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Schizzi&Ghiribizzi - N. 73. B&B: la maledizione della B.

Berlusconi, Benetton, Bergamo...
di Franco Novembrini - giovedì 16 luglio 2020 - 694 letture

Ci deve essere una maledizione che incombe sulla seconda lettera dell’alfabeto italiano la ’’B’’.

B come Berlusconi - in questi momenti tragici per l’Italia non si sta discutendo sulla stampa e la tv della sorte del Paese e del virus che ancora colpisce. Gran parte della polemica si svolge sull’ennesima ’’resurrezione’’ di Berlusconi. Si prospetta, con l’aiuto di registrazioni vocali di un giudice morto, il quale anni fa sarebbe andato a riferire appunto a B. di essere pentito di aver fatto parte del plotone d’esecuzione giudiziario del quale l’ex cav., ex sen. ed altri ex, sarebbe stato vittima, una vera gogna, decisa da alcune toghe, fra le quali la sua. La partecipazione del pentito è del resto confermata dalla sua firma autentica su ogni pagina delle centinaia che costituiscono la sentenza. Ora credo che solo in Italia possano succedere certe cose, cioè che una voce dall’oltretomba smentisca quello che invece ha convalidato con la firma, fra l’altro non obbligatoria. La strana registrazione oltretutto è stata tenuta nascosta per anni e non denunciata subito da B. agli organi competenti, cosa che fra l’altro non fece con altre registrazioni carpite in maniera poco chiara e che furono trasmesse e pubblicate subito dalle sue tv e dai suoi giornali. Questa volta invece silenzio di tomba fino ad oggi.

B come Benetton - Altra B che viene trattata in questi giorni è quella dei Benetton, padroni di migliaia di chilometri di autostrade italiane, pagate dai contribuenti italiani ma gestite dai magliari tramite società con alti profitti ottenuti grazie anche al ’’braccino corto’’ usato nella manutenzione e ad un braccio un poco più lungo nel sovvenzionare giornali, tv e, soprattutto, fondazioni di politicanti di varie tendenze. Pochi ricordano un fatto: 7 anni fa, un pullman che non avrebbe dovuto circolare, venne giù da un ponte nell’Avellinese. Il mezzo aveva perso il sistema frenante in autostrada, ma il destino delle 40 vittime poteva essere diverso se le apposite barriere obsolete fossero state sostituite con quelle più moderne. L’autostrada, manco a dirlo, è una di quelle in concessione ai Benetton. Due anni fa è venuto giù il ponte di Genova con 43 vittime e ne è stato ricostruito uno nuovo, che a giorni sarà inaugurato, ed ancora si sta a discutere se si devono lasciare ai magliari le miliardarie concessioni. A difesa dei Benetton si sono dichiarati il noto costituzionalista filo Napolitano, Sabino Cassese, il quale conosce bene i Benetton avendo lavorato per loro per un ammontare di 700 mila euro, spicciando alcuni affari legali vari incarichi. Non male come voce indipendente. Che dire poi dell’ex presidente del Consiglio Renzi che vaticina sfracelli se si toglie il pane di bocca ai Benetton. Avranno, in questo caso, mica influito le sponsorizzazioni delle Leopolde e delle donazioni sostanziose alla fondazione Open a lui riferibile? Alla lista dei sostenitori della intangibilità della concessione fanno parte anche molti altri fra i quali gli amministratori di partiti di ogni ordine e grado. Sarà un caso di mecenatismo?

B come Bergamo - Altra B tragicamente sfortunata è quella di Bergamo e della sua provincia che risulta essere la più colpita in Italia dal Corona virus. Gran parte delle colpe vanno addebitate alla irresponsabilità della locale Confindustria, la quale inizialmente in sintonia con il sindaco Gori dichiarava che ’’Bergamo non si ferma’’. Del sindaco Gori sentiremo ancora parlare perché invece di essere concentrato sulle migliaia di morti della sua città ha già manifestato l’intenzione polemica nei confronti del segretario del suo partito Zingaretti di una sua sostituzione, di un possibile rimpasto o crisi di governo, cosa della quale non si sente proprio il bisogno. Ma del resto lui è uno che aderisce ad un partito che inopinatamente lo candida alle regionali, le perde clamorosamente a favore di uno sconosciuto leghista (Fontana), e nel frattempo trova soldi per finanziare Italia Viva del suo amico Renzi. Debbo anche ricordare che per lui e il suo amico fiorentino, sia il sindaco che il PD del mio paese, tanto si erano spesi per loro.



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