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S&G n. 251 - Falò&Falò

Il termine falò implica l’uso del fuoco e come succede per altri eventi può essere usato a fin di bene ma spesso anche per distruggere. Il fuoco secondo una antica leggenda ci fu donato da Prometeo che pagò caro l’aver disobbedito a Zeus, il dio degli dei che imperava millenni fa. Ed oggi?

di Franco Novembrini - mercoledì 17 gennaio 2024 - 889 letture

Il giorno 17 gennaio, Sant’Antonio, era uso che in molte parti dell’Italia contadina fino a meno di una trentina di anni fa, si accendessero dei falò che avevano ila duplice funzione di bruciare stoppie e legname vario e spargere la cenere nei campi a scopo fertilizzante e poi come rito portafortuna in quanto ci si liberava delle cose vecchie augurandosi buoni raccolte di frumento ed altri prodotti della terra.

Falò buono - Devo ammettere la mia grande e gradita sorpresa alla notizia che nella ricorrenza del santo la Casa dei Popoli di VLS1929 abbia organizzato per un intero pomeriggio giochi per bambini e somministrazione di cibarie varie adatte alla stagione fredda e verso sera uno spettacolo con giochi di fuoco eseguiti da artisti ed infine un incendio di luci che illuminerà la piazza Martiri della Libertà e quindi anche il Palazzo comunale. Che dire? Una bellissima idea alla quale auguro un seguito negli anni a seguire. C’è da notare che gran parte della manifestazione sarà dedicata ai bambini ed alla loro educazione riguardo al buon uso del fuoco. Un bravo agli organizzatori.

L’altro Falò - Il giorno 21 gennaio si prospetta la possibilità che sia acceso un altro falò che ad essere buoni definirei come un famoso libro di Tom Wolfe "Il falò delle vanità". Il paragone riguarda solo il titolo anche se a morire oltre la vanità è un giovane nero americano investito dal potente di turno. Spero che gli organizzatori di questo infausto rogo si ricordino che accenderlo giorni dopo la ricorrenza alla quale è dedicato non mi pare molto sentito come festa per un santo, poi usare poi legname di dubbia e pericolosa provenienza non credo sia una buona idea. Al limite forse si potrebbe derogare dal divieto della Regione Lombardia, perché esiste ancora un divieto, avendo il parere favorevole di qualche esperto o circa la qualità dell’aria, magari da parte dell’Arpa di Monza ed infine tener conto che siamo in piena pandemia di malattie stagionali e che un ulteriore inquinamento non è certo raccomandabile per persone anziane e deboli. Avete in mente le raccomandazioni della Protezione civile durante qualsiasi tipo di incendio. Ecco ricordatevele.

Scontri Titanic(i) elettorali - In questi giorni ho letto con divertimento puro le dichiarazioni dei due prescelti (!?!) dalla lista che guida ancora la Junta cittadina. Il livello poi delle polemiche e, chi segue questa rubrica, sa che covavano già perlomeno da un anno ora stanno emergendo. Qualche esempio è tutto un dire che è stato un decennio di concordia ed efficienza ma che bisogna cambiare molte cose e qui le promesse dei candidati divergono non poco. Poi i termini usati sono di una certa banalità quali quello di ascoltare le proposte dal basso. Le proposte non sono né basse né alte, meno che non si riferisca ad un ricevente che sta in alto, poi il riferimento agli umarell riferito a chi fa delle critiche è veramente spassoso detto da chi aspira a scalare la poltrona di sindaco. Insomma un giulebbe che dovremo sorbirci ancora per qualche mese. Per chi votare? Buio fitto e credo che se non ci fosse l’abbinamento alle elezioni europee l’astensione sarebbe la grande vincitrice. Alla prossima!


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