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Rugby: morto Massimo Cuttitta

di Redazione - domenica 11 aprile 2021 - 544 letture

Massimo Cuttitta è morto a causa del Covid-19, aveva 54 anni e 70 presenze in Nazionale. La Federazione Italiana Rugby (FIR) ha fatto sapere che, a causa di complicazioni legate al Corononavirus, l’ex pilone sinistro azzurro è morto all’ospedale di Albano Laziale (Roma). Nella nota si evidenzia "lo sgomento" di tutta la Federazione e dell’intero movimento rugbistico nazionale per la morte di "Maus". Era nato a Latina ma si era trasferito, al seguito dei genitori Nunzia e Carlo, originari di Napoli, a Durban, in Sud Africa dove aveva cominciato a giocare a rugby al pari del gemello Marcello, ala e miglior marcatore nella storia azzurra e al fratello maggiore Michele, benché quest’ultimo solo a livello dilettantistico.

Cuttitta è stato uno degli uomini-simbolo della Nazionale del Ct Georges Coste che, negli anni ’90, ha portato l’Italia nel torneo che divenne il Sei Nazioni. In azzurro Massimo Cuttitta, aveva messo insieme 70 presenze tra il 1990 e il 2000 prendendo parte ai Mondiali del 1991 e del 1995. Assieme al gemello Marcello giocò il match della storica vittoria dell’Italia sulla Francia nella finale della Coppa Fira nel 1997 a Grenoble contro la Francia. Da giocatore aveva indossato le maglie di L’Aquila, Amatori Calvisano, Milan (con cui aveva vinto 4 scudetti), degli Harlequins londinesi e della Rugby Roma come allenatore-giocatore, venendo selezionato anche per i Barbarians. Conclusa l’esperienza d’Oltremanica, aveva ricoperto il ruolo di giocatore-allenatore per numerosi club italiani - Bologna, Rugby Roma, Alghero e Leonessa - prima di approdare come tecnico degli avanti ad Edimburgo e, da lì, alla federazione scozzese. Più recentemente, aveva messo la propria esperienza di allenatore della mischia al servizio di Nazionali emergenti come Romania, Canada e Portogallo, svolgendo incarichi di consulente per i rispettivi staff tecnici.

Aveva poi lavorato come tecnico negli staff delle nazionali di Scozia, Canada, Romania e Portogallo. Venerdì 9 aprile, sempre all’Ospedale di Albano Laziale, era morta la madre Nunzia, anche lei colpita dal Covid-19. Una decina di giorni fa le condizioni di salute di Massimo Cuttitta e della madre si erano aggravate ed erano stati ricoverati in terapia intensiva ad Albano. Dopo la morte della madre, c’è stato un peggioramento delle condizioni dell’ex rugbista azzurro la cui imponenza fisica non facilitava la situazione. Nel tardo pomeriggio di oggi, la scomparsa che ha addolorato oltre al mondo del rugby italiano anche quello internazionale in cui Massimo Cuttitta era molto stimato. Il Presidente della FIR Marzio Innocenti ha dichiarato: "Non abbiamo avuto la possibilità di condividere la maglia azzurra, ma l’amore per i nostri colori aveva costituito tra noi un forte, naturale legame. Cuttitta non è stato solo un incredibile servitore del rugby italiano ed un eccellente interprete del ruolo di pilone sinistro, ma anche un apprezzato ambasciatore del nostro movimento all’estero". In memoria di Cuttitta il Presidente federale ha disposto che un minuto di silenzio venga osservato nel prossimo fine settimana prima del calcio d’inizio degli incontri del Campionato Italiano Peroni TOP 10.

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