Sciacquiamoci la bocca

Su Craxi surreale dibattito in Consiglio comunale a Milano
di Adriano Todaro - mercoledì 12 febbraio 2020 - 1038 letture



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IL FATTO

L’aula del Consiglio comunale è uscita spaccata dalla discussione sull’ex leader socialista e non sono mancati i momenti di bagarre, come quello che ha visto protagonisti Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera e consigliere comunale, e Gianluca Corrado del Movimento 5 stelle. Quando l’esponente grillino ha parlato dei guai giudiziari di Craxi sostenendo che «aveva movimentato a titolo personale 150 miliardi di lire» Mariastella Gelmini è scattata in piedi e gli ha replicato «sciacquati la bocca», poi è uscita dall’aula. (Il Giorno, 3 febbraio 2020)

Beppe Sala, sindaco di Milano: “A proposito di Craxi. Constato che proprio non si riesce a dibattere con sufficiente serenità della figura del leader socialista. Il mio invito a discuterne in Consiglio Comunale è finito nel nulla (nella mia comprovata lealtà verso il Pd mi permetto di dire che questa volta la gestione è stata veramente discutibile). Per cui adesso si pretende che io decida. Cosa poi? Se intitolargli una via? Se apporre una targa sulla casa dove abitò? È tutta qui la riflessione?". (la Repubblica, 4 febbraio 2020)

IL COMMENTO

Solo qualche settimana fa avevo scritto su queste colonne che Milano è un laboratorio politico. Ed è vero. Basta seguire quello che sta avvenendo in città per la questione se dedicare o meno a Craxi, una via, una piazza, una targa, una targhetta sul campanello, insomma qualcosina che lo ricordi ad imperitura memoria. Questa questione di Craxi mi sembra sia come parlare di fisica quantistica. Ha fatto bene la Stella Maria a rispondere per le rime all’esponente grillino Gianluca Corrado che accusava Craxi di aver movimentato, a titolo personale, 150 miliardi di lire. “Sciacquati la bocca” l’ha tacitato e ammetterete che la Stella del Consiglio comunale ha colpito bene. Poi è uscita dall’aula. Il Giorno non ci dice se è andata a fare compere in via della Spiga o nella vicina biblioteca Braidense per informarsi meglio chi fosse Bettino Santo Subito. Mentre Corrao è corso subito, in bagno, a sciacquarsi la bocca.

Il dibattito è stato molto profondo, surreale, con frequenti riferimenti alla storia e finanche alla pittura. Ad un certo punto Matteo Forte, di nome e nei ragionamenti, consigliere comunale di centro-destra ha arditamente fatto un paragone fra Craxi e il Caravaggio: se in città, ha detto, si fanno mostre dedicate all’assassino e latitante Caravaggio perché allora non dedicare una piazza anche a Bettino anch’esso condannato e latitante? Poi è intervenuto tal Stefano Parisi che voleva diventare sindaco di Milano che è stato, da giovane, socialista ed è stato anche direttore generale della Confindustria. Mica cazzi! Parisi, abituato a fare riflessioni profonde come usa la Confindustria ha affermato che “Craxi era dalla parte giusta, Berlinguer dalla parte sbagliata”. Voi capite bene che dopo un’argomentazione del genere, il fondatore del partito Energie per l’Italia non aveva più energia, si è riseduto sullo scranno e ha chiesto ai commessi una bustina di Supradyn.

Insomma un bel dibattito. Avrebbero dovuto farlo seguire dai ragazzi del liceo così avrebbero capito meglio chi fosse il grande Statista che abbiamo avuto la fortuna di avere a Palazzo Ghigi per 1.093 giorni. Craxi aveva talmente ragione che il rapporto debito/Pil ‒ quando c’era Lui, caro lei ‒ è schizzato dal 68,38 al 88,60% in quattro anni a causa dell’incremento insostenibile della spesa dello Stato e alla lievitazione dei costi delle opere pubbliche. La linea 3 della Metropolitana di Milano, ad esempio, è costata 192 miliardi di lire a chilometro contro i 45 di quella di Amburgo. Il passante ferroviario di Milano è costato 100 miliardi a chilometro in 12 anni di lavoro, quello di Zurigo invece la metà impiegando poco più di 6 anni. Vuoi mettere con Berlinguer che predicava l’austerità?

E il sindaco Sala? Il grande manager non c’era fisicamente in Consiglio comunale ma con lo spirito sì. È, infatti, all’indomani del dibattito è intervenuto è ha invitato tutti ad una riflessione più profonda. Magari ricordando ‒ ma questo lo diciamo noi, non il grande manager ‒ che nel 1984 il Governo Craxi varò una manovra da 43 mila miliardi abbassando di tre punti la scala mobile che adeguava i salari al costo della vita. Siccome il buco era diventato sempre più incolmabile Craxi aprì la strada al primo condono edilizio della nostra storia. In politica estera, appoggiò il sanguinario dittatore Siad Barre con 550 miliardi di lire spacciati come aiuto umanitario, appoggiò, durante la guerra delle Falkland, i generali argentini, quelli dei desaparecidos e a Sigonella il capo del commando che avevano sequestrato la nave da crociera Achille Lauro (giustiziando anche uno statunitense paralitico), venne caricato su un aereo militare italiano e spedito in Iraq via Belgrado, mentre i pesci piccoli del commando furono processati in Italia. Perché questa disparità di trattamento?

Anche Basilio Rizzo, da sempre oppositore della cosiddetta “Milano da bere” dell’epoca Craxi è d’accordo per la posa di una targa. Mettiamola, dice, in piazza Duomo così “ricorderebbe ai cittadini che lì, al numero 19, c’era l’ufficio dove si raccoglievano le tangenti”.

Vedremo come andrà a finire. Io, intanto, vado a sciacquarmi la bocca con Listerine e lo faccia anche Basilio Rizzo. Così facciamo contenta la Stella.


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