa le lingue. Infatti diventa, come detto, responsabile, fra le altre cose, anche del permetting. Boh! Cosa mai permetterà questa signora? Forse la ricerca degli alberghi di Ischia, solo quelli, però, che fanno il “trattamento che chiamano pausa di benessere già incluso”.

Adesso è ai domiciliari e potrebbe, anche stavolta, ottenere la prescrizione. Una domanda viene spontanea: la signora Roberta del permetting è sinalllagmatica agli alberghi di Ischia o alle prescrizioni?

Sinallagmatico 2 – Pino Maniaci, direttore e proprietario di Telejato, è al centro di un episodio che ha sconvolto tante persone, vanificato l’impegno di tanti giovani, la loro voglia di cambiare. Ha vanificato e manipolato il loro orientamento e crescita civile. Il giornalista antimafia, quello coraggioso che hanno tentato di uccidere, quello a cui gli hanno bruciato due auto, quello a cui gli hanno impiccato due cani ecc., è accusato di estorsione e ha, ora, il divieto di dimora nelle province di Palermo, Trapani e Messina. E’ stato intercettato e ripreso dai carabinieri mentre intascava soldi da un sindaco, mentre assicurava la sua donna della vincita di un concorso alla Asl e, con onnipotenza, vantava amicizie con investigatori e magistrati al punto che la sua donna, sempre al telefono, esclamava: “Tu con questa televisione fai tremare tutti!”.

Qua non è necessario disturbare il signor Freud ma più semplicemente sposare una frase di Gian Carlo Caselli su Maniaci: “Una delusione infinita”. Già delusione per tanti che hanno creduto in lui, colpevoli di ingenuità. Delusione e conseguenze terribili per tutti coloro che lottano contro le varie mafie. Ma chi li ha bruciato le auto? Chi li ha impiccato i cani? Per questo ultimo caso, sembra, banalmente, non la mafia ma il marito della sua amante e sembra che lui lo sapesse. Un mito!

Siccome però siamo garantisti al limone, prima di emettere giudizi, come ci ricorda sempre il Democristiano Mai Eletto, dobbiamo attendere il terzo grado di giudizio. E noi attendiamo. C’è però un problema. Se va bene, il terzo grado di giudizio avverrà quando Pino Maniaci avrà 90 anni e, anche noi, non saremmo messi tanto bene.

Nell’attesa del terzo grado di giudizio, di sapere se il direttore di Telejato è colpevole, intanto ci poniamo una domanda: Maniaci è sinallagmatico? Se sì, con cosa? Quale la convenzione in cui le parti si impegnano reciprocamente le une verso le altre?

Non sappiamo se è colpevole o, come lui si difende, un complotto. Siamo sicuri solo di una sola cosa che Maniaci è sinallagmatico con l’idiozia della sua onnipotenza.


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