Ricardo Izecson dos Santos Leite

di Alberto Giovanni Biuso - mercoledì 10 giugno 2009 - 2777 letture

La servitù degli italiani assume caratteri sempre più surreali. In alcuni articoli molto seri apparsi sui quotidiani, si ipotizza che S.B. abbia perso il 2,5 % dei consensi...perché? Perché sta impoverendo la nazione come mai nessuno ha fatto prima? No. Perché la disoccupazione e il precariato dilagano? No. Perché si è posto al di sopra e al di fuori delle leggi? No. Perché sta imbavagliando quel poco che rimane del diritto di informazione (cfr. intercettazioni)? No. Perché dietro il caso della famiglia Letizia a Casoria (detto “Noemi”) c’è l’ombra della camorra? No. Perché spende i soldi dei lavoratori e dei pensionati per ponti sismici e nucleare preistorico? No. Perché sta prendendo in giro gli abruzzesi terremotati (che comunque hanno disertato in massa le urne) e li sta chiudendo in dei lager? No. Perché taglia furiosamente sulla sanità, la scuola, la ricerca? No. Perché si crede dio? No. Perché ha ridotto al minimo storico la credibilità dell’Italia nel mondo e davvero tutti ci ridono dietro (quando va bene)? No.

S.B. avrebbe perduto il 2,5 % dei consensi elettorali perché ha venduto al Real Madrid il calciatore Ricardo Izecson dos Santos Leite (detto “Kaká”). Scrive, ad esempio, Alberto Costa sul Corsera di oggi: «Le bugie. Se ne sono raccontate anche più del necessario. Berlusconi, ad esempio, avrebbe potuto risparmiarci l’ultima, quella della fantomatica telefonata a Kaká per convincerlo a restare “perché nulla è ancora definito”. Il contatto tra il patron rossonero e Riccardo sarebbe dovuto avvenire lunedì ma, ovviamente, non se n’è avuta notizia semplicemente perché non c’è mai stato. Era soltanto un disperato tentativo di salvare capra e cavoli in vista dell’incombente consultazione elettorale. Un’entrata fuori tempo visto che, stando ad ambienti contigui al Pdl, la rinuncia a Kaká potrebbe essere costata attorno ai 2,5 punti percentuali, voti negati dagli elettori-tifosi inferociti con il premier».

Invito quei milanisti che tentano ancora e disperatamente di separare la loro squadra dalla persona di S.B. ad aprire gli occhi e a decidersi tra il sostegno a una squadra di calcio fagocitata anch’essa dalla «cosa Berlusconi» (Saramago) e, semplicemente, la decenza, la dignità di cittadini. Quando tale “cosa” finalmente non ci sarà più, potremo tornare a tifare per il Milan. In ogni caso, che si voti o non si voti per un partito politico a causa dei destini di una squadra di calcio è uno dei segni che questo popolo è perduto, che non distingue più tra realtà e finzione.

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Ricardo Izecson dos Santos Leite
10 giugno 2009, di : Enrico U.

“In ogni caso, che si voti o non si voti per un partito politico a causa dei destini di una squadra di calcio è uno dei segni che questo popolo è perduto, che non distingue più tra realtà e finzione.” Dice Alberto e io concordo pienamente. E questa scomparsa del senso di realtà è il vero capolavoro di S.B. che, annullata la realtà, regna grazie al governo totale che ha dell’illusione. Per quanto riguarda il calcio non mi interessa per nulla, o, come dice un mio amico, "per me potrebbero morire tutti domani mattina". Ovviamente senza augurarglielo!