Scheda: Storia delle Isole Eolie

Notizie storiche sulle Isole Eoliche.

di Redazione Cartamenù - martedì 1 agosto 2023 - 1216 letture

Preistoria e pre-greci

La presenza umana nell’arcipelago risulta sin da epoca molto antica. Le genti preistoriche vennero infatti sicuramente attratte dalla presenza di grandi quantità di ossidiana, sostanza vetrosa di origine vulcanica grazie alla quale le Eolie furono al centro di fiorenti rotte commerciali. I primi insediamenti si ebbero già nell’età neolitica tra il 5500 e il 4000 a.C. precisamente a Lipari e Salina con tracce di vasi ceramici e ossidiana lavorata. L’ossidiana, che a quei tempi era un materiale ricercatissimo in quanto tra i più taglienti materiali di cui l’uomo dell’epoca disponeva, alimentò dei traffici commerciali intensi: anche ad essi si deve ascrivere la notevole prosperità dell’arcipelago in cui fioriscono strutture abitative e villaggi. L’ossidiana liparese è attestata in Sicilia, nell’Italia meridionale, in Liguria, in Provenza e in Dalmazia. A Lipari nacque così un insediamento di notevole ampiezza. L’ossidiana veniva anche trasportata a Salina dove veniva lavorata.

Sempre del neolitico sul pianoro di Rinicedda a Leni (isola di Salina) sono stati scoperti i resti di una capanna con frammenti d’impasto di argilla: non sono tuttavia presenti i tipici fori per i pali posti per sorreggere le strutture delle capanne. Della stessa epoca è l’insediamento di Castellaro Vecchio a Lipari, dove sono state trovate ceramiche appartenenti alla cultura di Stentinello. I vasi erano fabbricati a mano, perché il tornio ancora non esisteva. Le forme e le decorazioni, ottenute usando le mani o dei punteruoli per graffiare la superficie, risultano piuttosto semplici. Vi sono anche decorazioni colorate con fasce rosse importate dall’Italia meridionale. Delle fasi più evolute del neolitico è il ritrovamento proveniente dal promontorio del Milazzese a Panarea di un frammento dipinto con lo "stile di Serra d’Alto".

Nel IV millennio a.C., durante il periodo della cultura di Diana legata al villaggio dell’omonima contrada a Lipari, sorsero insediamenti in tutte le isole eccetto Vulcano.

Dell’età del rame (3000-2300 a.C.) vi sono tracce di capanne presso Filicudi, Panarea, Stromboli e Salina. A Stromboli sul Serro Fareddu si trova a 130 m di quota un inserimento della facies di Pianoconte. Mentre a Panarea sul Piano Quartara sono state scoperte delle ceramiche della cultura di Malpasso-S. Ippolito. Tra il XVI e il XIV secolo a.C. le Eolie videro aumentare la loro importanza in quanto poste sulla rotta commerciale dei metalli: in particolare sembra fosse scambiato lo stagno che giungeva via mare dai lontani empori della Britannia e transitava per lo stretto di Messina verso oriente.

Agli inizi del secondo millennio a.C. in Sicilia si afferma la Cultura di Castelluccio, mentre nelle Eolie si diffonde la cultura detta di Capo Graziano, dai rinvenimenti dell’isola di Filicudi. La medesima cultura è attestata anche a Lipari e l’abitato è formato di capanne circolari con pareti di pietre a secco, poste sulla rupe, quasi a strapiombo sul mare. Le forme ceramiche di questo periodo sono numerose e si trasformano nel tempo, attestando per il bronzo Medio un forte influsso della cultura di Thapsos detta cultura del Milazzese. Le influenze dalle aree della Sicilia centro meridionale perdurano sino al bronzo recente. Per l’età del Bronzo si rilevano anche importazioni dal mondo Miceneo e dal Vicino Oriente. Successivamente è documentata una diversa cultura, di tipo villanoviano con tombe in situle e in vasi biconici, detta dell’Ausonio I e dell’Ausonio II, perché propone forme attestate anche nella penisola Italiana e forse da essa importate. Lipari fu poi colonizzata da un gruppo di Greci (Cnidi e Rodii), intorno al 580 a.C., e nel mondo greco si identificò l’Arcipelago con le isole Eolie, Αιόλιαι, note ad Omero e considerate la dimora del dio dei venti, Eolo.

Tra ellenismo e dominio romano

Anche nel periodo greco l’Arcipelago rappresentò un punto nodale di incontro tra Tirreni (Etruschi), Fenici (Cartaginesi) e Greci (sia di Grecia propria che della Magna Grecia e della Sicilia, con particolari legami con le città dello Stretto e con Siracusa). Le ricche necropoli di Lipara hanno restituito vasi e materiali di importazione dalla Grecia (di Corinto, di Atene e della Ionia) e produzioni locali sfarzose. Di particolare interesse sono sia le terrecotte (mascherette teatrali e pinakes votivi) che le produzioni vascolari nel IV sec. caratterizzate da crateri di importazione siceliota e campana e nel III da una pregevole produzione locale con ricco cromatismo.

Durante la prima guerra Punica le isole furono teatro degli scontri tra Roma e Cartagine e Lipara fu conquistata da Roma nel 252 a.C..

In epoca romana le Eolie divennero centri di commercio dello zolfo, dell’allume e del sale, del vino e del garum. Anche in questo caso le ricche oreficerie e i corredi tombali con olle di vetro e frammenti riconducibili a sarcofagi ed a statue funerarie dimostrano un buon livello di vita, probabilmente connesso alla diffusione del latifondo senatorio.

Dagli arabi in poi...

Nell’836-837 l’arcipelago è assaltato dall’armata di al-Fadl ibn Yaʿqūb (poi sostituito a settembre dal nuovo governatore aghlabide Abū l-Aghlab Ibrāhīm b. ʿAbd Allāh b. al-Aghlab, cugino dell’emiro Ziyadat Allah I). La flotta musulmana condotta da al-Fadl ibn Yaʿqūb devasta le Isole Eolie ed espugna diverse fortezze sulla costa settentrionale della Sicilia, tra cui la vicina Tyndaris.

Nell’XI secolo Lipari è conquistata dai Normanni che vi impostano una abbazia benedettina e con Ruggero II la elevano a sede vescovile.

Nel 1544, quando la Spagna dichiara guerra alla Francia, il re francese Francesco I chiede aiuto al sultano ottomano Solimano il Magnifico. Questi manda una flotta comandata da Khayr al-Din Barbarossa che attacca le isole Eolie, uccidendo e deportando molti dei suoi abitanti. Secondo il suo disegno le Eolie avrebbero dovuto essere l’avamposto dal quale attaccare Napoli.

Nel corso dei secoli successivi, soprattutto a partire dalla seconda metà del XVI secolo, l’arcipelago venne ripopolato con coloni provenienti principalmente dalla Sicilia e dalle regioni italiane peninsulari del basso Tirreno (Calabria e Campania), i quali rinfoltirono significativamente la popolazione delle isole, andandosi a sommare all’assai meno folto gruppo di isolani nativi sopravvissuti alle devastazioni ottomane e ancora ivi residenti.

In epoca borbonica l’isola di Vulcano venne utilizzata come colonia penale per l’estrazione coatta di allume e zolfo.


Fonte: Wikipedia.



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