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S&G n. 164

Da VLS1929. Le divisioni a scuola

di Franco Novembrini - mercoledì 11 maggio 2022 - 959 letture

Questa settimana vorrei congratularmi con i genitori del consiglio di Istituto di VLS1929 con il sostegno di "I genitori di AssoGen" e "Tempo mensa 2.0" che hanno indetto una raccolta di opinioni e consigli per migliorare il servizio di refezione scolastica e per migliorare il tempo mensa a scuola. Al di là dei risultati dell’iniziativa io resto dell’idea che il tempo della mensa a scuola sia oltreché una libera scelta di ciò che gli studenti debbano mangiare, è quella che i locali siano usufruibili da tutti, sia quelli che per scelta o per necessità familiari hanno scelto di servirsi dei cibi confezionati da una ditta di ristorazione e gli altri, quelli della schiscetta.

Quello che non mi torna è il fatto che in uno dei momenti topici di socializzazione, quello conviviale, i giovani siano separati a seconda delle scelte che i genitori hanno fatto, secondo le loro necessità. Oltretutto che la cosa sia fatta nell’ambiente scolastico nella storia che viene insegnata, si può notare diversità e problemi di ogni tipo sono state risolte nei momenti conviviali. Abituare gli studenti a condividere gli stessi locali mi pare oltremodo unificante. Spero che i comitati riescano a convincere la Junta a sostenerli nelle loro scelte. Vorrei che qualcuno dei meno giovani si ricordasse quando a scuola si andava in classi separate ma non solo fra ragazzi e ragazze, ma anche per censo. Io per esempio sono stato allievo di un maestro dei poveri e un ex deportato IMI, cioè un militare che non aderì al nazifascismo ed al quale, nel dopoguerra furono assegnate classi di figli di operai e disoccupati. Chiedo scusa per la divagazione, ma forse sarà per questo, che non mi piacciono le divisioni.

Una notizia dell’altra settimana, riportata da alcuni quotidiani nazionali, i quali hanno scritto che l’amministratore della Pellegrini spa, ditta che attualmente gestisce anche la mensa scolastica cittadina, oltre a numerosi comuni nella Brianza, di essere indagato per "turbativa d’asta" e riportano che il dirigente si sarebbe congratulato per il risultato della gara con il sindaco di Mediglia, il fatto è che la telefonata sia stata fatta alcuni giorni prima della conclusione della gara. Le mense in Lombardia funzionano indubitabilmente ma certo che in alcuni casi si debba stare attenti agli assegnatari. Pare, ripeto pare, che in alcuni casi siano stati usati anche biglietti omaggio per gli stadi per ingraziarsi alcuni dirigenti comunali. Spero non sia vero.

Cambiamo nome alle strade - Alcuni gestori di bar si sono lamentati perché nel circa mezzo chilometro di strada fra via Confalonieri e via Da Vinci, ci sono circa 10 bar o pasticcerie, con il risultato che un tale affollamento non giova certo al buon andamento degli affari ed alla diversificazione dell’offerta commerciale. Essendo nato in un paese nel quale malgrado gli sforzi del Comune per dare nomi altisonanti ad alcune vie cittadine gli abitanti hanno sempre risposto picche riuscendo a salvare i vecchi nomi come via dell’oro, via dell’amore, piazza padella e vicolo sotto zizzoli, proporrei che se non diminuisce la densità dei bar di chiamare quel tratto di strada "via del Caffè", come del resto sono i nomi di molte corti e cortili che ne indicano storicamente la funzione e che in paese si possono leggere nelle targhe di vecchi edifici e che piacciono assai.

La prossima settimana - La prossima settimana scriverò della difficoltà di comunicazione con il Comune e delle segnalazioni che finiscono nel nulla.


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