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S&G n. 182

Da VLS1929. Ritorno al presente

di Franco Novembrini - mercoledì 21 settembre 2022 - 1025 letture

Dopo le calure estive che qualcuno additava quale causa dei dissidi che si sarebbero attenuati con le prime frescure ha sbagliato. A VLS1929 sono riprese le diatribe delle quali cercherò di fare un elenco:

LA SPERANZA - La Speranza è quella cooperativa che per una ventina di anni ha lodevolmente assolto, anche economicamente, il servizio di accompagnamento dei disabili alle strutture di riabilitazione e che da un anno ha dovuto fare i conti con i diversi bandi che la Junta cittadina ha fatto e che l’hanno esclusa dal proseguire il servizio. Ora dopo un ricorso al Tar che temporaneamente lo ha dichiarato irricevibile si attende una seconda udienza per il 29 novembre, praticamente nel nuovo anno. Ora i ragazzi disabili di tutto possono avere bisogno ma non certo delle lungaggini burocratiche. Era proprio impossibile invece dell’art. 4 del nuovo bando parlare con i genitori dei giovani e chiedere loro se erano soddisfatti del servizio de La Speranza e se c’era qualcosa di cui lamentarsi? Speriamo che qualcuno pensi più ai ragazzi che ai codicilli.

AUTOREFEZIONE - La preside delle scuole del paese si è dichiarata contraria, in base al Regolamento, che alcuni studenti possano portarsi per volere dei genitori il cibo da loro preparato e consigliato da casa. Lo scorso anno i "renitenti della schiscetta" furono relegati in locali separati dalla mensa che era a disposizione esclusiva della ditta fornitrice dei pasti. Il motivo del contendere tocca, secondo me, la libertà dei genitori degli alunni di fornire ai loro figli una alimentazione loro ritengono opportuna e non debbono per questo vedere i propri figli essere divisi in un momento conviviale importante per la socializzazione, almeno secondo educatori come Danilo Dolci, don Lorenzo Milani e la scuola di Barbiana, Aldo Capitini ed altri. Non credo che avrebbero usato il Regolamento e dividere in certi momenti topici gli alunni. Se poi ci mettiamo anche la diatriba in atto con il sindaco il quale fa notare che le decisioni in tal senso sono state prese tenendo all’oscuro la Junta, non è un bel sentire. Trovare un accordo non è proprio possibile ricordando che anche gli alunni hanno il diritto di stare insieme nello studio, nella ricreazione e nel mangiare.

SCUOLA TAGLIABUE - Non vorrei montarmi la testa e credermi il Mago Otelma ma l’altra settimana scrivevo che su un preventivo previsto per l’abbattimento e la ricostruzione della scuola sarebbero serviti 3 milioni e 600 mila euro prevedevo che dati i rincari e la scarsità dei materiali si doveva parlare di 4 milioni e di tempi di costruzione più lunghi. Questa settimana su un settimanale riporta la notizia che la cifra è già lievitata oltre i 4 milioni. Allora come un pokerista rilancio: perché non parlare di 5 milioni come cifra prevedibile? Io comunque non ho mai giocato a poker, a scanso di equivoci. Le opposizioni finalmente si sono fatte sentire chiedendo di vedere i conti e chiedendo a gran voce che la scuola sia costruita in altra zona che non sia il centro, cosa che aiuterebbe a diminuire il traffico e la disponibilità di parcheggi. Credo però che anche in questo caso siano state prese decisioni irrevocabili, a norma di Regolamento e codicilli vari, s’intende.

SPEGNERE I LAMPIONI - Una proposta che mi trova parzialmente d’accordo è quella di spegnere i lampioni per risparmiare. Sarebbe meglio che prima si facessero controlli su alcune stranezze che si verificano a San Fiorano e forse anche in altri quartieri dove gruppi di lampioni restano accesi anche quando la luce del giorno è più che sufficiente, mentre altri si spengono una mezz’ora prima. Si potrebbe risparmiare inoltre se si vedessero più impianti fotovoltaici anche sui lampioni, magari a scapito di qualche telecamera, parlante o meno. Sono d’accordo nel risparmiare e spero che i locali del Comune o di altri edifici comunali diano il buon esempio spegnendo luci e caloriferi quando i locali non sono usati anche perché i locali del Municipio furono costruiti nel 1929 e sono molto costosi in quanto hanno le volumetrie che si usavano allora. A proposito di sprechi il Caranchione o tensostruttura che dir si voglia, quanto ci costa mantenerlo anche inattivo? Rsvp.


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