Repubblica sciopera
Edicole: sempre meno – Telecronaca olimpiadi: flop vergognoso – Anche Le Monde e NYT criticano i Giochi – Agenzia Dire. Ancora scioperi – Cronache Tv delle manifestazioni: solita fuffa interessata
SEMPRE MENO EDICOLE – Le edicole in Italia sono 20 mila. In 20 anni hanno subìto un collasso del 42,8%. Ovviamente anche gli edicolanti sono diventati più poveri considerato che il giro d’affari diminuisce continuamente. Secondo il report «Le edicole del futuro, il futuro delle edicole», realizzato da Stampa Romana e DataMediaHub, un edicolante guadagna 1.059 euro al mese lordi, per circa 13 ore di lavoro. Ovvero 2,94 euro di ‘retribuzione’ oraria lorda. Bisogna tener conto che dal 2015 al 2025 le vendite dei quotidiani sono crollate. Siamo passati da oltre 18,4 milioni di copie a meno di 9,5 milioni. Oggi i quotidiani sono letti prevalentemente dagli over 65 che vivono in comuni con meno di 10 mila abitanti. Il 63% dei Comuni italiani non ha neppure un’edicola (su 7.896 comuni in Italia, ben 4.974, non hanno un’edicola). In Molise il 94,11% dei comuni non ha un’edicola. Seguono il Trentino Alto Adige (85,91%) e la Valle d’Aosta (82,43%). A Roma, da 1.200 edicole ne sono rimaste 400-500: 54 su 100 sono a rischio chiusura nel centro storico e un’altra decina rischia la chiusura a causa delle disposizioni del Codice della Strada.
SCIOPERO REPUBBLICA – La Repubblica ha scioperato per due giorni, il 10 e l’11 febbraio. La decisione è stata presa durante l’assemblea del Cdr di lunedì 10 in quanto «l’Azienda non dà alcuna risposta sulla trattativa in corso per la vendita del quotidiano. Nessuna spiegazione, nessuna notizia. Come se i giornalisti fossero pacchi da trasferire». Nel comunicato pubblicato sul sito del quotidiano dal Cdr si legge: «Ormai da settimane la vertenza del nostro giornale è aperta: sappiamo che Exor è in trattativa per la vendita di Gedi con il gruppo greco Antenna. Ma questa trattativa in esclusiva è scaduta lo scorso 31 gennaio, e la società non ci ha ancora detto se c’è stata una proroga e fino a quando. Le informazioni in nostro possesso finiscono qui. Abbiamo anche chiesto perché la scelta sia ricaduta su di un editore sconosciuto ai più e non ad altri che si erano detti interessati, ed è una domanda che rimane aperta. Ci sono (state) altre offerte? Se sì, perché non prenderle in considerazione?... L’editore John Elkann, infatti, si rifiuta di incontrare le rappresentanze sindacali».
NYT E LE MONDE: CRITICA OLIMPIADI INVERNALI MILANO-CORTINA – Il New York Times è andato a verificare, sul campo, le nostre olimpiadi cavallo di battaglia, scrive il quotidiano Usa, «del Comitato Organizzatore Milano-Cortina fin dall’inizio». Lo scrive il corrispondente da Roma, Jason Horowitz che così continua: «Lunghe distanze, strade strette, collegamenti complessi e nevicate renderanno la logistica un incubo che ha portato i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, ogni aumento del servizio ferroviario o ogni tratta di autobus estesa come una vittoria entusiasmante contro il rischio del fallimento». Lo stesso Horowitz a un certo punto è rimasto bloccato dal ghiaccio su una strada secondaria ed è stato soccorso da una campionessa olimpica di curling. Anche Le Monde critica i Giochi invernali. In prima pagina il titolo è il seguente: «Giochi invernali. Il Trionfo della neve artificiale». E così aggiunge il quotidiano francese: «1,6 milioni di metri cubi di neve sono stati fabbricati per rendere le prove possibili. Una tecnologia ghiotta in acqua e in energia, criticata dai difensori dell’ambiente e degli scienziati».
TELECRONACA OLIMPIADI: FIGURACCIA MONDIALE – Ormai siamo al disastro. Ancora una volta Paolo Petrecca ha dato il meglio di sé. Dopo essere stato sfiduciato per ben due volte dalla sua redazione, il direttore di Rai Sport si è autonominato telecronista per l’inaugurazione dei giochi olimpionici Milano-Cortina inanellando strafalcioni su strafalcioni. Ha confuso Matilda De Angelis con Mariah Carey, lo Stadio San Siro con l’Olimpico, superandosi con la figlia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella scambiata per il presidente del Cio. È stato un crescendo di errori, banalità e sfondoni in continuazione. Ormai siamo alla frutta. Intanto il Cdr di Rai Sport da giorno 9 febbraio, ha comunicato che «Da oggi alle ore 17 e fino alla fine dei giochi ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache in attesa che l’azienda prenda finalmente coscienza del danno che il direttore di RaiSport ha recato nell’ordine: ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento». È vero che Petrecca è un meloniano di ferro ma cosa deve ancora combinare (lui e il suo capo Giampaolo Rossi), per essere abbandonato al suo inconcludente destino?
AGENZIA DIRE. ANCORA SCIOPERI – Dopo lo sciopero di venerdì 30 gennaio scorso, altri cinque giorni sciopero finché l’editore dell’agenzia, Stefano Valore, non si siederà al tavolo di confronto con il Comitato di redazione per sottoscrivere un accordo sulla ripresa regolare degli stipendi e sul rientro di tutte le retribuzioni arretrate, comprese quelle restanti dei sospesi del 2024. Stefano Valore è presidente della Silicon Dev, leader nel settore dell’alta tecnologia e della trasformazione digitale. Valore ha acquisito la proprietà dell’agenzia, attiva dal 1988, nel marzo 2022.
MANIFESTAZIONI/PROTESTE: SOLITA FUFFA – Soprattutto in Tv quando c’è di offrire ai telespettatori la cronaca di una manifestazione politica, ci si rifugia nella solita pigrizia per coprirsi le spalle Ed ecco, allora, che si ascolta la medesima formula, sempre quella: «50 mila secondo gli organizzatori, 20 mila secondo la polizia». Ci riferiamo, in particolare, alla manifestazione avvenuta giorni fa a Torino e al ferimento dell’agente di polizia Alessandro Calista. Poi, però, quando si cita il numero degli estremisti, con sicurezza si dà un dato: 1.500. Non i partecipanti alla manifestazione, ma il numero degli estremisti! Qualcuno ha fatto notare che i giornalisti dovrebbero essere in grado di fornire una stima attendibile sulla consistenza, calcolando la lunghezza del corteo e la larghezza dello spazio occupato, con una densità media di tre persone ogni metro quadro raccomandata dai tecnici delle piazze. Ricordo tanti anni fa che per capire quante persone fossero affluite in piazza del Duomo, a Milano e il selciato era ancora fatto con grosse mattonelle, si usava la formula che su ogni mattonella potevano starci sei persone. Queste per il numero di mattonelle (che ora non ricordo quante fossero), si potevano calcolare le persone presente in piazza Duomo. Ma per tornare alla manifestazione di Torino, ecco che le telecamere inquadrano Giorgia Meloni che va a trovare, all’ospedale Calista. E la manifestazione? Perché è stata fatta? Riprese solo di 15 secondi. Poi meglio passare ai Giochi Olimpici. E la Tv bellezza, e tu non puoi farci niente.
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