Sanità: scelte distruttive

La direzione a Lentini è per dismettere nel tempo i locali di Piazza Aldo Moro per fare cassa, impoverire la zona delle piccole attività commerciali e fare implodere l’ospedale per il caos creato.
di Luigi Boggio - venerdì 25 ottobre 2019 - 831 letture

SANITA’ SCELTE DISTRUTTIVE. Quando nel mese di gennaio è venuto fuori il dato che 11 milioni d’italiani che vivono e risiedono in questa nostro amato paese hanno rinunciato alle cure quasi tutti i commentatori sono andati alla ricerca delle possibili cause. Scavando,scavando tra inchieste sul campo e letture di report ministeriali sono emersi alcune criticità che ci portavamo da tempo aggravate da gestioni fallimentari e in qualche caso permeabili al volere mafioso. Il fenomeno delle rinunce riguarda per la stragrande maggioranza anziani e fasce di povertà privi di mezzi, anche soli e abbandonati.

Un dramma umano dentro al girone d’inferno delle lunghe liste d’attesa, al costo dei ticket e alla difficoltà di raggiungere i vari luoghi di prevenzioni e cura sempre più decentrati dai centri delle città. Questi motivi li ritroviamo anche nel nostro distretto sanitario anche se alcune teste pensanti dell’azienda sanitaria provinciale fingono di non vederli o se li vedono vogliono che col tempo possono esplodere per mettere in crisi la struttura ospedaliera.

La quale inizia a dimostrare i primi segni di affaticamento a causa della mancanza di un direttore sanitario stabile per la risoluzioni dei problemi quotidiani che non sono pochi e che dovrebbero essere affrontati in modo sinergico con il responsabile del distretto territoriale, anch’egli provvisorio. Ma non è cosi in quanto non vogliono che l’ospedale faccia un salto di qualità in avanti e che il distretto mantenga l’attuale buon livello.

Tutta l’operazione di trasferire i servizi dell’ex Inam di piazza Aldo Moro va nella direzione opposta con il fine di stressare sempre più la fragile struttura ospedaliera che ha di bisogno anch’essa di cure continue in rapporto al volume degli attuali accessi e che non può sopportare altri carichi. I servizi che vorrebbero trasferire assistono un’utenza che si aggira attorno alle 40 mila unità senza considerare le richieste d’informazioni. Ma se in ospedale abbiamo la sala d’aspetto del pronto soccorso non più adeguata per l’alto numero degli accessi, quella dell’ortopedia si trova ubicata in un corridoio, cari signori corridoio e non un luogo dove si può stare seduti e aspettare il proprio turno senza imprecazioni in tutte le direzioni.

Per non parlare del Centro di prenotazione che si trova all’entrata in una stanza angusta con le persone sempre in piedi dentro e fuori, dei posti macchine insufficienti e degli ascensori che seguono gli umori dei dirigenti per il continuo sali scendi. Bisogna inoltre sapere che manca la vigilanza e che la notte si può girare tranquillamente, anche dormire se uno non sa dove andare.

Ci sono quelli che sfortunatamente non sanno dove andare, ma i dirigenti dell’azienda sanitaria sanno la direzione da prendere. La direzione è verso Lentini per dismettere nel tempo i locali di Piazza Aldo Moro per fare cassa, impoverire la zona delle piccole attività commerciali e fare implodere l’ospedale per il caos creato. Però non sanno che la partita non è chiusa e che non si chiuderà facilmente.Le amministrazioni di Carlentini e Francofonte si sono già fatti sentire manca quella di Lentini distratta dal volo del gabbiano.

Anche le forze politiche e i movimenti se esistono dovrebbero farsi sentire. Mentre gli operatori sanitari non bisogna distrarli dai loro impegni salvo quando arriva qualche potente di turno dispensatore di favori e promesse.



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