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Roma, Valditara contestato dagli studenti: nel mirino la riforma degli istituti tecnici

Articolo di Salvatore Toscano (L’Indipendente)

di Redazione - venerdì 24 aprile 2026 - 961 letture

«Valditara fuori dal Galilei». Con questo striscione è stato accolto a Roma il ministro dell’Istruzione, arrivato all’istituto Galilei per un incontro con le consulte studentesche nazionali. L’intervento di Giuseppe Valditara è stato interrotto dal collettivo “Franco Bruni”, che ha contestato la riforma degli istituti tecnici approvata dal governo Meloni. «Non accettiamo le sue passerelle politiche» — scrivono gli studenti, definendo Valditara come «l’architetto di una riforma che punta a privatizzare gli istituti tecnici, smantellando il diritto allo studio in favore di logiche aziendalistiche». La misura approvata nel 2024 ha introdotto per le scuole superiori un percorso di quattro anni, seguiti da un biennio negli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy).

Ieri il ministro Valditara ha incontrato le consulte studentesche nazionali all’istituto Galileo Galilei di Roma. Mentre l’esponente leghista del governo Meloni stava parlando della necessità di superare la distinzione tra licei e istituti tecnici — con l’auspicio di poter parlare presto di «licei alberghieri» — il collettivo “Franco Bruni” ha messo in scena una contestazione. Valditara è stato accusato di «ignorare le reali necessità degli studenti» e di «star privatizzando la scuola». Nello specifico, gli studenti hanno criticato la riforma “4+2” introdotta dal governo Meloni nel 2024. Gli istituti tecnici hanno così avviato dei percorsi “intensivi”, basati su 4 (e non più 5) anni di scuola, seguiti poi da un biennio negli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy). Il ministero dell’Istruzione li definisce «scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica post diploma che permettono di conseguire il titolo di tecnico superiore», fondendo «politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali». In altre parole, gli ITS danno continuità al filone della scuola-lavoro, introducendo gli studenti nelle aziende a suon di stage e tirocini non retribuiti.

«Non accettiamo le sue passerelle politiche — scrive il collettivo Franco Bruni — e non dimentichiamo, inoltre, la dura repressione del dissenso messa in atto all’inizio dell’anno scolastico: un tentativo di mettere a tacere chiunque, all’interno delle scuole, abbia avuto il coraggio di alzare la voce per denunciare il genocidio in corso in Palestina». A dicembre il ministero presieduto da Valditara ha inviato gli ispettori nelle scuole che avevano precedentemente ospitato la Relatrice Speciale dell’ONU Francesca Albanese. Poche settimane prima era stato anche vietato un corso di formazione per la pace e contro il riarmo organizzato dall’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università. Ancora, nel 2024, il ministero ha emesso una circolare in cui chiedeva alle scuole di sanzionare e bocciare gli studenti protagonisti di un’occupazione scolastica.


Questo articolo di Salvatore Toscano è stato diffuso da L’Indipendente, 24 Aprile 2026.



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