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Saperi dall’ascolto

È iniziato lunedì 26 settembre il convegno internazionale SAPERI DALL’ASCOLTO. Percorsi educativi nel paesaggio sonoro

di Alessandra Calanchi - mercoledì 5 ottobre 2022 - 1144 letture

È iniziato lunedì 26 settembre 2022 il convegno internazionale SAPERI DALL’ASCOLTO. Percorsi educativi nel paesaggio sonoro organizzato da un gruppo di docenti del Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Sudi Umanistici e Internazionali in collaborazione con le associazioni FKL Italia - Forum Klanglandshaft http://www.paesaggiosonoro.it e CSMDB - Centro Studi Maurizio Di Benedetto. I lavori sono proseguiti il 27 (ancora online) e poi in presenza a Urbino, nell’Aula Magna di Palazzo Battiferri, nelle giornate del 29, 30 settembre e 1° ottobre.

Si è trattato di un convegno dedicato al ruolo dello studio e ascolto dei suoni dell’ambiente e del loro uso creativo in campo didattico, aperto a tutti ma indirizzato specificamente ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado di qualunque disciplina.

Il gruppo di docenti Uniurb (Mario Corsi, Jan Marten Ivo Klaver, Massimo Russo e la sottoscritta) porta avanti da qualche tempo il progetto “Torricini sonori” che, partendo dalle fondamenta dei soundscape studies, si propone di introdurre nella città e nelle aule dell’università una maggiore consapevolezza del suono e dell’ascolto. Proprio per questo, durante il convegno, su idea del prof. Corsi si è effettuato il primo esperimento di creazione di un ambiente sonoro per l’accoglienza dei/delle partecipanti (studenti e docenti). Nell’atrio dell’Aula Magna dove si svolgevano i lavori, per tre giorni è stato possibile ascoltare musica e canti di uccelli a volume basso in modo che sia chi transitasse, sia chi si soffermasse in quei locali potesse sperimentare un paesaggio sonoro inaspettato, rilassante e stimolante insieme. Paesaggio sonoro come accoglienza: è uno dei temi trattati, soprattutto nel “gran finale” a cura del filosofo Roberto Barbanti, professore onorario a Paris 8 e autore di un libro fondamentale intitolato Dall’immaginario all’acustinario, recensito su questa rivista.

Le due associazioni che hanno collaborato con l’università all’organizzazione del convegno sono attive da molti anni in questo ambito a livello internazionale e hanno partecipato nelle persone di Francesco Michi e Stefano Zorzanello (FKL) ed Enrico Strobino e Maurizio Vitali (CSMDB). Il convegno stesso si configura come l’edizione 2022 dell’iniziativa Per chi suona il paesaggio , portata avanti da tempo dalle due organizzazioni di cui sopra. Le collaborazioni incrociate hanno permesso nel corso degli anni anche la creazione di una collana di volumi presso Galaad Edizioni (Soundscapes) che ospita gli Atti dei convegni più recenti svoltisi a Castello di Beseno, San Cesario di Lecce, Blois. Un altro spin off è stato il Sound Studies Forum, co-fondato da Alessandra Calanchi insieme a Leandro Pisano, Francis Sosta e Caterina Tomei gruppo interdisciplinare nato da un’esigenza di dibattito interdisciplinare e che si definisce impegnato nella resistenza culturale.

soundscape studies non sono una novità a Urbino, dove da anni si organizzano giornate di studio e passeggiate sonore e vengono pubblicati testi scientifici e divulgativi; ma la novità di quest’anno è stato il focus sulla didattica, che ha portato nelle aule universitarie numerose/i insegnanti di scuola animate/i da una profonda passione (musicale o interdisciplinare). Possiamo confermare, al termine di queste intense giornate, che il nostro progetto comune si basa sulla volontà di scardinare gli assetti disciplinari tradizionali e di mettere suoni, rumori, voci e silenzi al centro di una riflessione condivisa. Concetti quali ecoacustica ed ecosofia si sono coniugati con storytelling e biodiversità, così come il valore pedagogico dell’ascolto (delle persone come dei paesaggi) si è alternato alle esigenze della dimensione estetica. I key note speakers Almo Farina (professore ordinario di ecologia dell’Università di Urbino) e Laura Tedeschini Lalli (professoressa ordinaria di matematica di Roma 3) hanno aperto i lavori in presenza relazionando rispettivamente su “Educare ai suoni come indicatori della funzionalità ambientale e sociale” e su “L’udito e l’ascolto. Alcune considerazioni dalle scienze”, mentre nel corso delle cinque giornate si sono succeduti interventi che spaziano dalle sperimentazioni didattiche in aula (con discenti di ogni ordine e grado) alla musicoterapia, dalla narrazione dei territori al soundwalking, così come si sono succeduti relatori provenienti da diverse professioni (insegnanti, professori, avvocati, musicisti, compositori…). Molta attenzione è stata data ai periodi di lockdown, prima, durante dopo i quali l’attività educativa è continuata, anche se a volte a distanza, producendo notevoli fucine di idee e di sperimentazioni.

Tra gli spunti di riflessione più interessanti e stimolanti mi preme segnalare i seguenti, da intendere come base per proseguire il nostro percorso nel nome di un’autentica interdisciplinarità e di un’educazione permanente e sostenibile:

1, trovare un accordo sulle definizioni, pur conservando la libertà di motivarne l’uso a seconda dei contesti disciplinari e dei casi specifici (es. biofonia/antropofonia);

2, adottare preferibilmente un punto di “ascolto” rispetto al modello egemone retinico;

3, educare non solo all’ascolto (di sé, dell’altro, del paesaggio) ma anche al diritto di essere ascoltate/i;

4, riconoscere e praticare la natura polisemantica del paesaggio sonoro (estetica, ecologica, etica, sociale, politica…);

5, riconoscere nel paesaggio sonoro un patrimonio culturale che è sia conservazione preziosa della memoria sia un laboratorio di progettazione:

6, citare sempre le fonti consultate e conoscere la teoria in base alla quale pratichiamo il suono/l’ascolto.

La sensazione, a lavori conclusi, è quella di una grande passione che anima le diverse professionalità che si confrontano fra loro, a partire dalle/gli insegnanti. Una passione che ci auguriamo possa portare a trasformare queste poche giornate in un vero e proprio tavolo di lavoro per costruire un progetto interdisciplinare condiviso, dinamico ed efficace, che sappia guardare al passato ma che costruisca futuro.


Qui alcuni podcast e interventi http://www.paesaggiosonoro.it/incontro2022/podcast.html

Qui lo streaming delle tre giornate in presenza www.uniurb.it/live



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