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Sicilia, nuove aggressioni ai sanitari

Un appello ai Questori e invito ai cittadini a non sbagliare bersaglio.

di cirignotta - giovedì 24 settembre 2026 - 718 letture

Ancora gravissimi fatti nei presidi d’urgenza dell’isola, alcuni sono culminati nel violento assalto avvenuto il 20 settembre al Triage del San Marco di Catania evento che è stato preceduto dall’aggressione del 7 settembre al Cannizzaro. Tutto questo rappresenta la punta di un iceberg divenuto intollerabile. Un’emergenza regionale : i casi di luglio e agosto a Palermo e Messina, fino alle sistematiche aggressioni nei Pronto Soccorso di Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Agrigento, Enna e Trapani. Ai cittadini diciamo chiaramente: state sbagliando bersaglio.

Infermieri, medici e Oss non organizzano il servizio sanitario. Sono professionisti in prima linea che, tra turni estenuanti, garantiscono la salute pubblica nonostante la drammatica carenza di organico in Sicilia. Trasformarli nel capro espiatorio di disfunzioni strutturali è un errore ingiustificato. Qualità dei servizi, posti letto, assunzioni e pianificazione dipendono esclusivamente da Assessorato e Governo della Regione Siciliana. In quella cabina di regia risiedono le precise responsabilità politiche e gestionali della sanità pubblica isolana.

“Invitiamo la collettività a canalizzare la propria voce nelle sedi democratiche, esercitando un controllo rigoroso al voto anziché colpire lavoratori incolpevoli. Al rinnovo di Assemblea Regionale Siciliana e governo, i cittadini devono verificare a chi affidare la salute pubblica: ognuno deve avere competenze reali con curricula e capacità manageriale dei candidati. Scegliere uno spessore professionale e meriti oggettivi è l’unico modo per avere servizi efficienti e sicuri in tutte le province”, dichiara Calogero Coniglio, Presidente dell’Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale (ANAFePC).

"Un ringraziamento profondo va alle Forze dell’Ordine, che intervengono con abnegazione per proteggere i lavoratori. Per incrementare la sicurezza, rivolgiamo un appello istituzionale ai Questori di tutte le province siciliane: è fondamentale intensificare i pattugliamenti davanti ai presidi. Chiediamo che le volanti effettuino soste dedicate, temporanee ma frequenti, all’ingresso dei Pronto Soccorso. La presenza dell’auto di servizio e degli agenti rappresenta un indispensabile deterrente psicologico” aggiunge Maurizio Cirignotta, Vice Presidente ANAFePC.

"Il personale non può subire sempre le conseguenze di una gestione decisa e pianificata a livello regionale. La violenza nei Pronto Soccorso deve cessare subito, i professionisti della salute meritano rispetto, tutele e dignità, non è tollerabile rischiare l’incolumità per responsabilità altrui", conclude Coniglio.


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