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Roberta Giuffrida al Festival Siciliano del Libro

La fotografa catanese è stata tra gli ospiti della prima giornata dell’evento letterario che si sta tenendo a Nizza di Sicilia (Me) fino a domenica 5 settembre

di Piero Buscemi - sabato 4 settembre 2021 - 1193 letture

Sì è conclusa ieri la prima giornata delle tre totali del Festival Siciliano del Libro, la manifestazione letteraria organizzata nella Piazza Azzurra del lungomare di Nizza di Sicilia, nel messinese, messa in piedi dalla poetessa Alice Molino con la collaborazione della nostra testata giornalistica Girodivite e con il patrocinio del Comune.

Tra gli ospiti che sono saliti sul palco, anche l’autrice catanese Roberta Giuffrida con il suo "Perduti luoghi ritrovati. Poggioreale antica", il libro fotografico edito da ZeroBook sul terremoto del 14 gennaio 1968 che distrusse il territorio del Belìce che comprende Poggioreale, oltre a località note come Salaparuta, Gibellina e Santa Margherita del Belice.

L’autrice ha vinto il Primo Premio del Concorso "Un luogo per ZeroBook" con la fotografia che fà da copertina al testo, indetto da Girodivite nel 2019, presieduto da Armando Rotoletti. Il concorso annuale promuove la fotografia di luoghi e aspetti del paesaggio umano abbandonati e su cui si punta l’obiettivo per una maggiore attenzione e cura, e per un recupero nella memoria collettiva.

Alice Molino, dopo i saluti di rito dell’amministrazione, ha intrattenuto i presenti con una doppia presentazione che ha visto la Giuffrida e lo scrittore Enzo Di Maria con la sua raccolta di racconti "C’era una volta in Sicilia", ispirata all’affascinate e contraddittoria storia della nostra isola, tra personaggi illustri e meno conosciuti, ma sicuramente ricchi di quella personalità che fà del popolo siciliano un’ispirazione di stizza e di adulazione in ogni angolo del mondo.

Dopo l’approfondita ed intrigante descrizione del suo libro e gli immancabili cenni storici e riferimenti anche dei miti e delle leggende di questa zona jonica del messinese, Enzo Di Maria ha ceduto la parola a Roberta Giuffrida. L’autrice ha saputo riafforare nella mente degli astanti, anche di coloro che per motivi anagrafici sconoscevano la drammaticità del terremoto del 1968, quelle emozioni visive riscontrabili nelle foto contenute nel suo libro.

Un contrasto quasi pittorico, lo sconforto della distruzione e la morte dei suoi protagonisti, gente comune come noi che nell’arco di oltre tredici ore, dal 14 al 15 gennaio 1968, si ritrovò a dovere fare i conti con la forza scatenatrice e violenta della Natura e la caducità di una condizione umana che smarrisce il senso di un futuro, oltre che la perdita di tutto.

Ma da queste macerie, le immagini della Giuffrida raccolgono i cocci di una speranza di ricostruzione e ritorno alla vita, piegata ed umiliata ma non spezzata del tutto. Poggioreale, come ci ha raccontato la stessa autrice, rappresenta quell’occasione di riscatto di un’intera Sicilia, di identità come lo stesso Festival si è proposto riconoscendo ai Siciliani la capacità di risollevarsi, come i protagonisti del passato raccontati da Di Maria nel suo libro, hanno sempre trovato il modo di fare.

Il libro, oltre alle immagini tragiche della distruzione, le case sventrate, i muri o quanto è rimasto, in precario equilibrio, combattuti tra una resa definitiva e uno sprono a ristabilire l’antico splendore. La Giuffrida ci ha raccontato come Poggioreale sia continuamente oggetto di visite di turisti occasionali, provenienti dalle più disparate località del mondo, la stessa fotografa durante le sue riprese ha incontrato un’intera famiglia americana a girare per quelle strade di ruderi.

Una domanda si è alzata unanime che ha cercato la sua naturale risposta contenuta forse nelle immagini della Giuffrida: se questo luogo possa rappresentare oggi un passato da custodire o un’occasione mancata anche a livello turistico.

Una domanda che sicuramente occorrerebbe rivolgere a tutte le amministrazioni locali e centrali siciliane, eredi di un patrimonio archittenico culturale unico al mondo, come lo stesso Di Maria ha voluto sottolineare nel suo intervento.

Una domanda che giriamo a chiunque senta l’appartenenza di un luogo da custodire e da tutelare, riportando alla luce e allo splendore quei luoghi bistrattati, offesi, distrutti e stuprati dalla speculazione edilizia, ancor più perfidamente di un evento in ogni caso naturale, quale possa essere un terremoto.

E giriamo questo pensiero, rilanciano il nostro Concorso Fotografico "Un luogo per ZeroBook", giunto alla sua terza edizione e in scadenza il prossimo 30 settembre, il cui bando potete leggere al seguente link:

3° Concorso Fotografico "Un luogo per ZeroBook" 2021

Un’occasione - proviamo a dare noi una risposta al dilemma sopra citato - per riscoprire quei luoghi, non solo in Sicilia, che rappresentano da sempre l’attrazione più significativa per i turisti di tutto il mondo, disposti a viaggi chilometrici e con le restrizioni degli ultimi anni pur di respirare la Storia e la cultura che da siciliani, spesso, non valorizziamo come meriterebbe. Questo Festival, ringraziamo Alice Molino per l’impegno profuso e il coraggio per averlo realizzato, sia da sprono per il raggiungimento di questo obiettivo. I libri svolgono il loro ruolo al meglio, facendo viaggiare con la fantasia e le ricostruzione storiche. Il resto, come sempre, tocca a noi cittadini metterlo.

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Enzo Di Maria e Roberta Giuffrida
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Enzo Di Maria e Alice Molino
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Festival Siciliano del Libro


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