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Schizzi&Ghiribizzi. Nr. 56. Saper usare le nuove tecnologie. Trasmissioni tv e alimentazione.

di Franco Novembrini - mercoledì 11 marzo 2020 - 457 letture

Saper usare le nuove tecnologie - Speriamo di uscirne presto e bene da questa epidemia. Uscirne presto perché la vita di molti è appesa alla durata di questo disastro planetario il quale, come ogni disastro, ha messo in luce pregi e difetti di una società edonistica che usa i beni messi a disposizione dalla scienza e dalla tecnica in maniera distorta. Intendo riferirmi non solo alla facilità di comunicare o alla velocità di spostarsi da una parte all’altra del mondo ma anche alla vacuità dei rapporti umani che dovrebbero ispirarsi non tanto alla possibilità di farsi dei selfie in luoghi lontani di cui non si conoscono la cultura e la storia ma che si possono mettere in rete per raccogliere numerosi like. La vita è dovrebbe avere ritmi meno stressanti e poter essere gustata come un continuo arricchimento di conoscenze, accompagnate da una coscienza dei danni che la fretta e l’ignoranza possono causare in giro per il mondo. Compreso l’import-export di malattie e contagi.

Trasmissioni tv e alimentazione - Una delle cose che vorrei fosse ridimensionata è la pandemia delle trasmissioni tv sulla cucina. Non è che vorrei si ritornasse ai ricettari del Buonassisi o a libri come ’’Il cucchiaio d’oro’’ e simili ma il fatto che insieme ad una utile conoscenza della cucina mondiale che una volta veniva centellinata nel tempo e le ricette venivano adeguate alla reperibilità delle materie prime in loco. Si parla tanto dei danni provocati dalla deforestazione dell’Amazzonia e si parla poco di quello che stanno combinando, per esempio, con l’allevamento dei gamberi che nel Sud est sta distruggendo le foreste di mangrovie che offrono, come la barriere coralline, un luogo di riproduzione per molte specie di pesci e sono una barriera contro l’erosione del mare, e dopo pochi anni verranno abbandonate senza che le mangrovie ci siano più. Vedere in tv dei cuochi capricciosi e ben pagati che affermano che un piatto se non viene insaporito con il sale rosa himalaiano o con quello nero di chissadove non è buono fa imbestialire oltretutto se poi segue uno spot, altrettanto ben pagato in cui lo stesso cuoco, sponsorizza delle patatine fritte industriali.

Queste sono due cose che spero, una volta passata la ’’buriana’’ del coronavirus, escano ridimensionate e classificate per quello che sono: puttanate.



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