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Sgombero San Ferdinando

USB incontra il Prefetto di Reggio Calabria e lancia un appello alla Regione per il riutilizzo delle case vuote
di Redazione Lavoro - mercoledì 6 marzo 2019 - 1478 letture

Il 2 marzo si è tenuto un incontro tra l’Unione Sindacale di Base e il Prefetto di Reggio Calabria sull’imminente sgombero della baraccopoli di San Ferdinando.

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San Ferdinando

È stata l’occasione per ribadire la nostra totale contrarietà alle modalità scelte per attuare questo sgombero, motivata da posizioni che la Prefettura reggina ben conosce da tempo. Nessuno difende il persistere di una situazione degradante e disumana come quella della baraccopoli. Nessuno sottovaluta il rischio dovuto all’aumento degli incendi e alla possibilità di nuove morti che, secondo gli inquirenti, sono molto probabilmente frutto di atti dolosi.

Nessuno vuole qui giocare con la vita delle persone. Quello che non condividiamo è la negazione dello status di lavoratori, costretti a subire l’ennesima scelta emergenziale, mandati in strutture d’accoglienza come se fossero profughi e non braccianti che hanno contribuito e contribuiscono all’economia agricola del nostro paese. Non possiamo accettare di veder continuare a spendere soldi pubblici per “non soluzioni”.

Invitiamo la Regione Calabria e il presidente Oliverio a convocare al più presto un tavolo con i sindaci del comprensorio e una rappresentanza del Comitato per il riutilizzo delle case vuote, di recente costituzione, per dare gambe concrete all’unica strategia, quella dell’inserimento abitativo diffuso, che può fornire da una parte la risposta ai problemi del disagio alloggiativo, non solo per i braccianti stranieri ma pure per i cittadini del territorio in difficoltà, e dall’altra rappresentare un’opportunità, anche economica, per tutto il comprensorio.

COMUNICATO STAMPA

Dalla parte degli Ultimi

Gli eventi precipitano e si ritorna alle consunte risoluzioni emergenziali

Non è ancora passato un mese dalla bellissima Assemblea Pubblica tenutasi nella sala consiliare del Comune di San Ferdinando – indetta il primo febbraio scorso dal “Comitato spontaneo per il riutilizzo delle case vuote nella Piana”, e partecipata da Sindaci, Organizzazioni operanti nel Sociale, ONG, Organizzazioni sindacali e contadine – che i proponimenti di alcuni dei partecipanti, prima del tutto in linea col titolo del Comitato organizzatore, sembrano essersi dissolti come neve al sole. I fatti: da qualche giorno, a parte la continua “deportazione volontaria”, a piccoli gruppi, di molti immigrati verso spesso non meglio precisati centri d’accoglienza, iniziata all’indomani della morte di Moussa Ba, continuano gli andirivieni di polizia, CGIL, una parte della Caritas (certamente non quella dell’accoglienza diffusa di Drosi, che teniamo sempre a citare nelle nostre assemblee), tra vecchia, nuova e nuovissima tendopoli; fino all’ordinanza di sgombero della baraccopoli della vergogna, emessa oggi dal Sindaco di San Ferdinando, a cui ha fatto seguito nella stessa giornata l’installazione di nuove tende. Ora, senza alcuna polemica, una domanda, o più di una, ce la dobbiamo porre: perché, all’Assemblea Pubblica del primo febbraio tutti gli attori citati, hanno parlato dell’opportunità di giungere a una risoluzione definitiva, mediante l’assegnazione delle case vuote presenti nella Piana, e oggi, al contrario, ci ritroviamo con un’ordinanza di sgombero, a discapito di più di un migliaio di migranti (solo nella baraccopoli) e l’installazione subitanea di nuove tende? A che sono serviti tutti i buoni propositi espressi in Assemblea? Dove andranno queste persone? Forse nei centri d’accoglienza che verranno, a loro volta, cancellati per effetto della legge sulla sicurezza, o nelle nuove tende installate oggi che diverranno ben presto un nuovo ghetto della vergogna?! Ultimamente anche la Prefettura aveva parlato di accoglienza diffusa per i migranti all’interno dei centri abitati e avevamo accolto con soddisfazione queste dichiarazioni. Oggi non possiamo essere altrettanto contenti, perché la tensione e la disperazione di chi non ha alternative tangibili ci appartiene, se vogliamo ancora considerarci Umani; se, invece, qualcuno ammicca alla spettacolarizzazione delle tragedie altrui o alla perenne campagna elettorale giocata sulle spalle dei più deboli, ebbene: vogliamo essere dalla parte di questi Ultimi! Come Comitato continueremo nel nostro impegno che punta a una soluzione concreta e definitiva, e ribadiremo la nostra strategia nell’incontro previsto a breve con la Regione Calabria.

San Ferdinando 1.3.2019
 Comitato per il riutilizzo delle case vuote nella Piana di Gioia Tauro


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