Repubblica e la moto d’acqua. (E anche Lollo)

Comunicato a cartoni animati – Governo vuole controllare telefoni giornalisti – Emilio Carelli nuovo AD de L’Espresso – Report è un problema – Harper’s Magazine dedica copertina e dieci pagine a giornalista e fotografo italiano – L’agenzia Dire licenzia

di Adriano Todaro - mercoledì 20 dicembre 2023 - 660 letture

GOVERNO VUOLE CONTROLLO TELEFONI GIORNALISTI – Martedì 12 dicembre scorso, il Fatto Quotidiano esce con la notizia che il Consorzio di giornalismo Investigate Europe, Disclose e Follow The Money ha appurato che l’Italia durante la riunione dei diplomatici a Bruxelles che dovevano trattare sulla legge europea per la libertà di stampa, ha definito l’articolo sulla sicurezza nazionale una “linea rossa”. Questa espressione significa che se non si mettono i paletti sul controllo dei telefoni dei giornalisti, l’Italia, appunto, potrebbe non votare l’intero regolamento. L’Italia si è spinta molto in avanti ma altri sei Paesi (Francia, Finlandia, Cipro, Svezia, Malta e Grecia) sono d’accordo a spiare i giornalisti per motivi di sicurezza nazionale. E così una legge che dovrebbe servire proprio a garantire la libertà di stampa, viene castrata, grazie al nostro Paese. D’altronde non è la prima volta che l’Italia si distingue in questo campo. Nel 2022, nella legge di Bilancio, il governo approvò un emendamento favorevole alle intercettazioni preventive. Potevano riguardare anche persone non indagate e anche nei domicili privati e si allentavano le garanzie e i controlli della magistratura sugli ascolti. Naturalmente tutto per una questione di “sicurezza nazionale”.

REPUBBLICA E LA MOTO D’ACQUA – Valerio Lo Muzio ha 33 anni e di mestiere è video maker. In pratica è un giornalista con la telecamera. Iscritto all’Ordine dei giornalisti non ha un contratto stabile con una testata giornalistica ma è un free lance. Nell’estate del 2019, a Milano Marittima, è l’unico giornalista che riprende il figlio 16enne di Matteo Salvini (in quel momento ministro dell’Interno) che sale su una moto d’acqua della Polizia di Stato, così tanto per divertirsi un po’. Il servizio è offerto alla 7 e a Repubblica. Il canale Tv nicchia mentre Repubblica fa lo scoop. Il direttore di allora, Carlo Verdelli (in seguito licenziato, non per questa vicenda) è entusiasta e invita il video maker a Roma, scrive un fondo su questa vicenda e lo Muzio riceve promesse di regolarizzazione e stabilizzazione. Lo Muzio, sempre per Repubblica, produce due documentari importanti, uno sulle “Sardine” e uno su Patrick Zaki, nonché vari servizi sull’emergenza pandemia a Bologna. Gli fanno dei contratti annuali, ma i pagamenti - racconta lui - non sono regolari. Ora l’avvocato del Foro di Bologna Bruno Laudi chiede per Lo Muzio di sanare il periodo di lavoro 2018-2022 come articolo 12 (corrispondente), con un rimborso di circa 8mila euro. L’udienza è fissata a febbraio 2024. Le spese per “questa battaglia di dignità”, come la chiama lui, sono garantite dall’Associazione Stampa Emilia Romagna. Lo Muzio, intanto, ha lasciato il giornalismo, e ha aperto una società che produce documentari.

L’ESPRESSO: CARELLI AD – Emilio Carelli è stato nominato amministratore delegato de L’Espresso. Come abbiamo scritto la scorsa settimana, l’ex settimanale di Scalfari è passato nelle mani del petroliere Ammaturo. Carelli, è stato deputato 5 Stelle dal 2018 al 2022, è stato vicedirettore del TG5, direttore di TGCom, fondatore e direttore di Sky TG24. Gli altri membri del Cd sono Gianluca Ianuario, Rodolfo Errore, Angela Ammaturo, Francesco Rossi Guarnera e Alessandro Rossi. Alessandro Rossi è stato riconfermato direttore responsabile.

