Senza diritti: Crisi e conflitti dimenticati
La frase “brucia tutto, uccidi tutti” potrebbe sembrare il titolo di un film, ma purtroppo è una strategia brutale usata per annientare intere comunità e cancellarne l’esistenza.
La frase “brucia tutto, uccidi tutti” potrebbe sembrare il titolo di un film, ma purtroppo è una strategia brutale usata per annientare intere comunità e cancellarne l’esistenza. Questa violenza accade spesso lontano dai riflettori, dove il mondo distoglie lo sguardo.
Lo abbiamo visto in Siria, dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad lo scorso dicembre, quando i nostri team di ricerca sono entrati nelle carceri segrete e nei centri di tortura dove sono sparite nel nulla oltre 100.000 persone. I muri delle celle, ormai vuote, raccontavano un orrore che nessuno dovrebbe mai conoscere. Orrore che ha inghiottito anche il papà di Aisha*, una giovane donna che abbiamo incontrato, e che ci ha chiesto disperatamente aiuto per ritrovare suo padre.
Per loro lavoriamo senza sosta per ottenere verità e giustizia. Ma solo con te al nostro fianco possiamo essere più forti e continuare a proteggere le vittime e fare pressione affinché questi crimini non restino impuniti.
E mentre in Siria i riflettori si spengono, Sudan e Myanmar stanno vivendo le stesse atrocità. Nel silenzio dei mezzi di informazione, migliaia di persone continuano a essere uccise, i villaggi distrutti e le violenze ad aumentare in modo spropositato. E purtroppo, questo silenzio ha un impatto diretto sulle vittime dei conflitti, che restano senza il supporto necessario.
È per questo che noi di Amnesty International siamo là dove nessuno guarda: raccogliamo le prove, documentiamo le violazioni e chiediamo giustizia. Noi non ci dimentichiamo di loro e continuiamo a lavorare affinché venga messa fine a queste gravi violazioni dei diritti umani.
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