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Riduzione del numero dei Parlamentari

di Sergej - mercoledì 14 agosto 2019 - 739 letture

A me sembra una cretinata. C’è in ballo il problema della rappresentatività dei parlamentari. Il nodo vero sono i collegi elettorali. Da come vengono disegnati e come vengono stabiliti si decidono le maggioranze di un Paese, spostando da una parte all’altra centinaia di migliaia di voti. È sui collegi elettorali che si gioca tutto.

Meno parlamentari significa necessariamente collegi elettorali più grossi; dunque, chi viene eletto deve rappresentare un numero di persone maggiore, e essere l’espressione di un territorio più ampio.

Ma ciò significa anche che il deputato diminuisce la propria rappresentanza elettorale: viene più difficile in un collegio elettorale allargato fare campagna elettorale, rappresentare una popolazione più eterogenea e dalle caratteristiche economiche più diverse, per il cittadino avere contatti con il proprio rappresentante territoriale.

Già oggi scontiamo il papocchio determinato dalla cancellazione (spesso sulla carta, appunto perché si è trattato di un provvedimento idiota chiesto da idioti per poter ridurre la politica a un gioco di idioti) delle province. L’ultima “riforma” elettorale, che ha ridisegnato i collegi elettorali scavalcando le province, ha costruito una rappresentanza sempre più complicata.

Oggi, con la proposta di riduzione dei nostri rappresentanti al Parlamento si vuole in realtà ridurre ulteriormente la rappresentatività popolare. Questo significa che le lobby politiche ed economiche potranno agire con minori sforzi; mentre i comuni cittadini avranno più difficoltà a farsi sentire dai propri rappresentanti, che vedranno nel collegio elettorale sempre di meno.

Questa della riduzione del numero dei Parlamentari è una vecchia tentazione delle Destre, dei vari piani autoritari alla Gelli & C.: una cosa vecchia di 2-3 generazioni fa, che questa generazione attuale ha evidentemente orecchiato da piccoli (come troppe cavolate e mode neoliberiste e appartenenti all’ordine di idee della democratura) senza avere le basi politiche per capire cosa vuol dire nei fatti. Insomma, una ennesima bufala politica. Quando si tornerà alla serietà politica, e alla sanità di idee politiche davvero nuove e al passo con i tempi sarà troppo tardi, in questo ex Paese che è stato l’Italia.


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