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S&G n. 211

Affetti da cartellopatia

di Franco Novembrini - mercoledì 19 aprile 2023 - 822 letture

Credo che qualche assessore della Junta sia affetto da cartellopatia, cioè di far piantare cartelli ovunque e comunque. Ovunque in quanto dopo le assurde previsioni che la buona stagione porterà frotte di smaniosi villeggianti fuori porta assalteranno i treni che portano alla stazione di VLS1929 per accedere al Parco di Monza e la cartellonistica gli farebbe fare un tragitto che passando dal centro del paese li farebbe poi entrare nel Parco da tre possibili ingressi, quello che lo traversa, viale Cavriga, con traffico di auto situato ad Est ed altri due pedonali che sarebbero distanti dalla stazione FS più di un chilometro benché in linea d’aria la distanza sia meno della metà.

Faccio alcune osservazioni: la prima riguarda i flussi, chi vuol andare a godersi per una mattina o un pomeriggio i l fresco dei 7 milioni e mezzo di mq del Parco potrà farlo specialmente il sabato e la domenica in quanto negli altri giorni normalmente si laora ed è una speranza vana che possa vedere aperte botteghe (*) e ville che saranno tutte chiuse. Poi sembra una pia illusione che ci sia tanto interesse a vedere un paese che nei week end è praticamente vuoto in quanto i cittadini residenti o sono al Parco od in altri paesi con preferenza Monza. Altra gabola sono le soluzioni proposte che vanno da un sottopasso ad un sovrappasso che in scala somigliano ai progetti del ponte sullo Stretto e ne avrebbero, sempre in scala, i costi e i tempi di realizzazione. A questo vorrei aggiungere che il sottopasso comporterebbe poi una sorveglianza particolare in quanto, come nelle stazioni vicine tali sottopassi diventano spesso dormitori, luoghi di spaccio e di aggressioni. Il sovrappasso è una pia illusione in quanto non si riesce a risolvere il problema dello scalino che il Besanino, unico tipo di treno che si ferma nella nostra stazione ha uno scalino di 40-50 cm che impedisce la salita e la discesa di anziano e di coloro che hanno un bagaglio pesante o di chi ha una carrozzina per bambini,per non parlare di chi purtroppo, deve usarla per spostarsi. Figuriamoci fare un ponte, aridaje, che scavalchi i binari.

(*) Chiamo botteghe i negozi e bottegai chi li gestisce perché il termine è stato usato in un articolo dal titolo "Bottega che vieni, bottega che vai" comparso sull’house organ della Junta cittadina. Ma per i cartelli comunque ci sono altre prove che dimostrano la cartellopatia. Nel mio quartiere, il celeberrimo San Fiorano, esiste un terreno comprensivo di un parcheggio per auto e tir ed un campetto giochi e credo che ad occhio, inesperto, le dimensioni siano di 120 per 50 metri, in questo spazio sono piantati più di 20 cartelli esclusi quelli stradali e sono sparsi ovunque. Debbo precisare che non tutti i paletti reggono appunto un cartello perché oltre alla stranezza di non metterne due o tre per paletto orientati per essere visti dagli interessati succede che in quattro o cinque casi gli incaricati hanno tolto quelli obsoleti, cioè che indicavano per esempio giorno ed orario del passaggio della spazzatrice, hanno tolto il vecchio cartello ed hanno piantato un altro paletto che regge quello nuovo. Un paio sono stati piantati dietro quelli vecchi e le betulle che li dividono hanno il vizio di fiorire e quindi nasconderlo. Poi ci sono quelli che non tengono conto che un tir ha delle sporgenze e parcheggiando o ne abbatte alcuni o li fa sembrare la torre di Pisa. Ovviamente ho delle foto ma se qualcuno volesse controllare de visu dopo che i lavori non solo della cartellonistica, se vengono eseguiti con serietà e competenza in quanto costano alla collettività e se malfatti possono essere dannosi o ridicoli non sarebbe una cattiva idea.

Comitato circonvallazione Est - Uno dei più antichi comitati della nostra cittadina sta ancora aspettando soluzioni alla circolazione ed ai parcheggi nella zona est. Da anni e da diverse amministrazioni sono state fatte promesse alle proposte, più che costruttive del comitato, che voleva la bonifica di un boschetto in una zona strategica e che avrebbe potuto ospitare un giardino dove sostare e fare attività fisica ma soprattutto risolvere il problema dei parcheggi per gli abitanti della zona. Fra le proposte mi è piaciuta molto quella di fare un bosco di piante di gelso per portare alcune classi di scolari ad imparare che il prezioso filo di seta che tanto ha aiutato l’economia brianzola nasceva si dai bachi che venivano nutriti dalle foglie del gelso. Forse qualche ragazzo pensa che la seta sia prodotta nei supermercati. Faccio gli auguri che riescano ad ottenere un risultato che attendono da anni. Mancano 12 mesi e mezzo alle elezioni.


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