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S&G n. 194

Da VLS1929: Taglio di nastro (3)

di Franco Novembrini - mercoledì 14 dicembre 2022 - 1865 letture

Quando si è in carenza di notizie settimanali un taglio di nastro, di tricolor fasciato, può sempre essere un aiuto. Questa settimana dopo varie "annunciazioni" finalmente l’assessora al verde ha potuto dare il via ai lavori di piantumazione del Giardino della biodiversità e le foto sui giornali e sui social ritraggono dei volenterosi volontari che si dedicano a zappare piantare alberelli per una iniziativa lodevolissima che spero abbia miglior sorte di quelle delle precedenti piantumazioni degli anni precedenti.

So di essere ripetitivo ma vorrei sapere a quali conclusioni sia arrivato l’agronomo che la Junta ha reclutato per stabilire lo stato di salute del verde cittadino e magari anche sulle cause della essicazione di numerosi alberelli messi a dimora un anno o due fa. Ovviamente non accetto che si parli solo della mancanza di pioggia e quindi scarsità di acqua in quanto giusto la siccità avrebbe dovuto allarmare gli addetti alla manutenzione e di conseguenza avrebbero dovuto adottare le misure necessarie contro la essicazione delle piante, cioè un innaffiamento mirato non dispersivo. Le ragioni per tale trattamento sarebbero stati oltreché di estetica anche di ragioni economiche in quanto le piante hanno un costo a cui si aggiunge anche quello della messa a dimora e successivamente costa anche l’eventuale taglio e lo smaltimento.

Vorrei inoltre che il verde fosse "democratizzato" in quanto abbiamo visto che piante centenarie si possono sostituire con delle piazzole di cemento, altre situate in piazze come i bagolari di piazza Europa, chiamati anche Spaccasassi, per la loro resistenza alle ingiurie del tempo e di quelle umane, vengono salvate e trasferite in altri siti e molte altre nelle periferie lasciate all’incuria. Una particolare attenzione poi andrebbe usata sul tipo di pianta da mettere a dimora e non continuare c on le Betulle bianche che vanno bene in zone fredde di montagna e con i prevedibili cambiamenti climatici sono destinate a rinsecchire ed a perdere rami che diventano pericolo a seconda della loro collocazione. Speriamo che il TPAE (Tavolo permanente ambiente ed ecologia) stabilisca dei controlli sulla manutenzione del verde e della diversità facendo opera di conoscenza per i giovani facendo loro conoscere piante come il farro e l’orzo, nelle loro numerose versioni, ora ridotte a mangime per animali, hanno sfamato per centinaia di anni intere popolazioni, prima che fossero portati dalle Americhe il mais e le patate.

LA FIBRA SFIBRANTE - Numerose segnalazioni di cittadini lamentano di buche e inciampi su strade marciapiedi ed alcune dicono che segnalarle agli uffici comunali non serve niente perché non rispondono. Alcuni sostengono che la colpa, se di colpa si può parlare, sia dovuta ai lavori per la fibra ottica. Ora la mitica fibra ha sfibrato veramente perché è da anni che se ne parla ma pochi l’hanno vista. Quello che meraviglia è il fatto che si autorizzi lo scavo necessario per la posa del cavo e poi, per una ragione o per un’altra, i lavori non vadano avanti e il disagio persista. Come si fa a iniziare un lavoro se non vi ha la certezza di avere i materiali per completarlo? Intendo che l’avanzamento potrebbe essere fatto per la tratta della quale si è certi di poter completare, sarebbe come voler asfaltare una strada e prepararla per poi accorgersi che manca l’asfalto. L’esempio è volutamente allusivo circa lo stato di alcune tratte delle nostre strade. Una segnalazione dice che dove è stato posato il cavo della fibra è stato poi asfaltato ma come dice un proverbio "la toppa è peggio del buco".

BUIO ASSOLUTO - Ancora buio assoluto sui lampioni che da settembre sono spenti sul sovrappasso di via Fratelli Bandiera. Silenzio sulle ragioni di tale disservizio. Ai pericoli del buio nelle ore mattutine ora si aggiunge anche quello che un pezzo di strada non illuminata è soggetta a ghiacciare, quindi pedoni, biciclette e monopattini che percorrono il marciapiede possono cadere giusto a causa della strada ghiacciata e non illuminata. Cosa si aspetta che qualche cittadino si faccia male? Il consiglio è che in questo caso si agisca per vie legali contro i responsabili dell’incuria


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