Salviamo il Liceo classico
La difesa del Liceo Classico non può che coincidere la rinascita etica e politica della nazione tutta. Solo questo è il percorso che condurrà alla rinascita della totalità viva di una nazione morente tra nichilismo e trasformismo.
Le iscrizioni alle scuole medie superiori si sono concluse e si registra una ulteriore contrazione degli iscritti al Liceo classico, la contrazione è minima, ma è in linea con un decremento perenne. Negli ultimi 10 anni gli iscritti sono diminuiti del 15%. La scelta del Liceo classico è ormai limitata al 5% degli iscritti al primo anno delle scuole superiori. Il Ministero del merito ha annunciato un pronto intervento per contenere il declino.
Nulla è come sembra, e al di là delle affermazioni e delle dichiarazioni in difesa del Liceo classico, quale simbolo identitario della cultura nazionale e occidentale, non si può non constatare che il Liceo classico ha subito da decenni una campagna denigratoria incrociata da parte delle destre e delle sinistre unite nella fedeltà al liberismo, vorrebbe salvarlo, ma in realtà esse hanno lavorato per la sua lenta estinzione.
Le scuole, ormai aziende fallimentari, in quanto producono l’eguagliamento dell’ignoranza, in primis, conservano la direzione se raggiungono i 900 alunni. Per un Liceo classico è missione quasi impossibile, per cui molti licei classici sono stati assorbiti all’interno di scuole con molti indirizzi. Non è un dato secondario, una scuola a prescindere dall’indirizzo, che diviene parte di un polo plurale formativo non può essere accuratamente difesa e sostenuta nella sua specificità formativa. Le energie umane si dividono all’interno di una pletora di problemi e di interne competizioni.
La competizione logora le scuole e mina gli indirizzi meno spendibili sul mercato. La competizione interna rende i docenti incapaci di far fronte comune ai problemi, mentre la competizione tra le scuole favorisce la divisione e la riduzione della formazione a merce di scarsa qualità.
Il Liceo classico per sopravvivere è costretto a negare se stesso e a presentarsi come un liceo accessibile a tutti. Dove il Liceo classico sopravvive con propria ed esclusiva direzione per raggiungere i 900 alunni non si procede ad alcuna selezione, anche minima, e si cerca di trattenere gli alunni in qualsiasi modo.
Si abbassa il livello, per cui sempre meno contenuti e sempre più “attività vetrina”, le quali servono ai docenti per guadagnare un po’ e per liberare il classico dalla tremenda reputazione di “liceo dove si studia tanto”. Pare che studiare con costanza e passione non sia più di moda e sia quasi una patologia da cui guarire; sono altre “le virtù che il mercato apprezza”. La nostra è realtà in cui si disprezza l’impegno e la cura e si esalta la capacità di vendersi in modo flessibile sul mercato. Le discipline che si studiano nel Liceo classico sono uno “scandalo”, in quanto esigono passione disinteressata e pongono quesiti etici.
Tutto questo è trattato con sommo disprezzo, per cui il Liceo classico è percepito come “distante dal mondo”. Che bel mondo! Il risultato finale è una preparazione sempre più fragile e ciò non può che favorire la decadenza, la quale si nutre di numeri e di preparazione inadeguata. Il Liceo classico ha sempre formato studenti capaci di iscriversi ad ogni facoltà, poiché le materie classiche studiate con metodo formano nel carattere e nella formazione. Tutto questo è perso, e ringraziamo pedagogisti e funzionari che hanno adeguato il Liceo classico ai voleri del mercato e della società dello spettacolo ostile al pensiero e ai contenuti, senza i quali non c’è senso critico.
D’altra parte la campagna contro il Liceo classico e la cultura classica in generale è stata martellante. La cultura classica è stata definita maschilista e razzista. Altri hanno gioito della decadenza del Liceo Classico perché classista, altri ancora a gran voce ne hanno dichiarato la morte cerebrale in quanto non rispondente ai bisogni del mercato. Le materie STEM sono esaltate al punto che per reperire iscritti si introducono nel Liceo classico progetti STEM e nei fatti con tale manovra gli iscritti scoprono che la loro passione per le discipline classiche è inadeguata ai tempi e devono forzosamente adattarsi, al nuovo che avanza, sacrificando la loro passione. Poi ci meravigliamo del malessere degli adolescenti… Molte ore sono utilizzate per sostenere progetti di adattamento al mondo.
Bisogna tornare nelle classi per difendere la formazione classica, ma anche la classe è sottoposta ad un attacco senza eguali in nome dell’individualizzazione dell’insegnamento (con classi di 25-30). Ale ore dedicate ai progetti bisogna aggiungere l’orientamento, il PCTO, certificazioni, progetti, seminari, viaggi ecc. Alla fine resta ben poco per le discipline classiche ed esse, di conseguenza, sono rese fragili nella loro funzione formativa. Il Liceo classico potrà ritrovare se stesso se riscopre la serietà, non è una cattiva parola, della sua formazione, la quale da sempre è stata garanzia di qualità, invece si constata altro e questo contribuisce al suo declino, che non è iscritto nelle stelle. Ora che il male è radicato e lo si è reso radicale, si vuole intervenire per “renderlo moderno”.
Si può ipotizzare che l’intervento di ammodernamento sarà in linea con la filiera produttiva e con i desiderata del mercato e ciò potrebbe essere un nuovo balzo verso l’annichilimento degli studi classici. Vi è un dato sempre sottaciuto, noi viviamo in una realtà sociale ed economica ad egemonia anglosassone. La lingua italiana è offesa e umiliata dal giornalismo, dai pedagogisti e dagli accademici che hanno introdotto l’angloitaliano.
L’odio furente contro la tradizione classica di una nazione senza progettualità e pronta ad adattarsi alla globalizzazione, malgrado sia ormai sconfitta e superata, conduce al disprezzo verso la memoria e verso le istituzioni che la trasmettono.
ll declino del Liceo classico è sintomatico del nichilismo che logora le fondamenta la nazione, la quale ormai è senza identità e progettualità, è come acqua, prende la forma del padrone di turno.
La difesa del Liceo Classico non può che coincidere la rinascita etica e politica della nazione tutta. Solo questo è il percorso che condurrà alla rinascita della totalità viva di una nazione morente tra nichilismo e trasformismo. Liceo classico, aperto a tutti, ma al fine di elevare la formazione di ciascuno, solo in tal modo il Liceo classico e la scuola potranno riprendere il suo percorso di formazione comunitaria e solidale. Tutto il sistema formativo è in pericolo dopo decenni di totalitarismo liberista e di questo dobbiamo prenderne atto.
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