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Schizzi&Ghiribizzi. N. 72 - Milena Gabanelli docet. Mose insabbiato. Okkio al nazi fratello di Adolf.

di Franco Novembrini - mercoledì 8 luglio 2020 - 627 letture

MILENA GABANELLI DOCET - Scrivo ancora inizialmente di storie del mio quartiere San Fiorano (Villasanta) ma estensibile a molte zone del nord Italia in forza del ’’Dataroom’’ di Milena Gabanelli trasmesso dal tg di Enrico Mentana. La giornalista con una approfondita e documentata indagine sostiene nel servizio che la causa della rapida del virus, potrebbe aver viaggiato in aereo e poi sui camion della logistica e che abbia trovato terreno fertile in alcune situazioni favorevoli alla diffusione. Parla anche della differenza tra la virulenza riscontrata tra i focolai del Milanese e quelli più aggressivi del Bresciano e della Bergamasca. Comunque si nota che in molte parti d’Italia il virus ha viaggiato su ruote e si è sviluppato nelle sedi logistiche di aziende che usano camion e camionisti, spesso questi ultimi assunti da cooperative improvvisate e con personale raffazzonato e, comunque, poco controllato. Ora nel mio comune e particolarmente nel mio quartiere a poche centinaia di metri l’una dall’altra, esistono due realtà che non fanno fare sonni tranquilli. La prima oltre a non far dormire con rumori notturni e traffico di muletti che in piena notte caricano e scaricano Tir di gomme di auto, sono fonte di preoccupazione anche per il fatto che gli pneumatici provengono da fabbriche di paesi dei quali poco sappiamo circa i livelli di sicurezza sanitaria e del personale che utilizzano per tale servizio. Non si hanno notizie, vista la spesso invocata privacy di come avvengano le operazioni di carico e scarico e relative distanze di sicurezza da applicare per legge, conseguentemente non si può far altro che sperare, nella Giunta comunale in primis, la quale faccia garante con gli opportuni accertamenti, della sicurezza dei cittadini. La seconda ditta con gli stessi problemi è la Edim Engineering del gruppo Bosch che produce componenti per auto e con i problemi di traffico di Tir e dei camionisti. Se qualcuno della Giunta ci volesse tranquillizzare certificando i controlli eventualmente messi in atto gliene saremmo riconoscenti. Ricordo che a poche centinaia di metri dalle due ditte è situato l’ospizio per vecchi San Clemente della multinazionale francese Korian, del quale vale la pena di ricordare che in questi mesi ha visto morire, per vari motivi, non certo ultimo il Covid-19, 40 dei 120 ’’ospiti’’, vale a dire il 33% del totale.

Ora per sorridere un po’ varie notizie.

MOSE INSABBIATO - Fra pochi giorni dovrebbe essere inaugurato il Mose di Venezia. Uso un prudente condizionale in quanto alle prove fatte giorni fa della ultraventennale grande opera alcune paratie non si sono alzate, causa insabbiamento. Se fossi un umorista potrei notare due motivi per sorridere; il primo è di natura giudiziaria, per il fatto che questa volta non si tratta di insabbiare le prove delle mazzette che ci sono state e diverse condanne, ma la causa è la vera sabbia che, guarda caso, hanno scoperto essere nelle paratie vicine ad un luogo chiamato Sabbioni. Bo! Ci sarà un motivo per quel nome. Il secondo è di natura religiosa: anche se al nome dato all’opera manca l’accento sulla ’’e’’ finale è curioso che Mosè non riesca a dividere le acque basse della Laguna. Tento una spiegazione: quello con la ’’è’’ doveva dividere il Mar Rosso e si dice che lo abbia fatto. L’altro a Venezia non poteva sapere che in quelle venete oggi ci sono acque politicamente nere, anche politicamente.

OKKIO AL NAZI FRATELLO...- Molti hanno criticato anche fisicamente la foto del Fratello d’Italia che indossa una divisa delle SS e dietro ha un quadretto del suo santo protettore Hitler. Non vi è dubbio che la foto ritrae un ’’uomo’’, scusa Primo Levi se lo definisco così, di una certa età con un fisico tutt’altro che apollineo e con un sorrisetto ebete stampato sul viso. La prima impressione oltre alla dicotomia di avere una foto della tessera di Fratelli d’Italia con il figuro vestito da ufficiale delle SS tedesche e dietro la foto di Hitler che la dice molto lunga sulla sua italianità. Mi fa ricordare che i tra i nipoti dei ’’ragazzi di Salò’’ di violantesca memoria molti italiani che nelle foto che ci sono pervenute non avevano certo un aspetto migliore, avevano però nei fatti la voglia di accondiscendere in tutto e per tutto i comandi dei loro padroni. Chi ha letto qualche libro sulle stragi naziste in Italia avrà senz’altro notato che le SS non si muovevano se non erano accompagnate nell’ordine dai cani lupo e dai servi fascisti che, in quanto a ferocia, non erano secondi a nessuno.



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