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Sanità campana, ma quanto mi costi

In Campania la radioterapia stereotassica costa il doppio che in Toscana.

di Enzo Maddaloni - giovedì 15 giugno 2006 - 4231 letture

"RADIOTERAPIA D’AUTORE"

Così titolava La Repubblica alcuni mesi fà in ordine al fatto che la Regione Campania, nel mese di Novembre 2005 aveva pubblicato sul BURC n. 59 la Delibera di Giunta Regionale n. 1336 del 15 ottobre 2005 con la quale aveva affidato ad un patner privato una gestione sperimentale "pubblico (asl 3 sa 51%) privato (Soc. Malzoni di Agropoli 49%)", con procedura di appalto ed attarverso la deroga di "privativa industriale" un servizio di radioterapia stereotassica riconoscendo ad essa una tariffazione di 9.200,00 euro a target (per ingola neoplasia) con uno sconto successivo del 70% per i successivi cicli di prestazione, allocandola nell’ospedale di Agropoli in provincia di Salerno.

In ogni caso mantenendo un costo tariffario medio per i primo 450 trattamenti di 9.221,00 euro circa.

Tale tariffe risulterebbe quasi il doppio del tariffario nazionale e di alcuni tariffari regionali, come ad esempio la Toscana ed altre regione italiane che hanno indicato una tariffazione a target di circa 4,000,00 euro.

All’epoca, nella mia qualità di segretario provinciale della UIL FPL responsabile della sanità di Salerno (rimosso successivamente dall’incarico), inoltro un esposto alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (SA) competente per territorio, rilevando alcuni vizi e violazioni di leggi nella delibera, oltre a segnalare al Ministero della Salute, all’Istituto Superiore della Sanità ed al Difensore Civico della Regione Campania l’anomala vicenda, proprio alla luce degli elementi di valutazione ricavati dagli allegati alla Delibera di Giunta Regionale della Campania n. 1336 (scaricabile dal BURC sul sito www.regione.campania.it).

Nella sostanza si confermerebbe oltre all’anomala tariffazione regionale che resta, nella media, la più alta d’Italia, anche il fatto che la regione campania autorizza la suddetta gestione sperimentale ammettendo nel caso, la possibilità di derogare dall’evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto privato, giustificando la scelta con la motivazione: "...ai fini della costituzione di una società mista la scelta dei partner privati avviene normalmente attraverso un concorso ad evidenza pubblica tranne che - come previsto dall’art 7 del D.L.vo 157 del 17.03.1995 - non ricorrano i motivi di natura tecnica (privativa industriale - brevetto); artistica (diritti d’autore) o per ragioni attinenti la tutela dei diritti esclusivi, l’esecuzione dei servizi possa venire affidata unicamente ad un particolare prestatore di servizi".... e sostenendo il principio dell’esclusività, con queste motivazioni a giustifica, affida al centro di Malzoni il progetto di sperimentazione per il 49% del valore ed all’ASL 3 SA il 51%.

Letta la delibera e verificato anche il fatto che ne frattempo si vietava l’accesso a questo servizio per le prestazioni di radioterapia ordinarie privileggiando solo l’accesso alle prestazione ad alto costo di sterotassica, causando la necessità, a fronte del fatto che l’altra struttura prubblica di radioterapia dell’azienda ospedaliera di salerno era chiusa per manutenzione, il ricorso da parte dell’utenza all’accesso a pagameto delle prestazioni di radioterapia presso un’altro centro privato e consultato il D.Lgs 30 del 10.02.05 G.U. n. 52 del 04.03.05 codice della proprietà industriale, a norma dell’articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273 ed in particolare gli art 45 comma 4 e art 46 e confortato anche in questa opinione dal parere dell’Ing. Giuseppe Maldera dell’ENEA Brevetti di Roma, contatto a riguardo, ritengo (ed è questo il motivo dell’esposto alla magistartura) che tale procedura violava non solo le suddette norme, in quanto l’art 45 comma 4 del D.Lgs 30/05 prescrive in maniera chiara che : "....Non sono considerati come invenzioni ai sensi del comma 1 i metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico del corpo umano o animale e i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o animale. Questa disposizione non si applica ai prodotti, in particolare alle sostanze o alle miscele di sostanze, per l’attuazione di uno dei metodi nominati". ma, anche il diritto dei cittadini di essere assistito in maniera gratuita e garantendo il principio della continuità assistenziale prevista da un’altra legge.

Quindi, oltre alla strana applicazione tariffaria ed alle motivazioni stesse contraddittorie contenute negli allegati della D.G.R.C. n. 1336/2005 poste a giustifica della scelta del patner privato, rimanevo sempre più convinto che questa delibera era ed è, non solo una violazione delle norme sugli appalti pubblici, ma fondamentalmente è, cosa ancora più grave a mia opinione, una violazione del D.lgs 30 art .45 comma 4 e 46 e per questo dei diritti umani.

Credo che considerare, la radiochirurgia stereotassica come tutti i metodi ed i trattamenti chirurgici o terapeutici del corpo umano o animale, e i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o animale, come prestazione esclusiva "d’autore" o privativa industriale è una chiara violazione delle norme che regolamentano i diritti inalienabili dell’uomo e tutelati dalle norme di riferimento.

Applicare quindi un’esclusività ad una prestazione sanitaria già in uso e riconosciuta a livello mondiale resta un assurdo, pericoloso ed ingiustificabile privilegio sul quale oltre alla magistratura, lo stesso mondo scientifico dovrebbe intervenire a tutela.

Per questi motivi e con convinzione ed in tutta coscienza ritengo porre all’attenzione di tutti una riflessione su questa vicenda affinché sia rimossa immediatamente in Campania una violazione evidente dei diritti umani, un privilegio "esclusivo" che rappresenterebbe un precedente molto pericoloso per tutti i cittadini e per la stessa comunità scientifica, a fronte oggi anche del fatto che ancora una volta sono state sospese le prestazioni ordinarie di radioterapia costringendo l’utenza ancora una volta a migrare per una prestazione sanitaria considerata salvavita.


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Sanità campana, ma quanto mi costi
5 gennaio 2008, di : dr.Massimo ALESSANDRO |||||| Sito Web: Radioterapia nel sud d’italia

Per come si stanno gestendo le cose temo che andrà sempre peggio.Buon anno. dr.Massimo ALESSANDRO www.alessandromassimo.com editor di www.radioterapiaonline.it