REPORT È UN PROBLEMA – Report è sempre più un problema. Non per gli ascolti del programma, ma per politici e poteri vari. È un problema perché fa semplicemente il proprio mestiere che è quello di informare. L’ultima puntata ha fatto incazzare il “fermatore” dei treni, il cognato per antonomasia, sì proprio lui, Francesco Lollobrigida. L’ultima puntata del programma di Ranucci, fra le altre cose, ha parlato delle schifezze che ci sono dentro la bottiglia del vino. E subito ecco la reazione del cognato: «Abbiamo qualche nemico in casa. Chiamerò Ranucci per sapere perché dobbiamo avere sulla tv di Stato persone che aggrediscono i nostri prodotti. A fronte di qualcuno che non si comporta correttamente, ci sono migliaia di persone che col loro lavoro valorizzano la filiera». Simpatico questo ministro che parla di nemici in “casa”. Forse non ha capito che né il governo e neppure la Tv di Stato è casa sua. Intanto Report, per quella puntata, ha raggiunto il 9,7% di share che in soldoni sono 1 milione e 800 mila telespettatori. Ecco quello che dà fastidio ai vari ministri: che Report vada a gonfie vele mentre “Avanti Popolo”…

HARPER’S MAGAZINE DEDICA COVER A ITALIANO – Per la prima volta, la firma di un giornalista italiano compare sulla prestigiosa rivista americana Harper’s Magazine. La rivista ha dedicato copertina e dieci pagine al giornalista e scrittore italiano Marzio G. Mian. Sono dieci pagine di un reportage sulla Russia che Mian ha compiuto con il fotografo Alessandro Cosmelli. Per un mese i due hanno viaggiato per 6 mila chilometri in Russia seguendo la rotta del fiume Volga, dalla regione di Tver, tra San Pietroburgo e Mosca, fino ad Astrakan sul mar Caspio. Mian e Cosmelli, che da molti anni lavorano in coppia, hanno cercato di indagare su che cosa vuol dire essere russi oggi, mentre il Paese è in guerra contro l’Ucraina e in conflitto con l’Occidente. Il titolo del reportage è “Oltre la nuova cortina di ferro”. Mian, per Internazionale, ha scritto di una centrale nucleare galleggiante nell’estremo nord-est della Russia artica, ha vinto numerosi premi internazionali ed è stato vicedirettore di Io donna e del Corriere della Sera nonché collaboratore di Internazionale, il Giornale, l’Espresso, Neue Zürcher Zeitung, Reportagen, Revue XXI, Rai e Sky.

RAINEWS24: COMUNICATO A CARTONI ANIMATI – I giornalisti di Rainews24 sono in agitazione e per spiegare le loro motivazioni hanno scelto di utilizzare un cartone animato. Si tratta di 53’’ di disegni animati. Nel “cartone” si vede un signore con il braccio teso e modi autoritari davanti a un gruppo di persone sedute attorno a un tavolo. C’è poi un altro personaggio con occhiali neri che suggerisce (il politico), un uomo che parla con un braccio dietro la schiena e le dita intrecciate, sedie che si svuotano di persone che non vengono rimpiazzate. Dice il testo: «Non esiste un servizio pubblico di qualità senza un lavoro di qualità. I giornalisti e le giornaliste di RaiNews24, Rainews.it e Televideo denunciano da mesi una situazione insostenibile: cattiva organizzazione del lavoro, redazioni sguarnite, ingerenze politiche nelle scelte della direzione e mancanza di pluralismo». Ce l’hanno con il direttore Paolo Petrecca che, a loro dire, non rispetta il piano editoriale. Petrecca per respingere le accuse utilizza un video che dura, però, il doppio, circa due minuti. Alle sue spalle, due schermi accesi, uno su Rai News 24 e, più sullo sfondo, uno su Sky Tg24.

SI LICENZIA? ALLORA BLOCCHIAMO I FINANZIAMENTI – Ben 35 anni orsono, il segretario di Enrico Berlinguer, Antonio Tatò, aveva fondato l’agenzia stampa Dire. Altri tempi, altri personaggi, altri spessori culturali e politici. Oggi l’agenzia Dire licenzia 15 redattori. E così la Federazione nazionale della Stampa chiede al governo di non dare più finanziamenti pubblici a chi licenzia. Da subito. Nel 2024 sono previsti contributi alla Dire per due milioni di euro l’anno per tre anni. L’agenzia Dire è da tempo in “sofferenza”. Una crisi iniziata nel settembre 2021 con l’arresto dell’ex editore e l’avvio di una stagione, durata quasi due anni, di pesanti ammortizzatori sociali con la decurtazione di fatto di quasi il 30% degli stipendi, oltre a sacrifici sul piano operativo enormi per mantenere quantità e qualità dei notiziari.


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