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Serendipity

Volevo solo segnalare alcuni libri, poi mi sono imbattuta nella serendipity...
di Pina La Villa - giovedì 14 ottobre 2004 - 6831 letture

13 ottobre 2004

Ricomincio parlando di alcuni libri che a causa della mia pigrizia estiva non ho ancora segnalato.

Agosto inizia con un libro Sellerio, La doppia vita di M. Laurent, di Santo Piazzese. Santo Piazzese è un biologo palermitano, classe 1948, e questo è il secondo suo libro pubblicato da Sellerio. Il primo ha per titolo I delitti di via Medina-Sidonia. Via Medina-Sidonia è la strada dove si trova l’istituto di botanica dove lavora l’investigatore creato da Piazzese, Lorenzo La Marca, biologo anche lui e che racconta in prima persona.

Per parlare di questi gialli ricorrerò a un altro libro, stavolta un saggio storico, che sto rileggendo a beneficio dei miei alunni. Si tratta di "Breve storia dell’Italia meridionale" di Piero Bevilacqua, Donzelli, 1993. Al di là della "questione meridionale" e delle categorie di "arretratezza" e "sottosviluppo" che hanno dominato a lungo nella storiografia sul meridione, il libro raccoglie i risultati di almeno un decennio di ricerche che hanno cercato di guardare alla ricchezza e alla complessità della storia del meridione. In pratica se con quelle categorie si potevano leggere alcuni fenomeni, quelle stesse categorie hanno impedito di vedere altro, dando l’impressione che l’Italia del sud abbia costituito un mondo a parte. Le ricerche di quegli anni, e la ricostruzione che ne fa Bevilacqua, hanno cercato invece di ampliare il quadro, parlando di una grande trasformazione - dall’unità ad oggi - "che ha visto interagire di volta in volta forze storiche di diversa natura e portata: l’ambiente fisico e l’insediamento umano; il lavoro e l’emigrazione; le agricolture e le industrie; le città e i paesi; i proprietari, i professionisti, i notabili; la politica e i gruppi dirigenti; lo Stato e l’intervento straordinario; il clientelismo e la mafia". Insomma, al di là della arretratezza e del sottosviluppo, al di là della mafia c’è stato, e c’è, altro.

Chi non si è mai chiesto come mai nella Sicilia dei delitti non è mai fiorita una letteratura gialla? Troppi delitti e sempre chiarissimi, al di là dei risultati delle indagini e dei processi; Sciascia insuperabile, la mafia sempre al centro. Questi alcuni motivi. Ora, Camilleri ha aperto la strada: nei racconti, nei gialli, si può parlare di Sicilia e di delitto senza necessariamente parlare di mafia. Ed ecco arrivare Piazzese.

Lo sfondo è Palermo, la città come la possiamo vedere oggi, col traffico, i pub del centro storico, gli uffici, il mondo dell’università, i negozi, i suoi tipi umani. Ci piacerebbe che il giallo riuscisse a scavare nel tessuto sociale e nei problemi della città (i miei riferimenti sono Jean-Claude Izzo e Manuel Vasquez Montalban), Piazzese non sempre ci riesce, non so se ci riuscirà in seguito, ma intanto ha creato una Palermo vitale e affascinante, e non è poco.

E anche il personaggio del detective è di quelli che si amano. Diverso dal Montalbano di Camilleri e di Zingaretti, Lorenzo La Marca è un detective per caso, a conoscenza dei dati necessari per la sua indagine solo perchè ci capita in mezzo e perché, appartenendo alla borghesia delle professioni e al tessuto di relazioni tipico di una città del Sud, li apprende dall’amico commissario, dall’innamorata medico legale, dall’ex compagno di scuola che lavora al catasto e così via.

Il ritmo, le atmosfere, lo stesso carattere del protagonista voce narrante sono le stesse dei gusti musicali espressi in varie parti del libro - White jazz, di Ellroy, Almost acustic... - una citazione per tutte:

"Per accompagnare la cena scelse il CD Paolo Conte Live, suo vecchio pallino. Dopo, piazzai nell’hi-fi un nastro che avevo fornito alla casa, con una sequenza di blues selezionati da un mio tesista che me ne aveva fatto omaggio, debitamente avvolto nel tulle rosso, insieme ai confetti della laurea, in sostituzione della solita banale bomboniera. In realtà era un solo blues, St James infirmary, ripetuto in tutte le esecuzioni su cui era riuscito a mettere le mani [...]. Se ascoltate il nastro tutto di seguito, dopo sessanta minuti vi sentite incorporati in una barella."

Piazzese-Lorenzo voce narrante è colto ed è uno scienziato, un biologo, abbiamo detto. A un certo punto del libro, un punto che non trovo più, espone la teoria della serendipity. Formulata dal sociologo della scienza Robert K. Merton ed esposta in un libro scritto insieme alla storica Elinor G. Barber, è oggi possibile conoscerla meglio nel libro finalmente pubblicato dal Mulino nel 2002 - Viaggi e avventure della serendipity. In pratica il racconto di come la maggior parte delle scoperte scientifiche siano dovute a percorsi assolutamente non lineari, dove sono proprio i dati imprevisti e anomali che ci permettono di illuminare un campo d’indagine. E’ l’atteggiamento che "guida" le indagini di Lorenzo La Marca.

Un po’ come ho fatto io oggi: quando mi sono seduta a scrivere pensavo di poter fare solo una segnalazione, un elenco dei libri quest’estate, invece ho riempito la rubrica solo col primo libro letto ad agosto...

Ho finito lo spazio e il tempo a mia disposizione, quindi i prossimi libri alla prossima settimana, se non interviene qualche "imprevisto" illuminante...


Rispondere all'articolo - Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> Serendipity
4 novembre 2004, di : Vale

Anche i romanzi di Piazzese hanno ispirato produttori e registi: due, infatti, i film in lavorazione, il cui protagonista principale dovrebbe essere interpretato da Massimo Dapporto (da "il Venerdì di Repubblica").
> Serendipity
12 maggio 2005

Ma su quale libro l’autore espone la teoria della Serendipity? Sto preparando una tesi sulla serendipity, ho letto "La doppia vita di M. Laurent", ma non ho trovato nulla. Puoi dirmi qual’è il punto esatto? E se il libro è quello giusto? Grazie, per me è davvero importante.
    > Titolo del libro
    15 maggio 2005, di : regno |||||| Sito Web: http://http://lgxserver.uniba.it/le...

    Gentilissima, questa mattina ho sperimentato per l’ennesima volta la Serendipity. Infatti, stavo viaggiando per cercare nuovi spunti (articoli, saggi) sulla Serendipity e mi sono imbattuto nella Sua richiesta. Non so se qualcuno le ha già risposto. In ogni caso mi permetto di consigliarLe questo libro per la Sua tesi: Robert K. Merton - Elinor G. Barber "Viaggi e avventure della Serendipity" il Mulino Inoltre, Le consiglio di visitare questo sito: http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/021208e.htm Buona lettura e buon lavoro. regno