Sallusti: «Mi sono sentito una merda»

Primo sciopero al NYT ‒ Meloni la decima donna più potente ‒ Proibite le riprese dei migranti a Salerno ‒ Tre miliardi di persone senza internet ‒ La parola più ricercata su Google ‒ Italiani allarmati per odio sui social

di Adriano Todaro - mercoledì 14 dicembre 2022 - 2803 letture

AUTOACCUSA DI SALLUSTI: «MORALISTA CRETINO» ‒ Giovedì 1 dicembre il sito Dagospia pubblica due foto in cui si vede Pierluigi Bersani che fa spesa in un negozio Louis Vitton. L’indomani mattina sulla prima pagina, Libero pubblica questo titolo: «Ciao poveri, Bersani fa spese da Louis Vuitton». Occhiello: «Pauperista a parole». Dopo una settimana Sallusti si pente a seguito di uno scritto che gli ha inviato Bersani: «Nulla da obiettare, ognuno fa il suo mestiere come ritiene. Dispiace solo di vedere rovinata la sorpresona di Natale per mia moglie». A questo punto Sallusti fa come Fantozzi e si pente: «Mi sono sentito una merda come poche volte in carriera… Solo un moralista cretino avrebbe potuto fare ciò che ha fatto». Il condirettore di Libero, Pietro Senaldi, nel momento della pubblicazione delle foto di Bersani, aveva scritto: «Non bisogna mai mischiare il lavoro e la vita privata. Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd, lo ha capito alla perfezione: in tv difende i poveri, in privato va a fare la spesa da Louis Vuitton. Abbiamo capito perché difendeva la signora Soumahoro, che non pagava i dipendenti ma viveva nel lusso. Quelli di sinistra ovviamente hanno il diritto di guadagnare e di spendere, da politici hanno anche il diritto di dire balle per raccogliere voti. A Bersani va sempre male: faccia un regalo di Vuitton a tutti i poveri italiani così ne uscirà in gloria». Sono proprio una merdaccia!

SALERNO: PROIBITE LE RIPRESE ‒ Dopo Catania, Salerno. La prefettura di questa città, in occasione dell’arrivo di una nave di migranti l’11 dicembre, aveva comunicato che i giornalisti avrebbero potuto seguire le operazioni sostando in un’area dedicata. E che non sarebbe stato consentito effettuare riprese filmate e fotografiche «in considerazione anche della presenza di minori». Ancora una volta si proibisce il diritto-dovere d’informare. La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti della Campania hanno protestato con un comunicato: «Ferme restando le esigenze di sicurezza, ai giornalisti, ai quali fra l’altro viene chiesto di accreditarsi, deve essere consentito di fare il loro lavoro. La tutela dei minori che si trovano sulla nave non può diventare il pretesto per vietare le riprese filmate e fotografiche, visto che le norme deontologiche della professione giornalistica prevedono precisi obblighi a tutela dei minori stessi, ai quali tutti i cronisti devono attenersi». Un ripasso dell’art. 27 della Costituzione sarebbe importante.

CIRCA 3 MILIARDI DI PERSONE SENZA INTERNET ‒ Sono 2,7 miliardi le persone al mondo che non hanno accesso a internet. Le donne, malgrado siano quasi la metà della popolazione mondiale stanno peggio. Solo il 63% delle donne ha utilizzato Internet nel 2022, rispetto al 69% degli uomini. Il divario di genere è ancora più preoccupante nei Paesi a basso reddito, dove il 21% delle donne è connesso, rispetto al 32% degli uomini, una cifra che non è migliorata dal 2019.

RICERCHE GOOGLE ‒ Nel 2022 la parola maggiormente ricercata in Google è stata «Ucraina». Al secondo posto «Regina Elisabetta» e, al terzo, nuovamente la guerra con la ricerca «Russia-Ucraina».

MELONI, LA SETTIMA DONNA PIÙ… ‒ Secondo Forbes, Giorgia Meloni è la settima donna più potente del mondo. Così scrive la rivista Usa economica: «Come capo del governo italiano più a destra dalla fine della Seconda guerra mondiale, Meloni è una figura controversa, il cui futuro politico rimane incerto. Ciò nonostante, il suo successo rappresenta una conquista per la leadership femminile, se non altro perché è l’unica donna alla guida di un paese del G20». Nella classifica, davanti alla presidente italiana, ci sono la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, quella della Banca centrale europea, Christine Lagarde, e la vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris. Una donna italiana non aveva mai occupato le prime dieci posizioni. Nel 2017 Federica Mogherini, all’epoca alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, era stata 17esima.

ITALIANI ALLARMATI ‒ Oltre il 70% degli italiani è allarmato dall’attuale diffusione di discorsi e atteggiamenti d’odio sui social network. Solo 3 cittadini su 10 si dichiarano poco o per nulla preoccupati. Inoltre il 68% è preoccupato dalla possibilità d’incorrere in notizie false, e 2 italiani su 3 dubitano spesso delle notizie viste o lette in rete. È quanto emerge da un’indagine condotta dall’Istituto Demopolis – per Oxfam Italia – su un campione di oltre 4.000 intervistati, rappresentativo della popolazione maggiorenne. I cittadini dubitano di alcune informazioni ma, nella pratica, cedono al gusto della condivisione: al 41% capita d’inoltrare ad amici o conoscenti notizie che ritengono interessanti o sorprendenti (immagini o video), senza verificarne preventivamente l’attendibilità. E solo una minoranza è solita controllare l’esattezza di una notizia ricevuta, cercando conferma da altre fonti. Oltre 8 italiani su 10 hanno intercettato notizie quali ad esempio: “L’immigrazione aumenta l’insicurezza e la criminalità” (88%); “L’Italia ha fatto entrare molti più immigrati degli altri Paesi europei” (74%). Si tratta spesso di notizie false: negli ultimi dieci anni, a fronte di un progressivo aumento della presenza straniera, è diminuito sia il numero assoluto di stranieri detenuti che il tasso di detenzione, che è passato dallo 0,71% del 2008 allo 0,34% del 2020; quanto alla seconda notizia, nel 2021, in Italia hanno chiesto asilo 53.610 persone (0,09 % della popolazione), contro le 65.295 della Spagna (0,14%), 120.685 della Francia (0,18% della popolazione), 190.545 della Germania (0,23% della popolazione).

PRIMO SCIOPERO AL NYT ‒ Per la prima volta da 40 anni il New York Times è sceso in sciopero per 24 ore. L’ultima volta che avevano scioperato è stato nel 1981, quando i lavoratori si fermarono per sei ore e mezzo. I dipendenti (1.100 giornalisti e altri) chiedevano un aumento di salario medio del 5,5%; la direzione aveva risposto con il 3%. Recentemente il quotidiano ha acquistato per 550 milioni di dollari la testata sportiva The Athletic. Entro fine anno, per il NYT, sono previsti profitti operativi tra i 320 e i 330 milioni di dollari.


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